Frank Bunce: centro “regale”

(di Roberto Vanazzi)

Ho fatto affidamento solo sulle mie capacità naturali per la maggior parte dei miei vent’anni, ignorando il lato mentale del gioco. Come risultato, le mie performance erano incoerenti: una settimana ero ottimo, la successiva facevo errori grossolani.” (Frank Bunce)

A prescindere dalle indiscutibili qualità tecniche, Frank Bunce si è distinto dagli altri All Blacks per il suo retaggio regale. Egli, infatti, è diretto discendente di George Rex, uno dei tre figli che re Giorgio III di Hannover ha avuto da Hannah Lightfoot, una ricca mercantessa di stoffe dello Yorkshire, prima del suo matrimonio con la duchessa Sofia Charlotte. Frank è uno delle diverse centinaia di discendenti del sovrano che vivono in Nuova Zelanda e nel paradiso polinesiano delle Niue Island.

Frank è considerato uno dei più talentuosi trequarti centro ad avere indossato la maglia degli All Blacks. Inevitabilmente, Bunce è sempre stato messo a confronto con un altro grande centro come Joe Stanley. Entrambi avevano la stessa capacità di leggere la partita e far giocare le ali ma, in più, Bunce era specializzato in placcaggi, tanto nel farli quanto nel romperli in fase d’attacco.

Frank Bunce

Frank Bunce

Frank Eneri Bunce è nato il 4 febbraio 1962 ad Auckland. Studente presso il Mangere College, ha iniziato a praticare rugby con la squadra di Manukau.

C’è voluto molto tempo, però, prima che Frank uscisse dal rugby di club. Il ragazzo ha fatto qualche apparizione per Auckland ‘B’  nel 1984 e Auckland nel 1986, ma queste non sono state sufficienti per essere selezionato da North Island. Nonostante nel 1988 avesse partecipato a un trial con gli All Blacks, Bunce è rimasto con Auckland fino al 1990 senza mai diventare titolare. La sua carriera è decollata nel momento in cui si è trasferito a North Harbour, nel 1991.

A quel punto, grazie al nonno samoano, Bunce è stato selezionato da Western Samoa per partecipare al tour in Nuova Zelanda. In seguito, sempre con gli isolani, ha disputato un’ottima Coppa del Mondo in Inghilterra. Quella squadra, infatti, ha saputo sconfiggere il Galles all’Arms Park e in seguito i quotati Pumas con un suggestivo 35 a 12, merito anche di una meta dello stesso Frank. Approdati facilmente ai quarti di finale, i samoani sono stati sconfitti 6 a 28 dalla Scozia a Murrayfield.

Tornato in patria, il nuovo allenatore degli All Blacks Laurie Mains ha incluso Bunce, che aveva già trent’anni, nella squadra che nel 1992 ha intrapreso la serie contro il World XV per il centenario della NZRFU. Frank ha esordito il 18 aprile e si è affermato subito come uno dei giocatori più duri del rugby mondiale, grazie a una difesa senza compromessi e alla impressionante potenza in attacco. Dopo quella partita, Bunce è diventato il trequarti centro titolare della Nuova Zelanda e nel suo primo anno in maglia nera ha segnato cinque mete, di cui quattro all’Irlanda in due gare.

Nella stagione del debutto ecco uno dei momenti migliori di Frank, quando un suo taglio scoppiettante contro il Sudafrica ha fornito la palla a John Kirwan per una meta cruciale, che ha portato la Nuova Zelanda a vincere 27 a 24. Proprio allora il ragazzo ha iniziato una collaborazione meravigliosa al centro della trequarti con Walter Little, suo compagno di squadra a North Harbour. Il binomio è praticamente durato per tutto l’arco della sua carriera e ha fornito epiche battaglie con campioni del calibro di Scott Gibbs e Will Carling, Tim Horan e Jason Little, sempre molto coinvolgenti e piene di lividi.

Nel 1993, dopo avere partecipato alla prima Sevens World Cup, Bunce ha continuato a sciorinare prestazioni eccezionali e a a segnare mete. I primi a farne le spese sono stati i British & irish Lions allenati dallo scozzese Ian McGeechan. Il trequarti di Auckland ha varcato la linea bianca due volte: nel primo test match, che ha visto trionfare i padroni di casa per 2 punti (20 a 18) grazie al penalty di Grant Fox all’ultimo minuto, e poi nella terza sfida, quella decisiva dopo la sconfitta nel secondo test, dove i neri del capitano Sean Fitzpatrick hanno vinto con un netto 30 a 13 conquistando la serie.

Due settimane più tardi Bunce ha segnato ancora una meta, questa volta ai Wallabies, sconfitti 25 a 10 al Carisbrook di Dunedin.

La forma strepitosa di Frank Bunce è proseguita anche per tutto il 1994, una stagione difficile in cui gli All Blacks hanno perso in casa con la Francia e anche con l’Australia a Sydney. La Nuova Zelanda ha avuto maggiore fortuna nella serie casalinga contro il Sudafrica. È stata la coerenza con la quale Bunce ha incentrato il proprio gioco, unita alla genialità in attacco, a renderlo così prezioso per gli All Blacks. In difesa, il trequarti ha fornito stabilità e forza ogni volta che era necessario e, nel frattempo, approfittava di eventuali crepe nelle linee avversarie per sferrare la sua micidiale zampata.

La Coppa del Mondo del 1995 ha confermato Frank Bunce come uno dei più grandi centri di sempre. La Nuova Zelanda ha infiammato il torneo con la sua enfasi in attacco e Bunce ha fornito placcaggi memorabili in fase difensiva, fermando anche avanti molto più pesanti di lui. Nel conto, per il trequarti centro vanno evidenziate anche 2 mete, una segnata all’Irlanda durante la prima fase e l’altra alla Scozia nei quarti di finale. Come ormai sappiamo, la Nuova Zelanda ha perso la finale contro i padroni di casa, a causa del drop di Joel Stransky nei tempi supplementari.

Frank_Bunce_1983112cPassata la delusione per la sconfitta patita alla Coppa del Mondo, gli All Blacks hanno battuto gli australiani 2 a 0 nella serie per la Bledisloe Cup, con Bunce che ha marcato una straordinaria meta nel primo minuto della seconda prova.

Il 25 ottobre 1995 Bunce ha indossato per la prima e unica volta la fascia di capitano, nella sfida di Catania contro l’Italia A, dove ha realizzato anche una meta. Per la cronaca, la gara è finita con la vittoria dei neri 51 a 21. Tre giorni più tardi il centro era in campo anche a Bologna dove gli All Blacks hanno umiliato gli azzurri con un secco 70 a 6.

Nel 1996 è stata di nuovo la difesa granitica di Frank a fornire il fulcro della backline neozelandese, quando finalmente i neri hanno saputo battere per la prima volta il Sudafrica sul loro terreno. Lo stesso anno è arrivato pure il trionfo nella serie inaugurale del Tri Nations, dove gli All Blacks hanno vinto tutte le partite disputate.

La stagione successiva ha visto Bunce raggiungere l’apice della carriera con la felce sul petto, quando all’Ellis Park ha segnato due mete stupende agli Springboks, regalando così alla sua squadra una vittoria per 35 a 32. Nella seconda realizzazione, il ragazzo di Auckland ha corso per 60 metri rompendo quattro placcaggi, per poi sterzare con finezza e depositare l’ovale oltre la linea. Un’ulteriore dimostrazione del fatto che lui era molto più di un grande centro difensivo.

In seguito, Frank è stato uno degli eroi che ha contribuito alla conquista di un altro titolo del Tri Nations, ancora senza subire sconfitte, assicurato in bacheca quando lo stesso Bunce ha ottenuto una bella meta al Melbourne Cricket Ground contro l’Australia.

Nel 1997 gli All Blacks sono approdati in Europa per il loro tour invernale. Dopo avere sconfitto l’Irlanda, l’Inghilterra a Manchester e il Galles, il 6 dicembre gli uomini di John Hart hanno affrontato di nuovo gli inglesi a Twickenham, dove hanno pareggiato 26 a 26. Questa è stata l’ultima partita disputata da Bunce per la Nuova Zelanda. Frank ha finito la carriera internazionale con il maggior numero di mete, 20, e di presenze per un trequarti centro neozelandese: 69, delle quali 55 test match. Quando ha giocato la sua ultima partita Bunce aveva quasi 36 anni, per questo motivo è diventato il secondo All Black più anziano a giocare un match ufficiale. Nel momento in cui Frank ha lasciato la nazionale, nella backline degli All Blacks si è aperta una voragine enorme, tant’è che ci sono volute diverse stagioni per rimediare. Egli, infatti, ha lasciato un’eredità di grandezza difficile da emulare.

Nel 1996 il trequarti centro aveva giocato con la divisa dei Chiefs. A fine stagione Bunce è stato estromesso dai piani del club quando, dopo un viaggio in Francia per discutere un contratto con il Castres, non è riuscito a tornare a casa in tempo per dimostrare la sua idoneità ai selezionatori. Egli ha quindi terminato la carriera in Europa: una stagione con Castres e una a Bristol. Il centro “regale” si è ritirato definitivamente nel 1999.

Dal 2001 al 2003 Bunce è approdato in Italia per allenare la neonata Leonessa Brescia, in coppia con  Matt Vaea. Il primo anno la squadra ha vinto il campionato di serie A e si è aggiudicata la promozione nel Super 10. In quello seguente, Bunce e Vaea hanno conquistato la salvezza, confermando il club bianco-rosso-blu nella massima serie del campionato italiano.

Nel 2004 Frank è tornato ad Auckland come allenatore dei trequarti. L’anno successivo, invece, è stato consulente tecnico per la nazionale samoana. Quindi, l’ex All Black ha insegnato presso l’Accademia di rugby in Nuova Zelanda.

 

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