Frano Botica: l’uomo senza età

(di Roberto Vanazzi)

Mi arrabbio un po’ quando i ragazzi della squadra mi chiamano nonno. Ma, nel momento in cui li batto in alcuni test fitness, mi assicuro che tutti sappiano che sono stati battuti da un nonno.” (Frano Botica)

Pochi giocatori di rugby hanno avuto una carriera, in termini di longevità e diversificazione, simile a quella di Frano Botica. Il coinvolgimento del mediano d’apertura neozelandese a livello di prima classe è iniziato nel 1984 e si è esteso fino al 2001, quando, ormai prossimo alla quarantina, è riapparso nel campionato nazionale di provincia con North Harbour, ultimo atleta ancora in campo tra tutti coloro che avevano preso parte alla Coppa del Mondo del 1987. Giramondo del rugby, con un passaggio di successo anche a L’Aquila, il fatto che lui sia sopravvissuto così a lungo, e tanto meno ad un livello così alto, è un omaggio alla pura professionalità di un giocatore che ha ottenuto riconoscimenti in abbondanza sia nel rugby a XV, dove ha giocato per due nazionali diverse, che nella versione a tredici giocatori.

Frano Botica

Frano Botica

Frano Michael Botica è nato il 3 agosto 1963 a Mangakino, una piccola città sulle rive del fiume Waikato, nella North Island, da madre Maori e padre di origini croate. Il nonno di Frano era nativo di Korcula (Curzola in italiano) un’isola della Dalmazia a sud di Spalato, al largo delle cui coste ha avuto luogo nel 1298 la famosa sconfitta navale dei veneziani per mano dei genovesi. Marco Polo quel giorno è stato fatto prigioniero e dalla prigione ha scritto Il Milione. Korcula sostiene che il famoso navigatore sia nato proprio sul suo suolo.

Studente presso la Westlake Boys’ High, Frano ha iniziato a giocare a rugby all’età di cinque anni tra le fila del North Shore, squadra nella quale ha intrapreso tutti i gradini delle varie under sino al 1983, quando ha esordito in prima squadra.

Nel 1984 Botica è stato scelto per il tour dei New Zealand Colts, la nazionale under 21 della Nuova Zelanda.

L’anno successivo le regioni neozelandesi di North Shore e Rodney sono fuggite dall’egemonia della Auckland Rugby Union e hanno fondato il North Harbour, club con la quale Frano ha disputato il suo primo campionato provinciale, il cosiddetto NPC.

Il 28 giugno 1986, a 22 anni, il mediano d’apertura ha esordito con gli All Blacks in una partita contro la Francia a Christchurch. Il coach della nazionale neozelandese, Brian Lochore, causa l’assenza per squalifica di quegli atleti che il mese precedente avevano partecipato al tour non autorizzato in Sudafrica con il nome di Cavaliers, è stato costretto per l’occasione a schierare giocatori giovanissimi e inesperti. Nonostante questo, i Baby Blacks, com’erano stati soprannominati, hanno vinto la sfida 18 a 9. Per l’occasione Frano, il primo giocatore della neonata squadra di North Harbour a rappresentare i neri a livello maggiore, ha realizzato due drop.

Tra agosto e settembre, sempre del 1986, Botica ha giocato le tre sfide di Bledisloe Cup contro l’Australia. I Wallabies hanno conquistato la serie con due vittorie su tre test match, riportando così in patria il trofeo che mancava loro dal 1982.

In autunno il ragazzo è stato incluso da Lochore nella line-up degli All Blacks che hanno intrapreso un tour in Francia. I neri capitananti da “Jock” Hobbs hanno affrontato i padroni di casa in due match, vincendo a Tolosa con il risultato di 19 a 7 per poi perdere a Nantes 3 a 16. Frano ha fatto segnalare la sua prima meta in maglia nera nel match infrasettimanale contro la Selection du Centre a Clermont-Ferrand.

Nel 1987 il mediano di Mangakino è stato convocato per partecipare alla prima edizione della Coppa del Mondo di rugby, che si è disputata proprio in Nuova Zelanda. Purtroppo per lui, causa la presenza dominante di Grant Fox, Botica non ha visto il campo e si è laureato campione del mondo restando in panchina. Nessuno ha mai messo in discussione la preferenza per Fox a causa della sua fenomenale capacità con i calci, ma è stato un vero rammarico che Frano, giocatore di maggior impatto fisico, non sia riuscito ad ottenere nemmeno un minuto di gioco durante il mondiale.

In autunno il ragazzo è partito con gli All Blacks alla volta del Giappone per un tour della durata di due settimane. Botica ha realizzato due mete il 25 ottobre alla nazionale del Sol Levante, partita che non ha ricevuto l’ufficialità, e un’altra marcatura l’ha realizzata agli Asian Barbarians tre giorni più tardi.


Nell’estate del 1988 Botica ha intrapreso un tour in Australia, dove ha giocato otto dei dieci incontri infrasettimanali, qualcuno nel ruolo di trequarti centro, segnando in totale cinque mete. Anche il nuovo coach Alex Wyllie, però, gli ha preferito Fox per quanto riguarda i test match contro i Wallabies.

Nella stessa stagione Frano è approdato in Italia, ingaggiato dal Rugby L’Aquila del presidente Antonio Di Zitti, il primo aquilano della storia ad indossare la maglia azzurra alla fine degli anni ‘50, e dell’allenatore australiano Bob Porkovic. Assieme a lui è stato assoldato anche il connazionale Mike Brewer.

Con i fuoriclasse neozelandesi nel loro XV, i nero-verdi griffati Scavolini hanno terminato il campionato 1988-89 al quarto posto, alle spalle di Benetton Treviso, Amatori Milano e Colli Euganei Rovigo.
Approdata ai quarti, la compagine abruzzese si è sbarazzata del Fracasso San Donà vincendo tanto il match di andata quanto quello di ritorno. In semifinale la squadra da affrontare era la corazzata trevigiana di Stefano Bettarello e John Kirwan. Sconfitta a Monigo per 22 a 13 e vittoria al Fattori con il punteggio di 38 a 13. Con le regole attuali L’Aquila sarebbe approdata alla finale di Bologna, ma allora non si teneva conto della differenza punti e si è disputata una terza partita di spareggio, che è terminata con la vittoria della Benetton per 18 a 9.

Il 15 luglio del 1989 Frano ha disputato ancora una partita per la propria nazionale: a Dunedin, contro l’Argentina di Marcelo Loffreda. Quel giorno il ragazzo ha giocato nel ruolo di trequarti centro, tra l’altro entrando dalla panchina, in quanto apertura titolare era il solito Grant Fox. La sfida si è risolta con la vittoria degli All Blacks per 60 a 9.

A ottobre il mediano è partito con gli All Blacks per un tour in Galles e Irlanda. Frano non ha giocato i test match con le nazionali dei due paesi, ma è sceso in campo in sei partite non ufficiali, dove ha marcato una meta al Pontypool e una tripletta al Connacht.

Anche la stagione 1989-90 ha visto l’Aquila, ormai priva di Mike Brewer, classificarsi al quarto posto della regular season alle spalle delle solite tre squadre e anche allora ai quarti si è trovata di fronte il San Donà di Piave. Stavolta, però, sono stati i veneti ad avere la meglio e la corsa allo scudetto degli abruzzesi si è fermata lì.

A quel punto Botica, dopo avere regalato al club abruzzese 181 punti, merito di 11 mete, 19 trasformazioni, 32 calci piazzati e un drop, ha lasciato non solo l’Italia ma anche il rugby a XV giocatori per diventare professionista nella variante con tredici, in quanto stanco di essere la perenne riserva di Grant Fox.

Durante questi ultimi tre anni Frano ha giocato partite per i New Zealand Maori (tra il 1985 e il 1989), i New Zealand Emerging nel 1985, per North Island nel 1986 inter-island match, per la nazionale Seven in otto tornei internazionali (tra 1985 e 1988, vincendone un paio) e per il XV messo assieme dall’Anzac (squadra mista di Australia e Nuova Zelanda) che ha affrontato i British & Irish Lions a Ballymore nel 1989, perdendo 15 a 19.

Nel nuovo codice il neozelandese si è accasato presso i Wigan Warriors nel campionato inglese di Rugby League, esordendo in Charity Shield contro lo Swansea City FC.
Durante la stagione 1992-93 Frano ha rotto un record di club, realizzando 184 calci e accumulando 423 punti nel corso di un singolo campionato. Il trequarti ha battuto il suo stesso record nel 1994-95, quando ha calciato l’ovale tra i pali 186 volte, un record che si è fermato a quel giorno.
Con i Cherry & Whites Botica ha conquistato cinque campionati nazionali consecutivi dal 1991 al 1995 e altrettante Challenge Cup, la massima competizione europea di rugby a 13 per club. Oltre a questi, con lui in squadra i Warriors hanno vinto anche due volte il World Club Challenge, competizione a livello mondiale per club, nel 1991 e nel 1994.

Frano ha rappresentato anche la nazionale neozelandese di codice alla Coppa del Mondo 1989-92, dov’è si è guadagnato il terzo posto. Ironia della sorte, lasciato praticamente in panchina dagli All Blacks a causa della superiorità di Grant Fox nei piazzati, con il cambio di codice Botica è diventato un kicker di grande successo, tanto da essere l’uomo più veloce in Gran Bretagna a raggiungere i 1000 punti, tra l’altro in sole 93 partite.

Nel 1995 Botica ha disputato una stagione in patria con gli Auckland Warriors, ma è riuscito a vedere il campo poche volte in quanto è stato afflitto da vari infortuni, tra cui una frattura alla gamba che ha necessitato dell’innesto di alcune viti. Così, l’anno successivo è tornato di nuovo in Inghilterra per disputare la sua ultima stagione nel gioco a tredici giocatori con i Castleford Tigers.

A quel punto, con l’avvento nel professionismo anche nel rugby a XV, Botica è tornato al vecchio codice e si è accasato prima tra gli inglesi dell’Orrell (3 partite giocate e 10 punti realizzati) e poi al Llanelli, in Galles (105 punti in 10 match).

Nel 1997, grazie alle sue origine paterne, la Federazione Croata ha contattato Frano chiedendogli di giocare con la loro nazionale in vista delle qualificazioni alla Coppa del Mondo del 1999. Il ragazzo ha accettato e così, il 17 maggio 1997, è sceso in campo con la sua nuova squadra a Makarska, a sud di Spalato, per affrontare la Lettonia. La sfida, per la cronaca, è terminata con i croati vincitori 43 a 24 e con un Botica autore di 23 punti.

L’anno successivo Frano ha disputato la sua prima stagione di Super Rugby, il campionato nato proprio in quella stagione, schierato nelle fila dei Chiefs di Waikato.

Tornato ancora in Europa, il 6 giugno l’apertura ha disputato il suo secondo e ultimo incontro di qualificazione mondiale con la nazionale croata, sempre a Makarska, contro l’Italia “A”, sfociato nella vittoria degli azzurri per 39 a 27.

In estate, sempre del 1998, il ragazzo di Mangakino è stato ingaggiato dal Castres per tre mesi come rimpiazzo di un altro atleta neozelandese indisponibile.
Una volta terminato il contratto temporaneo con il club dei Midi-Pirenei, Botica è rimasto in Francia per giocare con il Biarritz Olympique, che lo ha assunto malgrado i suoi 35 anni. Patron del club era Serge Blanco, l’uomo con cui Frano aveva incrociato i guantoni la prima volta che aveva indossato la maglia con la felce argentata, in quel lontano 1986.
Nella prima partita di campionato francese con il suo nuovo club, contro Aurillac, l’apertura ha segnato il 63% dei punti della sua squadra.

Durante la stagione 1999-2000 il club bianco-rosso ha perso i quarti di finale del Top14 con il Tolosa, ma ha vinto la Coppa di Francia per la prima volta dal 1937, sconfiggendo il CA Brive in finale per 24 a 13. Il Biarritz ha anche guadagnato la qualificazione per partecipare all’Heineken Cup.

L’anno successivo la squadra è arrivato sino alla semifinale del campionato francese, persa per mano del Montferrand. Poi, nel 2001, Frano ha deciso di porre fine alla sua lunghissima carriera, lasciando il club francese con 9 partite giocate, delle quali 8 da titolare, e 107 punti.

Prima di appendere le scarpe al chiodo, però, il Marco Polo del rugby si è tolto lo sfizio di giocare nuovamente qualche partite per North Harbour, a diciassette anni di distanza da quando se n’era andato. Botica ha fatto solo una lieve concessione ai suoi 41 anni, facendo la maggior parte delle apparizioni in NPC entrando dalla panchina, generalmente all’inizio del secondo tempo.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica Botica si è dedicato all’allenamento, principalmente nella sua provincia d’origine, il North Harbour, lavorando con la prima squadra del North Shore insieme al connazionale Wayne Shelford.

Nel 2009 Botica ha lavorato in Rugby League con i Warriors di Auckland in qualità di allenatore dei calci. Il figlio Ben è nel frattempo diventato anch’egli membro della squadra di ITM Cup di North Harbour e ha rappresentato la nazionale studentesca della Nuova Zelanda. Il ragazzo attualmente gioca per gli Harlequins, in Aviva Premiership.

Nel 2016 Frano è diventato capo allenatore della nazionale Seven delle Filippine.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

 

I commenti sono chiusi.