Dusty Hare: a suon di calci

(di Roberto Vanazzi)

È stato un lavoro di squadra, io ero solo un ingranaggio della ruota.” (Dusty Hare, a proposito del Grande Slam del 1980)

William Hare, meglio conosciuto come Dusty, ha guadagnato 25 caps per l’Inghilterra tra il 1974 e il 1984 ed è stato uno degli atleti più affidabile della propria nazionale in quel periodo. L’estremo del Leicester era un giocatore a tutto tondo, ma la sua dote migliore è stata  senza dubbio l’abilità nei calci, che gli è valsa 240 punti, un record che è rimasto tale fino al 1992, quando è stato interrotto da Jon Webb.

Dusty Hare

Dusty Hare

William Henry “Dusty” Hare è nato il 29 novembre 1952 a Newark-on-Trent, nel Nottinghamshire, e ha studiato presso la Magnus Grammar School. Per quanto riguarda la sua carriera nel rugby che conta, essa è cominciata nel 1971, con la maglia del Nottingham R.F.C.

Il 16 marzo 1974, a 21 anni, Dusty ha debuttato in nazionale nell’insperata vittoria per 16 a 12 contro il fortissimo Galles. Un trionfo meritato, conseguito grazie alle mete di Andy Ripley e David Duckham. Stranamente, malgrado l’ottima prestazione, dopo quella partita Hare è stato escluso dalla rosa per quattro anni, con il ruolo di estremo occupato da Peter Rossborough e Alastair Hignell.

Nel 1976 Hare è passato ai Leicester Tigers. Due anni più tardi, è stato nuovamente convocato in nazionale per disputare due partite contro la Francia e la Nuova Zelanda, entrambe perse dagli inglesi.

A quel punto, terminato il Cinque Nazioni del 1979, Dusty ha occupato definitivamente il posto di Hignell, a partire dalla sfida di Twickenham in autunno contro gli All Blacks, persa 9 a 10. Si può dire che il Grande Slam che l’Inghilterra avrebbe compiuto l’anno seguente ha avuto inizio proprio con questa gara. Il match, come detto, è sfociato in una sconfitta, ma è stato comunque utile poiché ha evidenziato diversi errori tattici che sono stati corretti dal coach Mike Davis in vista del torneo.

Dusty era chiaramente in piena forma per il Cinque Nazioni del 1980 e ha realizzato 12 punti con i suoi calci (tre trasformazioni e due penalties) nella gara d’apertura contro l’Irlanda, terminata 24 a 9. Nella sfida casalinga con il Galles, Hare ha segnato tutti i punti dell’Inghilterra, tra cui il calcio del 9 a 8 nelle ultime fasi della partita. L’estremo ha infine sigillato una stagione indimenticabile segnando 10 punti nel leggendario incontro con la Scozia a Murrayfield, nella partita che ha consegnato ai bianchi il Grande Slam.

Quel 15 marzo del 1980 ci si aspettava che la nazionale inglese arrivasse a nord del Vallo di Adriano carica di fiducia. Con tre vittorie su tre sfide non poteva essere altrimenti. Invece, la squadra di Bill Beaumont ha giocato contratta, memore delle scarse performance profuse quando si trovava sotto pressione nelle stagioni precedenti. D’altronde, in palio c’erano la vittoria nel Cinque Nazioni, la Triple Crown, la Calcutta Cup e il Grande Slam. Alla fine la gara è finita 30 a 18 per i bianchi, grazie alla tripletta di John Carleton, e alle mete di Mike Slemen e del mediano di mischia Steve Smith. Dusty, dal canto suo, ha contribuito con due trasformazioni e due penalties.

La prima sfida dell’Inghilterra del Cinque Nazioni 1981 doveva essere l’occasione ideale per dare un giro di vite al Galles a Cardiff dopo anni di sconfitte. Tuttavia, Dusty è stato il protagonista sia in positivo sia in negativo. Ha segnato tutti i 19 punti per la sua squadra, una meta e cinque punizioni, ma ha sbagliato il calcio a tempo scaduto che ha di fatto consegnato la vittoria ai dragoni per 21 a 19. Nonostante il suo eroismo, Hare è rimasto distrutto dalla sconfitta e più tardi ha commentato che avrebbe preferito vincere 3 a 0 piuttosto che segnare tutti i punti e perdere la partita.
L’Inghilterra ha poi recuperato, sconfiggendo la Scozia 23 a 17. Dopo di che Dusty ha ceduto la maglia numero15 a Marcus Rose per le partite con l’Irlanda e la Francia, terminate con la vittoria a Dublino e la sconfitta in casa per mano dei Blues, che hanno centrato lo Slam

Hare ha condiviso il ruolo di estremo con Rose anche nel Cinque Nazioni 1982, dove con 9 punti ha contribuito fortemente alle vittorie contro il Galles e con 19 punti quella con la Francia. A Parigi l’estremo ha centrato l’acca con cinque piazzati e una trasformazione, la seconda delle quali una bellezza calciata dalla touchline. Quel 27 a 15 è stato uno dei migliori risultati conseguiti dal XV della Rosa in casa dei Blues,ma la vera storia è stata scritta alla cena post-partita. Di fronte a loro, i giocatori dell’Inghilterra hanno trovato bottiglie di dopobarba come regalo da parte della Federazione francese. Maurice Colclough, il grande seconda linea, ha pensato ad uno scherzo da fare. Senza farsi vedere, ha svuotato la bottiglia e l’ha riempita con del vino bianco. Quindi, dopo avere bevuto, si è alzato e ha sfidato chiunque a fare altrettanto. Uno dei suoi compagni di squadra, il pilone Colin Smart, ha accettato, pensando che Colclough avesse bevuto davvero il dopobarba. Prima che il banchetto fosse finito, Smart era in ospedale con una forma originale di avvelenamento da alcol profumato, ma ha recuperato in tempo per giocare contro il Galles il mese successivo.

dusty

Dusty ha giocato tutte le partite di un orribile Cinque Nazioni 1983, un torneo che ha visto sul suo tabellino personale 15 punti nella sconfitta contro l’Irlanda e un penalty nel finale con il Galles, un calcio che ha salvato la sua squadra dal whitewash grazie al pareggio per 13 a 13.

In seguito l’estremo ha partecipato al tour dei British & irish Lions in Nuova Zelanda, senza però giocare alcun test match, chiuso nel ruolo di estremo dall’irlandese Hugo MacNeill e dal gallese Gwyn Evans.

Dusty si è ripreso dalla delusione facendo parte del XV inglese che ha battuto gli stessi All Blacks 15 a 9 a Twickenham nel corso dell’anno. Per l’occasione, l’estremo ha trasformato la meta di Maurice Colclough e centrato l’acca con tre penalties.

Il Cinque Nazioni 1984 ha dimostrato ancora tutta la debolezza della compagine inglese, ormai lontana parente di quella che aveva vinto il Grande Slam quattro anni prima, con solo una delle partite vinte (contro l’Irlanda a Twickenham). Dusty, con i suoi 44 punti, è stato comunque in grado di stabilire un nuovo record. Da segnalare, poi, la sua seconda meta internazionale, marcata al Parc Des Princes di Parigi contro la Francia.

Le due ultime apparizioni ufficiali di Hare sono state giocate durante il tour in Sudafrica nel corso dell’anno, anche se l’Inghilterra ha perso entrambe le partite con margini elevati (15 a 33 e 9 a 35).

Dusty ha continuato a scendere in campo per Leicester fino al 1989, vincendo il campionato inglese del 1988. A livello di club, per Nottingham prima e poi con le tigri, l’estremo ha terminato la carriera con un record di 7337 punti, quasi il doppio del precedente detenuto da Sam Doble.

Dopo il ritiro, Dusty ha portato avanti l’attività di famiglia, lavorando come agricoltore a South Clifton. L’amore per il rugby, però, è stato più forte e nel 2001 ha venduto l’azienda per svolgere un lavoro a tempo pieno con i Leicester Tigers.

Nel gennaio 2010 l’ex numero 15 si è accasato ai Northampton Saints in qualità di talent scout.

Al di fuori del rugby Hare, che ha ricevuto il titolo dell’Ordine dell’Impero Britannico, è stato anche un famoso giocatore di cricket. Ha fatto dieci apparizioni per Nottinghamshire, segnando 171 runs in 18 inning.

 

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