Delme Thomas: l’uomo che non arretrava mai

(di Roberto Vanazzi)

Mi si spezza il cuore quando penso che il rugby è diventato professionale e i giocatori stanno giocando per la ragione sbagliata.” (Delme Thomas)

Seconda linea estremamente abile nelle rimesse laterali, ma i British Lions lo hanno utilizzato anche come pilone, il gallese Delme Thomas è uno di quei giocatori la cui carriera è ammantata da un alone di leggenda. Dal suo primo incontro internazionale, quando ha ricevuto il benvenuto da parte di Colin Meads sotto forma di pugno in bocca, al Grande Slam del 1971, dal famoso tour con i Lions in Nuova Zelanda lo stesso anno, al giorno in cui, da capitano, ha guidato il Llanelli ad una storica vittoria sugli All Blacks dopo un discorso ai propri giocatori entrato nella storia; tutto il rugby di Delme parla di sudore, fango, sangue e gloria. E poi la difficile lotta con la depressione, malattia che lo ha colto nel momento in cui ha dovuto appendere le scarpette al chiodo, l’unico momento della sua vita in cui il ragazzo è arretrato di fronte ad un avversario.

Delme Thomas

Delme Thomas

William Delme Thomas è nato il 12 settembre 1942 a Bancyfelin, nel Carmarthenshire, lo stesso paese che in seguito ha dato i natali a Mike Phillips e a Jonathan Davies.
Fino a 12 anni Delme ha giocato a calcio nella squadra del suo paese e così ha fatto fino alla scuola superiore, la St Clears School. A questo punto, è apparso chiaro il suo incredibile talento per il rugby e nel 1961, una volta terminati gli studi, a 18 anni, ha firmato un contratto con il Llanelli RFC.

Nel 1966 Delme è stato selezionato da John Robins per il tour dei British & Irish Lions in Nuova Zelanda, ancora prima di giocare per il Galles. Quel giorno a Bancyfelin è stata fresta grande.

L’11 maggio il gallese ha disputato la sua prima partita del tour contro South Australia, ringraziando per la fiducia concessagli con una meta.
Delme ha disputato altre undici partite infrasettimanali e poi, in un freddo 6 agosto, è sceso sull’erba dell’Athletic Ground di Wellington per il secondo test match contro gli All Blacks di Brian Lochore, Wilson Whineray e dei fratelli Meads, prendendo il posto del capitano Mike Campbell-Lamerton. L’esordio del seconda linea gallese è stato burrascoso. Touche lanciata dai Lions; Delme aspettava allineato di saltare per conquistare l’ovale, ma al posto del pallone gli è arrivato un pugno in bocca, che da quel momento ha un dente in meno. La mano destra incriminata era di Colin Meads, detto Pinetree, il pino, che ha voluto così dare il benvenuto al ragazzino nel rugby internazionale. Thomas non ha detto nulla: si è rialzato, a sputato il dente e alla successiva touche si è arrampicato sulla schiena di Meads. I Lions, che già avevano subito una sconfitta per 3 a 20 nel match di apertura, hanno perso 12 a 16, ma solo dopo che il giovane seconda linea era stato atterrato a pochi passi dall’area di meta avversaria a seguito di una corsa di 50 metri da batticuore.
Per la terza sfida a Christchurch è rientrato in squadra Campbell-Lamerton, ma Robins non voleva rinunciare al forte gallese, così Thomas è stato schierato pilone destro per la prima volta nella sua vita. I rossi sono stati sconfitti con il risultato di 19 a 6.
Durante il tour, che è durato quasi cinque mesi, Delme ha avuto come compagno di stanza un certo Willie John McBride, anch’egli seconda linea, il quale ha aiutato la matricola ad ambientarsi nel rugby che conta.

Il primo cap di Delme Thomas per la propria nazionale è arrivato il 3 dicembre del 1966 a Cardiff contro l’Australia di Ken Catchpole, un match che ha visto esordire anche Gerald Davies e Barry John. La sfida è stata vinta dagli ospiti 14 a 11 (è stata questa la prima vittoria dei giallo-oro sul Galles) ed il ragazzo di Bancyfelin ha giocato in seconda linea assieme al leggendario Brian Price.

Il 27 dicembre Delme ha ricevuto l’invito per giocare con i Barbarians una partita contro i Tigers al Welford Road di Leicester, dove i bianco-neri hanno perso 3 a 14.

Il 17 gennaio dell’anno successivo gli stessi Wallabies sono stati sconfitti dal Llanelli allo Stradey Park per 11 a 0, con il ventiduenne Barry John che ha realizzato una meta e un drop.

Nel 1968 Thomas ha disputato il suo primo Cinque Nazioni. Tre partite (ha saltato solo lo scontro con l’Inghilterra) che si sono risolte in due sconfitte e nella vittoria casalinga contro la Scozia. Il torneo è stato conquistato dalla Francia di Pierre Villepreux, che per la prima volta nella sua storia ha realizzato il Grande Slam.

In estate Delme è stato scelto dal coach Ronnie Dawson per il suo secondo tour con i Lions, questa volta in Sudafrica, durante il culmine dell’apartheid. “È stato un momento scomodo, c’era un’ombra su tutto il tour. Abbiamo apprezzato il rugby, ma vedendo come le persone di colore erano trattate ha lasciato l’amaro in bocca.” Ha dichiarato Delme: “Mi ricordo di essere andato in un negozio a Johannesburg e c’era una fila di persone davanti a me in attesa di essere serviti. La cassiera mi ha chiamato verso la parte anteriore della coda, perché ognuno di fronte a me era nero. Ho rifiutato, ma lei mi ha chiesto di saltare la coda. Mi sentivo orribile.”

Nell’arco del tour Delme ha disputato dodici partite, tra cui gli ultimi due test match della serie, realizzando una meta alla Rodesia e una a North-East District. Il 13 luglio è entrato in campo dalla panchina per sostituire Peter Stagg in seconda linea, dove ha dovuto vedersela con il temibile pari ruolo degli Springboks Frick Du Preez. Due settimane più tardi a Johannesburg, il ragazzo ha giocato ancora nel ruolo di pilone, al posto di Mike Coulman, in una front row formata, oltre che da lui, dal pilone destro Tony Horton e dal tallonatore John Pullin. Di fronte a Delme c’era il gigantesco pilone Hannes Marais, il quale alla prima mischia ha sollevato il gallese usando solo il collo e lo ha buttato fuori dal pack. Thomas si è rialzato come se niente fosse, è rientrato nel groviglio e ha dato il meglio di se.

Delme ha giocato solo l’ultima partita del Cinque Nazioni del 1969, contro l’Inghilterra all’Arms Park, vinta 30 a 9. È stata la sfida che ha consegnato al Galles la Triple Crown e il primo posto nel torneo. La squadra allenata da Clive Rowlands ha mancato il Grande Slam solo a causa del pareggio per 8 a 8 conseguito in Francia.
Era l’inizio di un dominio in rosso che sarebbe durato per una decina d’anni. Nella terra delle miniere erano fioriti campioni del calibro di Gareth Edwards, probabilmente uno dei migliori atleti nella storia della palla ovale, del Re Barry John, dell’ortopedico JPR Williams, di John Dawes, di Mervyn Davies, del “comunista” John Taylor e di Delme Thomas.

A maggio la nazionale gallese è partita per un tour in Nuova Zelanda e Australia.
Delme non ha preso parte alla sfida con le Fiji e nemmeno al primo test match con gli All Blacks, ma era in campo il 14 giugno a Auckland per la seconda gara con i neri, persa 12 a 33.
Una settimana più tardi la squadra capitana da Brian Price ha incontrato i Wallabies a Sydney, riuscendo ad imporsi con il risultato di 19 a 16 grazie alle tre mete di Gerald Davies, Dai Morris e John Taylor, e ai calci di Keith Jarrett.

Delme Thomas, Gareth Edwards, Gerald Davies, Barry John e Clive Rowlnads, dopo il Grande Slam del 1971

Delme Thomas, Gareth Edwards, Gerald Davies, Barry John e Clive Rowlands, dopo il Grande Slam del 1971

Il nuovo decennio per la squadra di Rowlands è iniziato il 24 gennaio con un 6 a 6 all’Arms Park contro gli Springboks, dove Thomas ha fatto coppia in seconda linea con Geoff Evans.

Quella stagione l’avanti del Llanelli è sceso in campo per tutte le sfide del Cinque Nazioni. I Dragoni hanno vinto di nuovo il torneo, anche se a pari merito con la Francia. Lo scontro diretto tra le due compagini è stato vinto dai rossi in casa per 11 a 6. Il Galles, però, ha subito un pesante 0 a 11 in quel di Dublino e ancora una volta ha visto sfumare lo Slam.

In autunno Thomas ha disputato altre due partite con la maglia dei Barbarians. Il 26 settembre ha affrontato i Dublin Wanderers, vincendo 30 a 9, e un mese più tardi la nazionale delle Fiji a Gosforth, dove gli isolani si sono imposti per 29 a 9.

Il Grande Slam per i Dragoni è arrivato nel 1971; erano 19 anni che i tifosi del Principato aspettavano che la loro squadra vincesse tutti gli incontri dl torneo.
La prima a cadere sotto i colpi dei Fucilieri del Galles è stata la nazionale inglese, schiantata 22 a 6 all’Arms Park grazie a due mete di Gerald Davies, una di John Bevan e ad un paio di drop calciati da Barry John.
La seconda giornata ha visto il Galles conquistare a Murrayfield la più drammatica delle vittorie. Negli ultimi minuti di gioco il risultato era di 18 a 14 per la nazionale del Cardo, quando Gerald Davies, dopo una touche conquistata dai suoi, ha corso in direzione dell’angolo destro e ha schiacciato l’ovale in meta. La trasformazione avrebbe garantito la vittoria ai rossi, ma la posizione era troppo angolata e Barry John non se l’è sentita di provare. Ad incaricarsene, allora, è stato un kicker part-time quale John Taylor, che col suo piede mancino avrebbe avuto maggiori chance. Gareth Edwards, in seguito, ha raccontato di essersi messo di schiena per scaramanzia e di avere guardato solo dopo avere udito il boato del pubblico. Il calcio del flanker era andato diritto in mezzo ai pali e quei punti hanno portato il Galles a vincere 19 a 18.
Il 13 marzo gli uomini capitananti da John Dawes hanno conquistato la Triple Crown grazie alla vittoria casalinga per 23 a 9 sull’Irlanda di Mike Gibson.
A quel punto mancava soltanto una partita per completare lo slam e doveva essere giocata in terra francese. Il 27 marzo, di fronte a 35mila spettatori, dopo un incontro ruvido il Galles ha espugnato lo Stade Olympique Yves-du-Manoir di Colombes con il risultato di 9 a 6. A schiacciare l’ovale sull’erba ci sono andati Gareth Edwards e Barry John, il quale ha calciato tra i pali anche una trasformazione.
Delme, anche questa volta, ha disputato tutti gli incontri del torneo, avendo come compagno in seconda linea Mike Roberts.

Poco dopo il ragazzo è volato in Nuova Zelanda per il suo terzo tour con i British & Irish Lions, agli ordini del suo coach al Llanelli Carwyn James.

Al loro arrivo il tecnico del Queensland Des Connor aveva dichiarato: “Questi Lions sono senza speranza. Sono senza dubbio la peggiore squadra nella storia ad essere stata mandata in Nuova Zelanda.“. Niente di più sbagliato. Il tour ha avuto un enorme successo. Il playmaker John Dawes è stato il capitano perfetto, la soluzione ideale per il cerebrale approccio al rugby di James, il che, grazie anche al manipolo di fuoriclasse schierati sul campo, ha fatto in modo che le tattiche fossero eseguite in modo efficace. I britannici a trazione gallese con quel tour hanno ridefinito il gioco, con il loro mix di velocità, acume tattico e forza mentale. Persino i neozelandesi hanno riconosciuto l’influenza dei Lions del ’71 sul rugby nel loro Paese, per non parlare del resto del mondo.

Il tour è stato lunghissimo e intenso; in un paio di mesi si sono disputati ventisei incontri, dei quali quattro contro gli All Blacks. Delme Thomas ha giocato 14 sfide, tra cui tre test match, sempre in coppia con Willie John McBride, raggiungendo così quota sette caps con la prestigiosa maglia rossa. Il primo di questi è stato vinto dai Leoni 9 a 3, grazie alla meta del pilone scozzese Ian McLauchlan e ai calci di Barry John. Il secondo, invece, ha visto prevalere gli All Blacks, che hanno travolto gli ospiti 22 a 12 marcando quattro mete contro le due degli europei, entrambe di Gerald Davies. È stata quella l’ultima sconfitta dei Lions. Dopo avere vinto tutte e quattro le partite non ufficiali, sul terreno dell’Athletic Park essi hanno annichilito i neozelandesi con un secco 13 a 3, grazie a due mete e un drop. Thomas non ha giocato questa sfida, ma è sceso in campo di nuovo nella quarta, entrando come sostituto al posto del suo amico Gordon Brown. la sfida poteva dare la vittoria nella serie ai Leoni, oppure far sì che i Tuttineri pareggiassero il conto. Come un thriller di Hitchcock, dopo un’emozionante altalena di azioni e cambi di risultato la gara è terminata 14 a 14. Due mete, delle quali una convertita, e due penalties per gli oceanici, contro una meta di Peter Dixon, una trasformazione e due calci di Barry John e, naturalmente, il famoso drop da 40 metri di JPR Williams per gli osptiti: “So che la Nuova Zelanda stava attraversando un processo di ricostruzione, ma noi abbiamo avuto una backline di livello mondiale, con Gareth Edwards, Barry John, David Duckham, JPR Williams e Gerald Davies. Tutti avevano tanta abilità. Guardando indietro, è quasi inevitabile che finissimo il tour con una vittoria.” (Delme Thomas)

Nel 1972 Thomas ha disputato tre partite del Cinque Nazioni, ma quell’anno il torneo non ha avuto un vincitore, in quanto le nazionali di Scozia e Galles si sono rifiutate di giocare in Irlanda dopo che alcuni dei loro membri avevano ricevuto lettere minatorie da parte dell’IRA.

Il 31 ottobre 1972 Delme ha guidato il Llanelli RFC ad una storica vittoria contro gli All Blacks di Ian Kirkpatrick.

Quella in maglia scarlatta era una grande squadra, basta citare qualche nome: Derek Quinnell, Phil Bennett, Barry Llewellyn, Gareth Jenkins, Ray Gravell, che con i suoi 21 anni era il più giovane in campo, e JJ Williams. Thomas era lo skipper e la panchina era occupata da Carwjn James, assistito dall’ex capitano del Galles e tallonatore Norman Gale.
Il discorso pre-partita di Delme è entrato nella leggenda del rugby ed è ora parte integrante della mitologia degli Scarlets. Il capitano ha detto che avrebbe volentieri barattato i suoi tre tour con i Lions, i suoi caps con la nazionale e il Grande Slam del 1971 per una vittoria contro gli All Blacks davanti ai 26000 tifosi dello Stradey Park. È stata una chiamata alle armi, che ha portato i giocatori alle lacrime nello spogliatoio; Phil Bennett ancora piangeva mentre entrava in campo.
Quando la sfida ha preso il via ci sono voluti meno di cinque minuti ai ragazzi di Carwyn James per stordire gli avversari. Bennett ha avuto subito la chance per portare i suoi in vantaggio, ma ha visto il proprio penalty rimbalzare sopra la traversa. Il mediano di mischia All Black Lindsey Colling era sulla traiettoria del rimbalzo e ha raccolto l’ovale al volo. Sembrava ormai che la possibilità di fare punti fosse svanita, ma non appena Colling ha tentato di calciare la palla in avanti, il trequarti centro Roy Bergiers è arrivato di corsa, ha stoppato il calcio e si è tuffato sulla palla vagante in area di meta per una storica marcatura. L’apertura del Llanelli l’ha trasformata e i gallesi si sono trovati inaspettatamente in vantaggio 6 a 0. La Nuova Zelanda si è subito fatta sotto con un calcio di punizione di Joe Karam, portandosi così sul 6 a 3, ma un penalty dalla lunga distanza calciato da Andy Hill ha assicurato ai padroni di casa la vittoria per 9 a 3.

Al fischio finale la folla ha invaso il campo e una foto ha immortalato una delle più grandi immagini nella storia del rugby: nel mezzo delle celebrazioni selvagge, un giocatore viene sollevato in alto sulle spalle di fan in estasi, con le braccia tese al cielo in segno di trionfo assoluto. Si tratta di Delme Thomas, l’uomo che ha tenuto il pack di Llanelli ben saldo di fronte a quello All Black. Grandi festeggiamenti sono seguiti in città e i pub hanno venduto tutte le bevande alcoliche, tanto da rimanere a secco, anche se era un Martedì: “Ho giocato in Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia, ma l’atmosfera che c’era quel giorno era incredibilmente speciale e penso che abbia aiutato i giocatori a dare il massimo. Se qualcuno mi chiede qual è stato il più bel giorno della mia vita, non avrei alcuna esitazione nel rispondere: 31 ottobre 1972, allo Stradey Park. È stata una giornata speciale, che vivrà per sempre nella memoria.” (Delme Thomas)

Il giorno seguente il seconda linea è tornato ad arrampicarsi sui pali dell’alta tensione per il suo lavoro quotidiano con i cavi della linea elettrica.

Il 2 dicembre successivo la nazionale gallese ha perso a Cardiff contro gli stessi All Blacks per soli tre punti: 16 a 19. In questa sfida, causa l’assenza di John Lloyd, l’uomo che aveva ricevuto l’onere di capitanare il Galles dopo l’addio al rugby di John Dawes, Delme ha indossato la sua unica fascia da skipper della nazionale. Il grande rammarico di Thomas è stato quello di avere sconfitto la Nuova Zelanda con i Lions, con il Llanelli, ma mai con il Galles.

Nel 1973, caso unico nella storia del torneo, il Cinque Nazioni è terminato con tutte e cinque le squadre a pari merito, con due vittorie a testa. Il Galles, che con l’attuale regolamento avrebbe vinto grazie ad una migliore differenza punti, ha sconfitto l’Inghilterra e l’Irlanda, entrambe all’Arms Park.

Lo stesso anno il Llanelli ha conquistato la prima di quattro Welsh Cup consecutive, sconfiggendo il Cardiff in finale con il punteggio di 30 a 7.

Delme aveva giocato tutte le partite del Cinque Nazioni 1973 e poi è sceso in campo anche il 16 marzo dell’anno seguente, nella sfida con il XV della Rosa a Twickenham, partita conclusiva del torneo 1974, terminata con la sconfitta del Galles per 12 a 16. È stata questa l’ultima sfida con la maglia della nazionale gallese del seconda linea di Bancyfelin, che quell’anno ha dato il suo addio al rugby.

Lontano dal terreno di gioco Thomas è sempre stata una persona silenziosa, dolce e piena di calore. Un forte contrasto con la figura dura e determinata che di fronte agli avversari non arretrava mai. Purtroppo, quella natura tranquilla non lo ha aiutato nella sua battaglia con la depressione che lo ha colpito dopo il ritiro dallo sport che amava: Può anche essere un cliché, ma il rugby era diventato la mia famiglia. Il lasciare questa famiglia è stata un’esperienza traumatica. Ha colpito la mia salute. Ha colpito tutta la mia personalità.” (Delme Thomas)

Thomas ha sofferto una crisi di nervi ed è stato ricoverato in ospedale per diverse settimane. Non voleva vedere nessuno o andare da nessuna parte. Ad aiutare il ragazzo nella lunga strada della ripresa è stato un sacerdote, il reverendo Glyndwr Walker, e alla fine l’ex nazionale gallese e Lion è uscito dal tunnel.

Nel 2000, presso il National Eisteddfod a Llanelli, Thomas è stato onorato con il titolo di membro del Gorsedd of the Bards per il suo contributo allo sport e alla lingua gallese.

 

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