Fergus Slattery: il leone d’Irlanda

(di Roberto Vanazzi)

Slattery ha avuto la sua chance di brillare nel tour dei Lions del 1974 e lo ha fatto in modo spettacolare. Il raider irlandese  è stato sempre presente in tutti i test vinti, dove il suo placcaggio e il supporto dinamico hanno fatto di lui il flagello degli Springboks.” (Nick Cain)

Ibernia, Eriu, Irlanda, comunque la si chiami questa è un’isola straordinaria. Dalla Dirty Old Town alle maestose Cliffs of Moher, dalla Strada dei giganti a Cork, è facile perdersi nelle vastità degli orizzonti, nei suoni della natura e dei reel, nel crogiolo dei colori: il blu dell’Atlantico, il verde del trifoglio, l’arancio del tramonto, il rosa dell’erica, il giallo dell’iris. Essa è la terra dei druidi, dei santi e delle fate, dei suonatori d’arpa, degli uomini orgogliosi e dei campioni di rugby. All’epoca in cui giocava Fergus Slattery, si era negli anni ‘70, l’Irlanda era nota, purtroppo, anche per le lotte intestine, le rivalse religiose e le bombe piazzate per uccidere i fratelli. Lassù il rugby, allora come adesso, è più di uno sport. Il rugby è l’unico mezzo con il quale l’Isola trova la propria unità, l’unica occasione in cui il nord e il sud, i cattolici e i protestanti, si abbracciano durante gli inni e giocano insieme, dando l’anima per una sola squadra, per una sola nazione.

Lasciamo però le disquisizioni politiche ad altri contesti e cominciamo a conoscere Fergus Slattery, l’atleta che ogni qual volta è sceso in campo ha messo in mostra un’intensità e una professionalità che raramente si sono viste sui campi da rugby. I suoi 61 caps con la maglia verde, dei quali 17 da capitano, hanno fatto sì che al momento del ritiro egli fosse il flanker con più presenze di tutti i tempi. È giusto anche dire che Fergus è stato fortunato, perché ha giocato in una squadra che includeva personalità del calibro di Mike Gibson, Willie John McBride, Phil Orr e Willie Duggan, che hanno contribuito non poco a rendere l’Irlanda di quel periodo uno dei team migliori al mondo.

Fergus Slattery

Fergus Slattery

John Fergus Slattery è nato il 12 febbraio 1949 a Dùn Laoghaire, una ridente cittadina che sorge sul mare, 12 chilometri a sud della capitale. La sua prima partita in nazionale è datata 10 gennaio 1970, quando ancora era uno studente dell’University College di Dublino e giocava terza linea, appunto, per l’UCD. La partita in questione era contro il Sudafrica e si è risolta in un pareggio 8 a 8. La terza linea degli Spingboks, formata da Tommy Bedford, Jan Ellis e Piet Greyling, era tra le più forti del mondo e scontrarsi con essi all’esordio è stata un bel banco di prova per il giovane irlandese.

In seguito Fergus ha partecipato a tutte le sfide del Cinque Nazioni di quella stagione, raggiungendo il culmine nel 14 a 0 con cui l’Irlanda ha sfaltato il Galles a Dublino, un risultato che ha negato agli uomini in rosso la conquista del titolo, finito in mani francesi per differenza punti.

La reputazione del flanker è cresciuta partita dopo partita, tant’è che nel 1971 si è guadagnato la chiamata da parte dei British & Irish Lions, in partenza per la Nuova Zelanda. A soli 21 anni, Slattery avrebbe dovuto giocare il terzo test in sostituzione dello squalificato John Taylor, ma l’opportunità gli è stata negata da una tonsillite. Egli è tornato così dalla terra dei kiwi senza avere disputato alcuna gara, ma l’esperienza l’ha comunque arricchito e si sarebbe rivelata utile nel successivo tour dei Leoni.

Nel 1972 Fergus è stato assoldato in quella fucina di talenti che era il Blackrock College di Dublino e nel frattempo ha continuato a mostrare la sua impressionante forma anche in maglia verde. Purtroppo, le possibilità di vincere il Grande Slam si sono affossate quando Galles e Scozia si sono rifiutate di recarsi nella terra di San Patrizio a causa della disastrosa situazione politica. L’Irlanda è così rimasta bloccata su due vittorie, con due partite non disputate.

La stagione successiva è iniziata in maniera memorabile per Slattery. Prima di tutto ha fatto parte della squadra irlandese che ha pareggiato 10 a 10 con gli All Blacks a Dublino, un risultato che ha negato ai kiwis il Grande Slam. Quindi, il 27 gennaio è stato selezionato per giocare con i Barbarians contro la stessa squadra neozelandese, all’Arms Park. Il primo tempo di quella partita, resa celebre dalla splendida meta di Gareth Edwards, ha visto Fergus marcare prima una meta e poi fare un tackle che ha permesso a John Bevan di portare il punteggio sul 17 a 0. I Baa-Baas nel secondo tempo hanno contenuto il ritorno della Nuova Zelanda, quindi ancora Slattery, a fine gara, ha regalato l’ovale a JPR Williams che l’ha schiacciato oltre la linea bianca.

Nel Cinque Nazioni il XV del Trifoglio è stato di nuovo competitivo, ma le sconfitte di misura contro il Galles (16 a 12) e la Scozia (19 a 14) hanno impedito loro di vincere il titolo. Tuttavia, la vittoria per 6 a 4 in Francia all’ultimo turno ha fatto sì che il campionato si chiudesse con tutte e cinque le squadre a pari merito, un risultato unico nella lunga storia del torneo.

Più avanti nell’anno l’Irlanda ha superato l’Australia, la Nuova Zelanda e la Scozia, raggiungendo così la finale del primo Mondiale Seven disputato a Murrayfield, dove hanno incontrato l’Inghilterra. I verdi a fine gara si trovavano in vantaggio 18 a 16, ma un errore di Fergus nei 22 dell’Inghilterra ha lanciato Keith Fielding, permettendogli di trovare la meta della vittoria per i bianchi.

Nel 1974 Fergus ha finalmente avuto l’onore di vedersi consacrato campione, quando l’Irlanda, dopo due vittorie e un pareggio, si è assicurata il titolo del Cinque Nazioni per la prima volta dal 1951. Il clou è stato la bella vittoria per 26 a 21 a Londra. L’unica sconfitta, 6 a 9, i verdi l’hanno subita in Francia alla prima giornata.

Sulle ali di questo trionfo Slattery è partito con i Britsh Lions alla volta del Sudafrica. All’inizio il ragazzo di  Dùn Laoghaire ha dovuto lottare per il ruolo di openside flanker con l’inglese Tony Neary ma, grazie alla sua abilità nel tackle e nel possesso palla, ha ottenuto la maglia in tutte e quattro le prove, ripagando la fiducia concessagli da Syd Millar giocando in maniera superba. Come tutti sanno i rossi hanno vinto la serie 3 a 0, con l’ultima gara, quella disputata a Johannesburg, scaturita in un pareggio 13 a 13. Fergus ha cercato di portare a casa un netto 4 a 0, ma la sua meta all’ultimo minuto non è stata convalidata. Egli era sicuro di avere schiacciato la palla, l’arbitro, però, è stato influenzato dal mediano di mischia degli Springboks Paul Bayvel, che gridava “Non ha toccato. Non è meta, non è meta!“. Il replay dell’azione, invece, ha dimostrato che Fergus aveva realmente toccato il terreno con l’ovale, ma l’arbitro si era ricordato di avere assegnato una meta dubbia a Roger Uttley a inizio gara e non se l’è sentita di sbagliare una seconda volta. Da notare che in quel tour Fergus Slattery ha capitanato i leoni nelle partite contro le squadre provinciali.

Fergus Slattery runs with the ballAlla fine del 1974 l’Irlanda ha disputato due incontri per celebrare il centenario della IRU, con i Presidents XV e la Nuova Zelanda. La prima partita, dove Fergus ha marcato la sua prima meta col trifoglio sul petto, è finita 18 a 18. Contro gli All Blacks invece, i verdi non sono stati in grado di ripetere l’eroico risultato del 1973 e hanno perso 6 a 15. In seguito, Slattery è stato nuovamente selezionato per i Barbarians, che hanno sfidato i Tuttineri nella loro ultima gara del tour: il risultato è stato un pareggio.

Fergus nel 1975 è stato raggiunto in nazionale dal suo compagno di squadra del Blackrock College Willie Duggan, un giocatore che avrebbe stabilito in seguito il record di caps per un Numero 8 irlandese. A parte questo, la macchina dei verdi ha funzionato abbastanza bene durante il Cinque Nazioni, anche se il tutto è stato rovinato da una terribile sconfitta, un 4 a 32 ad opera del Galles a Cardiff.

Slattery ha giocato la sua ventottesima gara internazionale consecutiva nel 1976 contro l’Australia, ma è stato oscurato dal suo pari ruolo avversario Gary Pearse. L’Irlanda ha perso la partita 10 a 20 a causa delle mete di Tony Shaw, John Weatherstone e dalla gigantesca ala John Ryan. Un infortunio ha poi costretto Fergus a finire lì la stagione e ha rimanere fermo sino all’anno successivo, quando è entrato di nuovo in campo per giocare con la Scozia e la Francia.

Nel 1978 l’Irlanda ha conseguito solo una vittoria nel campionato, il 12 a 9 sulla Scozia, e Slattery ha sorpreso molti per la reazione violenta dopo il 16 a 20 subito contro Galles a Dublino.

L’anno successivo Fergus è stato eletto capitano della nazionale, una posizione che ha occupato sino 1981. Con sole cinque vittorie su diciassette partite, però, sulla carta il suo record non è stato particolarmente impressionante, anche se è giusto ricordare che parecchie di quelle sconfitte sono maturate con margini molto ristretti. Uno dei momenti topici di Slattery con la fascia è stato il tour in Australia del 1979, quando l’Irlanda ha vinto 7 partite su 8, compresi i due test match contro i Wallabies di Tony Shaw, che ultimamente avevano battuto Inghilterra e Galles.

Nel 1980 i verdi hanno vinto due partite su quattro del Cinque Nazioni, ma nel 1981 sono andati in bianco, anche se le sconfitte con Scozia e Galles si sono verificate per un unico punto. Onore comunque a Fergus, che a Cardiff ha marcato la sua seconda meta, dopo quella ormai lontana del 1974. Quella stagione ha visto anche l’arrivo in nazionale di un altro collega dei Blackrock College, Hugo McNeill, e con il suo ingresso l’Irlanda ha costituito un pacchetto di avanti fra i più potenti al mondo.

Nell’estate del 1981 Slattery ha condotto l’Irlanda in tour in Sudafrica, ma la squadra è stata sconfitta in entrambe le gare dai calci di Naas Botha. Tuttavia, il flanker ha avuto la consolazione di marcare tre mete contro i Presidents XV. Tornati a casa, gli irlandesi hanno perso 12 a 16 con i Wallabies, nonostante abbiano dominato gli avversari fino alla fine.

Fergus è stato sollevato dal ruolo di capitano nel 1982. Proprio quell’anno l’Irlanda è riuscita nella memorabile impresa di vincere la sua prima Triple Crown dal 1949, grazie soprattutto ai calci di Ollie Campbell. I verdi potevano anche accaparrarsi il Grande Slam, ma purtroppo hanno perso l’ultima gara a Parigi 9 a 22.

L’anno dopo il XV del Trifoglio ha nuovamente dominato il campionato, ma una sconfitta contro la squadra gallese di Eddie Butler a Cardiff, ha fatto sì che essi vincessero il titolo, ma in condivisione con la Francia, che in precedenza avevano battuto 22 a 16. In quel torneo Fergus ha fatto la sua ultima apparizione in maglia verde nella sua Dublino, in un 25 a 15 contro l’Inghilterra, dove ha segnato per l’occasione la sua terza e ultima meta.

Il 21 gennaio 1984, a 34 anni, Slattery ha giocato l’ultima definitiva gara, la trentaquattresima consecutiva, inchinandosi contro la Francia a Parigi 12 a 25.

Nel 2007 Fergus Slattery è stato introdotto nell’International Rugby Hall of Fame.

In seguito questo leone irlandese ha lavorato come amministratore delegato per una società immobiliare, quindi si è messo i nproprio fondando la Fergus Slattery & Associates.

 

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