David Knox: una strana carriera

(di Roberto Vanazzi)

Alla mia esperienza a Padova sono legati molti bei ricordi. Ero molto giovane e con una gran voglia di vedere il mondo. L’Italia fu un paradiso: un bellissimo paese, uno stile di vita insuperabile, cibo e vini ottimi.” (David Knox)

David John Knox è nato a Coogee, nel New South Wales, il 3 agosto 1963. Mediano d’apertura di notevole talento e calciatore dal piede preciso, ha avuto una carriera internazionale dall’andamento così altalenante che definire strana è quasi un eufemismo. Il giocatore, infatti, ha debuttato a 22 anni disputando due gare contro Fiji (esattamente il 10 e il 17 agosto del 1985) per poi finire nel dimenticatoio 5 anni, durante i quali ha saltato ben 34 partite. Convocato finalmente nel Luglio del 1990 da Bob Dwyer per giocare contro gli Stati Uniti, Knox è subito scomparso di nuovo per altre 33 gare, questa volta per un periodo di quattro anni.
Nel 1991 David è stato aggregato alla squadra che è partita per l’Inghilterra e ha vinto la Coppa del Mondo dalla panchina.

David Knox

David Knox

Per vedere di nuovo Knox in campo si è dovuto attendere l’agosto del 1994, quando l’Australia ha sconfitto Samoa 73 a 3. Lo stesso anno ha giocato anche la vittoriosa gara di Bledisloe Cup contro la Nuova Zelanda, ma poi è sparito ancora, restando fuori rosa per un totale di 15 incontri spalmati su due anni.

David è stato in seguito ripescato dal nuovo coach Greg Smith per la tournée europea del 1996, dove è riuscito a disputare ben tre partite consecutive. La prima contro l’Italia al Plebiscito di Padova, terminata 40 a 18 per gli australiani, la seconda a Murrayfield con la nazionale del Cardo (29 a 19), quindi contro l’Irlanda a Dublino (22 a 12), gara quest’ultima in cui ha marcato la sua prima meta in maglia oro.

Knox è stato fermo ai box per altri 6 incontri prima di terminare la sua carriera internazionale nel 1997 con un filotto di cinque partite. Tre nel Tri Nation, dove contro il Sudafrica ha segnato la sua seconda e ultima meta, e due nel tour di fine anno in Argentina, nel quale i gialli hanno rimediato una vittoria per 23 a 15 ed una sconfitta per 16 a 18. Questa gara, datata 8 novembre, ha sancito l’addio definitivo di David alla nazionale.

Probabilmente non c’è un altro giocatore di livello internazionale ad avere totalizzato solo 13 caps pur avendo giocato a rugby 13 anni. Ma qual’è il motivo? Non certo la scarsa qualità. Piuttosto, la grande sfortuna è stata che la sua carriera ha coinciso con quella del fenomeno Michael Lynagh. Se Noddy non ci fosse stato, sicuramente Knox sarebbe riuscito ad accumulare molte più presenze. Basti pensare che, nonostante i Wallabies lo abbiano impiegato con il contagocce, questo numero 10 è riuscito a mettere a segno 130 punti, consistenti in 2 mete, 2 drop, 21 penalties e 19 trasformazioni.

1530938Per quanto riguarda l’attività a livello di club, David Knox è stato un vero giramondo. Ha iniziato a giocare nel 1983 in Second Grade Premiership con l’Eastwood Rugby Club di Sydney, per poi disputare otto stagioni con i Randwick in First Grade Premiership.

Dal 1986 al 1988 Knox ha sostituito David Campese nel cuore dei tifosi del Petrarca Padova. Arrivato nella città di Sant’Antonio a 23 anni, il ragazzo aveva già avuto due esperienze con la sua nazionale (le due partite contro Fiji) e si portava appresso una buona fama di calciatore. Il suo compito non era facile: il Petrarca di Memo Geremia, Vittorio Munari e del capitano Marzio Innocenti vinceva lo scudetto da tre anni e lui non doveva far rimpiangere i campioni australiani che lo avevano preceduto, Roger Gould e, soprattutto, Campo. David c’è riuscito al primo colpo, cucendo sulla maglia dei patavini, a suon di calci, il loro tricolore numero undici, il quarto consecutivo.

Nel campionato 1987/88 il Padova non si è ripetuto. È stato l’anno della stella del Rovigo e proprio nel sentitissimo derby con i rossoblu è successo l’episodio della “rissa”. David è entrato per l’ennesima volta in ritardo su Naas Botha. A quel punto alcuni rodigini gli si sono avventati contro: Brunello, Visentin, Lupini, Bombonato e poi anche Gert Smal lo hanno chiuso in una morsa e preso a pugni. Ne è uscito un bel parapiglia. Knox è caduto a terra e l’unico compagno accorso in suo aiuto è stato Beppe Artuso. Allora erano cose che succedevano e l’arbitro, che ci era abituato, non ha estratto alcun cartellino.

Terminata l’esperienza con i patavini, Knox è passato al Rugby Livorno, che con lui ha raggiunto il miglior piazzamento della sua storia, il sesto posto nella massima divisione, durante la stagione 1988/89.

Nel 1990 il biondo australiano ha disputato anche il campionato italiano di serie A2 con la neo promossa Ceta Bergamo, che però, nonostante il rafforzamento della rosa, è arrivata penultima, davanti solo a Logrò Paese, ed è tornata subito in serie B.

Nel 1996 David era l’apertura dei Brumbies, dove è stato anche assitent coach dei trequarti. quindi, nel 1997-98, ha giocato in Currie Cup con i Natal Sharks. Al termine di quest’ultima stagione Knox è tornato in Europa per indossare prima la divisa del Bristol R.F.C. e, nel 1999, quella del Racing Club di Narbonne. Grazie alla sua precisione nei piazzati, in ogni team nel quale ha giocato il mediano di Coogee è stato regolarmente impiegato come kicker ufficiale. Ha segnato circa 600 punti a livello provinciale (242 solo per i Brumbies) e ha un record di 2900 punti messi a segno per il Randwick.

Una volta terminata la carriera agonistica, Knox ha ricoperto incarichi di coaching, e anche in questo caso ha girovagato sulle panchine di mezzo mondo. Nel 2000 era a Padova come spalla di Michael Cheika. Quindi, con il Waverley College nella stagione 2002-2003, con il South Sydney Rugby League nel 2003 e poi nel suo Randwick, sempre con Cheika.

Nel 2005 David ha seguito Michael Cheika sulla panchina del Leinster, dov’è rimasto sino al 2008, anno in cui è tornato in Australia. Poco prima della sua partenza, quando ancora si trovava all’aeroporto di Dublino, egli ha rilasciato un’intervista diventata famosa, nella quale ha polemicamente criticato i singoli giocatori della squadra irlandese, tutto l’organigramma del rugby dell’isola di smeraldo, la squadra provinciale del Munster e persino la nomina di Declan Kidney alla guida della nazionale del Trifoglio.

 

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