Felipe Contepomi: El Puma

(di Roberto Vanazzi)

Giocare per il proprio paese con un fratello è bello, giocare con gli amici è grande, ma giocare con quello che allo stesso tempo è il tuo fratello gemello e migliore amico è unico.” (Felipe Contepomi)

Il più grande giocatore del rugby argentino è stato Hugo Porta, e fin qui non ci piove. Al secondo posto, per quanto mi riguarda, c’è Felipe Contepomi. Entrambi di Buenos Aires, entrambi cecchini implacabili dalla piazzola, entrambi dotati di una visione di gioco fuori dal comune, entrambi leader e trascinatori, hanno tra le poche differenze soltanto il periodo storico in cui hanno calcato i campi: negli anni ’80 il primo, vent’anni più tardi il secondo. Si può quindi affermare, con le cautele del caso, che Hugo sta a Maradona come Felipe sta a Messi.

Il gioco con la palla in mano e la freddezza sotto pressione, così come l’abilità nei calci, hanno reso caro Contepomi ai fan di qualunque squadra abbia giocato. I talenti di Felipe, però, non si limitano solo al campo da rugby. Egli, infatti, è anche un chirurgo ortopedico qualificato. Ortopedico, certo, non poteva essere altrimenti; nella sua carriera il ragazzo ne ha conosciuti tanti e tanti li ha fatti conoscere agli avversari che hanno assaggiato i suoi placcaggi.

Felipe Contepomi

Felipe Contepomi

Felipe Contepomi è nato il 22 agosto del 1971 nella capitale della Repubblica Argentina. La sua è una famiglia di rugbisti. Il padre, in gioventù, ha giocato dilettante, suo fratello Juan Paulo è stato un buon terza centro prima di ricevere gli ordini e diventare sacerdote, mentre suo gemello Manuel è stato anch’egli nazionale argentino e vanta pure una stagione a Rovigo.
I due gemelli hanno cominciato assieme l’avventura ovale con il Newman Club, squadra con sede a Benavídez, nel dipartimento Partido de Tigre, a nord di Buenos Aires: Manuel trequarti centro e Felipe mediano d’apertura e all’occorrenza anch’egli centro.

Dopo essere stato selezionato dalle rappresentative U19, U21 e Sevens, il 10 ottobre 1998 Felipe ha debuttato in nazionale contro il Cile, a Santiago, giocando nel ruolo di trequarti centro e segnando i suoi primi tre punti grazie ad un penalty. Una settimana più tardi a Buenos Aires è arrivato l’Uruguay e lì di punti il ragazzo, che ha giocato apertura, ne ha realizzati dieci (due penalties e due trasformazioni).

La prima meta di Felipe Contepomi in nazionale è stata segnata a novembre dello stesso anno, quando ha giocato contro il Galles a Llanelli, sempre con la maglia numero 10 sulle spalle.

La stagione successiva Felipe è stato inserito dagli allenatori José Luis Imhoff e Alex Wyllie nella rosa che ha preso parte alla Coppa del Mondo del 1999. I Pumas sono passati ai quarti di finale per la prima volta nella loro storia, grazie alla vittoria contro l’Irlanda nello spareggio tra le migliori seconde. Nei quarti, però, i giocatori in maglia albiceleste sono stati sconfitti 26 a 47 dalla Francia al Lansdowne Road. Il ragazzo del Newman ha disputato cinque partite in quel torneo, cinque partenze dalla panchina, sempre a sostituire un centro, e cinque sono anche i punti che ha messo nel carniere.

L’anno seguente sulla panchina dell’Argentina è arrivato Marcelo Loffreda, il quale non ci ha pensato due volte nel confermare in rosa Felipe Contepomi. A giugno l’Argentina si è recata in tour in Australia e Felipe ha giocato entrambi i test match, uno da estremo e l’altro all’apertura. Sono state due sconfitte per i Pumas, ma nel secondo incontro Contepomi ha calciato il pallone nell’acca per un totale di quindici punti.

Il 2000 è anche l’anno in cui Contepomi è stato avvicinato dagli inglesi del Bristol RFC. Studente di medicina, il ragazzo ha ricevuto un’offerta difficile da rifiutare: un lauto ingaggio e la possibilità di continuare gli studi in Terra d’Albione. L’argentino è rimasto con i bianco-blu tre stagioni, sino alla retrocessione del club nella serie inferiore, portandoli a giocare la finale di Premiership del 2001-2002 a Twickenham, dove ha perso contro il Gloucester. Un paio di anni più tardi al Bristol sarebbe arrivato pure Manuel Contepomi, ma Felipe era già accasato da un’altra parte.

Felipe Contepomi è diventato l’apertura titolare dei Pumas nel 2001. Il 10 novembre di quell’anno il ragazzo ha segnato venticinque punti al Galles nella vittoria per 30 a 16  a Cardiff; una gara fondamentale per l’ascesa dell’Argentina verso le vette più alte del rugby mondiale. I punti sono stati realizzati in tutti i modi possibili: una meta, un drop, una trasformazione e cinque calci di punizione. La settimana seguente stesso copione, ma diversa location. A Murrayfield i bianco-celesti hanno battuto la Scozia con il risultato di 25 a 16. I punti di Felipe sono stati venti, grazie a una trasformazione e sei penalties.

In quel periodo gli argentini sembrava non volessero più fermarsi. Il 1 dicembre 2001, a Buenos Aires sono arrivati gli All Blacks, per l’occasione ospitati nello stadio del River Plate. Spinti dal loro pubblico, gli uomini capitanati da Lisandro Arbizu, autore di una doppietta, hanno sfiorato la vittoria; solo una meta nel finale di Scott Robertson ha evitato agli uomini in maglia nera la sconfitta. Il risultato è stato di 24 a 20 per la Nuova Zelanda, dieci punti li ha realizzati Felipe. La mediana argentina, formata da Contepomi e Agustin Pichot, era valutata tra le migliori al mondo. I due si conoscevano a meraviglia, essendo compagni anche nel Bristol, e in campo si ritrovavano ad occhi chiusi.

Nell’estate del 2002 sono arrivate nella capitale argentina la Francia e l’Inghilterra. I Pumas hanno sconfitto i primi 28 a 27, con quindici punti di Felipe Contepomi, tra cui la sua quinta meta internazionale, e perso con i sudditi di Sua Maestà 18 a 26. Con il XV della Rosa Contepomi è tornato a schierarsi trequarti centro, dopo sei gare di fila all’apertura, con la maglia numero 10 affidata a Gonzalo Quesada, autore di tutti i punti per la sua squadra.

I gemelli Contepomi

I gemelli Contepomi

Nel 2003 la carriera di Contepomi  si è trovata di fronte ad un bivio. Il ragazzo ha ricevuto una buona offerta sia da parte dello Stade Français sia dal Leinster. I francesi offrivano più soldi, ma a Dublino il ragazzo avrebbe avuto la possibilità di continuare gli studi presso il Royal College of Surgeons. Così, Felipe ha detto addio al Bristol e si è trasferito sull’Isola di Smeraldo, diventando una figura di alto profilo di quella che allora si chiamava semplicemente Celtic League. Con Brian O’Driscoll, Denis Heckey e Gordon D’Arcy, l’argentino è andato a costituire un reparto di trequarti solido e altamente esplosivo.

La stagione 2003 dell’Argentina è iniziata a giugno, con due vittorie casalinghe sulla Francia e una sconfitta per un solo punto a Porth Elisabeth contro gli Springboks, dove Felipe ha varcato di nuovo la linea di meta.
Il 2003, però, è stato l’anno del mondiale in Australia, quello di Jonny Wilkinson, per intenderci. L’Argentina, schierata in un girone di ferro con padroni di casa e con l’Irlanda, si è vista costretta a giocare quattro partite in una quindicina di giorni e non è riuscita a passare il turno. Felipe di queste gare ne ha giocate tre, una da apertura e due nel ruolo di centro, realizzando solo tre punti.

Nel 2004 Contepomi ha pesato enormemente, con i suoi quattordici punti, quando l’Argentina ha condannato la Francia alla sua prima sconfitta allo Stade Velodrome di Marsiglia. La gara è terminata 24 a 14 per gli Albiceleste, merito di un’ottima prova della mediana Contepomi-Pichot, delle mete di Durand e Asan Jalil e dell’imprecisione dei calciatori padroni di casa, Michalak e Élissalde.
Una settimana più tardi, solo un drop nel finale di Ronan O’Gara ha negato ai Pumas la vittoria a Dublino. In quella sfida, terminata 21 a 19 per il XV del Trifoglio, Felipe ha realizzato quattro penalties.

L’anno successivo, a maggio, l’Argentina ha affrontato i British & Irish Lions a Cardiff, un match che i rossi hanno voluto in preparazione al loro tour in Nuova Zelanda. Il risultato è stato un pareggio per 25 a 25.

Un mese più tardi gli Albiceleste hanno ospitato l’Italia per due test match estivi: una partita vinta, a Salta, e una persa, a Cordoba. Gli azzurri sono riusciti a vincere questa sfida grazie alle mete di Gonzalo Canale, Sergio Parisse e Ramiro Pez, tre atleti nati in Argentina, due proprio a Cordoba.
In inverno i Pumas hanno ricambiato la visita e sono andati a vincere 32 a 29 sull’erba del Ferraris di Genova, con un Contepomi che ha realizzato quattordici punti. È stato un tour eccellente per i sudamericani: oltre che in Italia, infatti, hanno trionfato anche a Murrayfield.

Felipe, in quel periodo, doveva dividere la maglia numero 10 con Federico Todeschini e, soprattutto, con Juan Martin Hernandez, uno che di soprannome fa El Mago. Per questo motivo erano più le partite giocate nel ruolo di trequarti centro che quelle all’apertura. C’era però lui in mediana quando, l’11 novembre 2006, l’Argentina ha sconfitto per la prima, e finora unica, volta l’Inghilterra a Twickenham. Nel tempio del rugby inglese i Pumas hanno vinto 25 a 18. L’eroe del giorno è stato Todeschini, autore di una gara strepitosa, condita da ventidue punti, con Felipe a realizzare un piazzato.
Sette giorni dopo quella gara storica, gli uomini di Loffreda hanno saccheggiato Roma, vincendo con gli azzurri 23 a 16. Quindi, hanno perso di un solo punto a Parigi (26 a 27). Ormai non c’erano più dubbi: l’Argentina faceva parte del gota del rugby mondiale. Il quinto posto nel ranking non era certo un caso e nella successiva Coppa del Mondo avrebbe fatto sentire la sua voce.

Prima del mondiale, Felipe ha ricevuto una grande soddisfazione. Nel maggio del 2007, infatti, il ragazzo ha ottenuto il dottorato in chirurgia dal Royal College Surgeon in Ireland di Dublino. Contepomi ha iniziato subito ad esercitare presso il Beaumont Hospital, nella capitale irlandese.

Stade De France di Parigi, 7 settembre 2007. Pronti, via. Partita inaugurale della sesta edizione della Rugby World Cup. I padroni di casa della Francia hanno aperto le danze con l’intento di fare degli ospiti venuti dal Sud America un sol boccone. I Pumas, dicevano gli esperti, dovevano giocarsi il passaggio del turno con l’Irlanda. Invece, tra la sorpresa generale, l’Argentina ha trovato la gara perfetta e ha vinto 17 a 12. Dodici di questi punti li ha realizzati Felipe, piazzando quattro volte l’ovale tra i pali.
I Pumas hanno proseguito il torneo travolgendo la Georgia e la Namibia: novantasei punti realizzati in due gare, solo sei subiti, trenta portati a casa da Contepomi, che con gli africani ha marcato anche una meta. Quindi, hanno affrontato il XV del Trifoglio. Già sconfitti a maggio a Santa Fè, Brian O’Driscoll e compagni sono caduti ancora sotto i colpi degli uomini di Loffreda: 30 a 15 il risultato, undici punti di Contepomi. Gli Argentini hanno finito il girone D al primo posto, a punteggio pieno.
Nei quarti di finale gli Albiceleste hanno trovato ad attenderli la Scozia, che aveva eliminato l’Italia nella pioggia di Saint-Étienne. Sull’erba di Parigi, però, Chris Paterson ha perso la sfida balistica con Felipe Contepomi: solo una trasformazione e un penalty per lo scozzese, contro i tre piazzati e una trasformazione di Felipe. È finita 19 a 13, con i Pumas che hanno assaggiato per la prima volta nella loro storia il sapore della semifinale.
Purtroppo, gli avversari erano gli Springboks, gli unici, oltre a loro, ad essere ancora imbattuti, nonché futuri campioni del mondo. La gara è terminata con un secco 37 a 13. Tutti i punti per i Pumas sono stati segnati dalla famiglia Contepomi: una meta di Manuel, la trasformazione della stessa e due piazzati per Felipe.

La squadra argentina e i suoi tifosi potevano ritenersi soddisfatti, ma c’era ancora spazio per un’altra gioia. Nella finale di consolazione i Pumas hanno ritrovato la Francia. A Sebastien Chabal e compagni, sconfitti in semifinale dall’Inghilterra, non restava che vendicare l’umiliazione patita nella gara d’esordio. Purtroppo per loro, hanno trovato un Felipe Contepomi che dire ispirato è dire poco. Il trequarti centro ha realizzato la sua prima doppietta con la maglia della nazionale e sul conto ci ha messo anche una trasformazione, un calcio di punizione e un placcaggio a Chabal, che vale quanto una meta. Il resto lo hanno fatto le marcature di Omar Hasan Jalil, Martín Aramburú e Ignacio Corleto. I Pumas hanno vinto la medaglia di bronzo e sono entrati nella storia.
Contepomi è stato uno dei giocatore fondamentali per tutto il torneo e l’anima della sua squadra: ha giocato tutte e sette le partite, ha calciato, placcato, creato spazi e con i suoi novantuno punti è stato il secondo miglior marcatore nel torneo, dietro solo al sudafricano Percy Montgomery. Quell’anno Felipe ha ricevuto la nomination per il premio IRB Player of the Year, poi vinto da Bryan Habana.

Dopo il pensionamento del veterano mediano di mischia Agustin Pichot, avvenuto nel 2008, Contepomi ha ricevuto in eredità la fascia di capitano dei Pumas dal nuovo allenatore Santiago Phelan, in vista della sfida contro la Scozia. Un’Argentina appagata e con il virus del cambio generazionale ha perso contro gli Highlanders, a Buenos Aires, e poi anche in casa di Sudafrica e Francia, per vincere infine la sfida con l’Italia a Torino, grazie a diciassette punti di Felipe.

Quella stagione il ragazzo ha avuto maggior fortuna con il Leinster. Dopo essere arrivata seconda in Celtic League nel 2006, dietro all’Ulster per un solo punto, la franchigia di Dublino è finalmente riuscita a portare nella propria bacheca il titolo, arrivando in cima alla classifica quando ancora non esistevano i play off.

25210Nel 2009, un infortunio al ginocchio, subito nella vittoriosa semifinale di Heineken Cup tra il suo Leinster e i cugini del Munster, ha escluso Contepomi dai campi di gioco per oltre un anno. L’incidente gli ha impedito di prendere parte anche alla finale di Edimburgo, dove gli irlandesi hanno sconfitto il Leicester e sollevato la loro prima coppa al cielo.

A quel punto Contepomi ha lasciato l’Irlanda e si è accasato a Tolone, dove ha proseguito la riabilitazione dall’infortunio prima di aggiungere slancio alla spinta dei rosso-neri per la vittoria nella European Challenge Cup del 2010.

Felipe è tornato ad indossare i colori dei Pumas nel giugno 2010, giocando apertura nella serie casalinga con la Scozia: due partite, due sconfitte. Una settimana più tardi, però, nella sua città natale, Contepomi ha insaccato un bottino di trentun punti nella vittoria per 41 a 13 contro i francesi, freschi trionfatori del Sei Nazioni: una doppietta, la sua seconda e ultima, tre trasformazioni e cinque penalties.
A novembre, a Verona, i punti contro gli azzurri sono stati diciassette, ma poi sono arrivate le sconfitte con Irlanda e Francia.

Nel maggio del 2011 Contepomi si è trasferito allo Stade Français, la squadra di Sergio Parisse, nonostante il contratto con il Tolone prevedeva ancora una stagione tra i propri ranghi.

A ottobre, Felipe ha preso parte alla sua quarta Coppa del Mondo, disputata in Nuova Zelanda.
L’Argentina, schierata nel gruppo B, ha perso la prima gara con l’Inghilterra, per poi vincere le rimanenti, con Romania, Georgia e, soprattutto, quella decisiva con la Scozia, vinta con un solo punto di scarto (13 a 12) che gli ha permesso di approdare ai quarti di finale.
Purtroppo, ad aspettare gli uomini di Phelan c’erano gli All Blacks padroni di casa, i quali non prevedano ostacoli sulla loro strada verso la gloria. Il risultato è stato di 34 a 12 e gli argentini hanno fatto le valige.
Felipe di quelle cinque gare ne ha giocate quattro, saltando solo la Romania, a causa di un infortunio alla costola subito nella partita con i bianchi d’Inghilterra: apertura contro questi ultimi e poi sempre trequarti centro, realizzando un totale di ventisei punti, comprensivi di una meta alla Georgia.

Un’altra meta Felipe l’ha marcata a giugno dell’anno successivo, nella partita di Suan Juan contro l’Italia, che di batoste da Contepomi, e dai Pumas in generale, ne ha prese un sacco. Felipe, oltre la meta, ha centrato l’acca con quattro trasformazioni e tre penalties, per non parlare dello stupendo passaggio sottomano col quale ha mandato a marcare Rodrigo Roncero, guadagnandosi il titolo di Man of the Match. Quella volta la gara è terminata 37 a 22, nonostante l’Argentina avesse giocato con una formazione rimaneggiata. Quello che premeva a Phelan, infatti, non erano i test match estivi, ma l’imminente ingresso nel Tri Nations, che da quel momento si sarebbe chiamato Rugby Championship.

Contepomi è riuscito a disputare il primo Championship della storia, ottenendo la soddisfazione di marcare una meta nella gara d’esordio contro gli Springboks, a Johannesburg. L’Argentina ha terminato il torneo senza vittorie, ma era prevedibile, e quella meta al Sudafrica sarebbe stata l’ultima dell’ortopedico di Buenos Aires per la sua nazionale: la sedicesima. Al termine del torneo infatti, Felipe Contepomi ha detto addio ai colori bianco-celesti. La sua ultima partita è stata quella di Rosario, contro l’Australia, il 5 ottobre del 2013.
In eredità ai Pumas Felipe ha lasciato 87 caps e 651 punti, ben 59 in più di Hugo Porta, anche se Huguito di partite ne aveva disputate qualcuna di meno.

Lo stesso anno Felipe ha lasciato anche la Francia ed è tornato a giocare in patria, nel suo Newman. Erano passati diciotto minuti dall’inizio del secondo tempo quando Felipe Contepomi è tornato a calpestare un campo di rugby con la divisa dei Bordò, dopo tredici anni di assenza. La partita era contro il Belgrano Athletic Club e la presenza del trequarti centro ha suscitato entusiasmo sugli spalti. I fan di Benavidez sono letteralmente esplosi quando, al diciottesimo della ripresa, Contepomi si è alzato dalla panchina per entrare sul terreno di gioco in sostituzione di Santiago Piccaluga. Il trattamento riservatogli dagli avversari, però, non è stato così amichevole e quella che doveva essere una festa per il ritorno del figliol prodigo si è trasformata in una giornata da dimenticare. Tre minuti dopo il suo ingresso, nella prima azione cui ha preso parte, Felipe ha ricevuto un pugno da parte di Tomas Arizaga. Purtroppo, non è finita lì. Dopo il cartellino giallo al terza linea, Contepomi ha avuto una vivace discussione con il trequarti ala Matias Masera e a fine gara ha subito l’aggressione da parte dei ragazzi delle giovanili del Belgrano, che lo hanno insultato nel momento in cui stava entrando negli spogliatoi. È stato poi in quel luogo che l’ex capitano dell’Argentina ha avuto uno scambio di battute con il presidente della URBA (Unión de Rugby de Buenos Aires).

Felipe Contepomi ha ricevuto maggiore soddisfazione in campo medico. Assieme a suo padre Carlos, anch’esso medico ortopedico, ha aperto a Azcuénaga, nei pressi di Buneos Aires, il Centro Mèdico Contepomi, specializzato in trattamenti legati all’ortopedia e alla medicina dello sport.

 

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