Danie Craven: il rugby al tempo dell’apartheid

(di Roberto Vanazzi)

Possiamo cambiare il Sudafrica sul campo di rugby.” (Danie Craven)

Rugby in Sudafrica si dice anche Danie Craven. Prima da giocatore, quindi da allenatore e, infine, da dirigente, Craven ha servito con successo il rugby sudafricano dal 1931 sino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1993, diventando una delle figure più influenti e controverse nella storia di questo sport.

Conosciuto come Mr. Rugby, ma anche Dot Craven, in quanto ha conseguito tre lauree, nel periodo in cui calcava i campi Danie era considerato il miglior mediano di mischia al mondo. Uno dei suoi meriti è stato quello di perfezionare il cosiddetto dive pass, con il quale consegnava più rapidamente la palla uscita dalla mischia ai trequarti. Dimostrando una notevole versatilità, egli ha giocato anche in vari altri ruoli; apertura, centro, numero otto e una volta anche estremo.

Da allenatore Craven è ad oggi l’unico ad essere riuscito a mandare in bianco gli All Blacks, rifilando loro un 4 a 0 nella serie del 1949. L’impresa più grossa, però, l’ha compiuta in qualità di manager. A lui, infatti, si deve l’unificazione del rugby “bianco” e del rugby “coloured” sotto un’unica sigla, l’odierna SARU, un compito che ha richiesto un lavoro immane, fatto di opere di convincimento e accuse di tradimento, perché il periodo era quello cupo del regime razzista dell’apartheid.

Danie Craven

Danie Craven

Daniel “Danie” Hartman Craven è nato l’11 ottobre 1910 in una fattoria nei pressi di Lindley, piccola cittadina sul fiume Vals, nella provincia sudafricana di Orange Free State.
Il nonno paterno di Danie, John Craven, era arrivato in Sudafrica dallo Yorkshire come cercatore di diamanti. Il padre James, quando aveva 18 anni, ha combattuto contro gli inglesi nella guerra anglo-boera ed è stato internato in un campo di concentramento britannico. La stessa sorte era toccata a sua Madre, Maria Susanna Hartman.

Da piccolo Craven ha ricevuto le prime lezioni in una scuola agricola e giocava a calcio a piedi nudi; questo sino all’età di 13 anni, quando è stato mandato a studiare alla Lindley High School, dove ha conosciuto il rugby. A scuola, oltre che con la palla ovale, il ragazzo brillava anche nel cricket.
L’anno seguente Craven è stato selezionato per la prima squadra del paese, ma il principale della ditta presso cui lavorava, la Tivoli van Huyssteen, gli ha impedito di giocare finché non ha compiuto i 15 anni. Tra i suoi compagni di squadra del Lindley c’era Lappies Hattingh, che sarebbe stato con Craven otto anni più tardi in nazionale contro i Wallabies.

Nel 1929 Craven si è iscritto alla Stellenbosch University, nel Western Cape. Inizialmente registrato come studente di teologia, successivamente il ragazzo ha cambiato facoltà in scienze sociali e antropologia sociale. Il cambio è stato richiesto dietro parere medico, dopo che le sue corde vocali erano state danneggiate da un calcio alla gola mentre cercava di placcare un avversario durante il test del 1932 contro la Scozia, a Murrayfield.
Un atleta a tutto tondo, Craven ha rappresentato la sua università in varie discipline sportive; dal rugby al nuoto, dalla pallanuoto al baseball. Il ragazzo ha partecipato anche a gare di atletica e giocato a cricket, tennis e calcio.

Per quanto riguarda la palla ovale, all’università Craven ha trovato un mentore nel coach, nonché selezionatore della nazionale, August Markötter. Questi ha notato Danie dal momento in cui lo studente ha iniziato a giocare a 19 anni e lo ha promosso in prima squadra l’anno successivo.

Nel 1931 il mediano di mischia è stato selezionato dagli Springboks per il loro tour in Europa, prima ancora di aveva fatto il suo debutto provinciale. È stato un tour molto soddisfacente per i sudafricani; il bilancio finale dei 26 incontri è stato di 23 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta, patita contro East Midlands. I verde-oro sono riusciti a trionfare con tutte e quattro le squadre britanniche, conquistando così il grande slam. Lo stile di gioco di quegli Springboks, però, è stato criticato sia in patria che all’estero: era un gioco basato principalmente sull’abilità con il piede e risultava essere molto tattico e poco spettacolare.
Danie è sceso in campo per il suo esordio nel match contro il Galles, il 5 dicembre al St Helens di Swansea. Con lui in mediana era il capitano Bennie Osler e tra i debuttanti c’era anche il flanker Andrew McDonald, con il quale Craven avrebbe stretto amicizia. Il Galles è stato sconfitto e il 19 dicembre i sudafricani hanno vinto anche con l’Irlanda. Tenuto a riposo nella sfida contro l’Inghilterra, Danie ha marcato la meta vincente nella sua terza prova, il 16 gennaio 1932 a Murrayfield. L’opportunità è arrivata in quanto Craven ha messo in pratica i consigli ricevuti da Markötter a Stellenbosch. Il coach aveva suggerito che su un terreno fangoso il mediano di mischia avrebbe dovuto giocare con gli avanti oppure calciare. Il suo consiglio ha permesso a Danie di scegliere tra il capitano Osler, che voleva l’ovale per se, e il leader degli avanti Boy Louw, il quale ha richiesto che la palla dovesse stare nei pressi del pack. Lui ha seguito il secondo ed è riuscito ad oltrepassare la linea proibita. È stato in questa partita che Craven ha ricevuto un colpo alla gola che gli ha danneggiato le corde vocali. Il ragazzo ha anche perso i sensi e un dente.

Nel 1932 Danie si è laureato in antropologia (si laureerà anche in psicologia nel 1973 e in Educazione Fisica nel 1978). Lo stesso anno, ha esordito a livello provinciale per Western Province. Quell’anno il ragazzo ha segnato una hat trick a Bloemfontein, in una performance considerata tra le migliori della sua carriera, e ha condotto la squadra alla conquista della Currie Cup.

L’8 luglio del 1933 il ragazzo di Lindley ha marcato la sua seconda e ultima meta con la maglia degli Springboks, durante un match vinto con l’Australia a Città del Capo. I Wallabies, capitanati dal medico Alec Ross, hanno disputato ben cinque test match in Sudafrica, con i padroni di casa che ne hanno vinti tre e lasciati due ai canguri. Nel quarto di tali test, a Port Elisabeth, Craven è stato schierato nel ruolo di trequarti centro.

Dopo questa serie gli Springboks sono rimasti in stand-by quattro anni e per due volte in Sudafrica non si è neppure disputata la Currie Cup.

Nel 1936, dopo aver completato la sua formazione a Stellenbosch, Craven ha iniziato l’insegnamento presso il  Saint Andrew’s College a Grahamstown, nella pprovincia di Eastern Cape, dove allenava la squadra di rugby della scuola. In quel periodo il mediano ha iniziato a giocare per Eastern Province, accanto all’amico Flappie Lochner. Su suggerimento di Craven, Markötter ha fatto esordire Lochner in nazionale nel 1937, l’anno in cui i ‘Boks hanno intrapreso un lunghissimo tour in Australia e Nuova Zelanda, tornando così a disputare gare internazionali.

I Wallabies sono stati affrontati in due test a Sydney, il 26 giugno e il 7 luglio. Nel primo di essi Danie, che aveva il compito di vice-capitano, ha giocato nel ruolo di apertura. Nel secondo, invece, era schierato Numero 8. Tanto per dimostrare quanto fosse versatile questo atleta, quando il Sudafrica ha incontrato Queensland è sceso in campo come estremo. I test match sono stati vinti entrambi dai sudafricani, così come tutte le gare con le selezioni locali, tranne quella con il New South Wales.

Il mese successivo la squadra capitanata da Philip Nel è sbarcata in Nuova Zelanda. Anche in questo caso gli Springboks hanno vinto tutti gli scontri infrasettimanali, ben 14, e sono riusciti a piegare gli All Blacks due volte su tre match. Di questi test, Craven ha giocato il primo, quello perso a Wellington, con la maglia numero 10 e i rimanti due come mediano di mischia.
È stato questo il tour di maggior successo degli Springboks tra Australia e Nuova Zelanda, tanto che la squadra è stata denominata The Invincibles. Resta questo anche l’unico successo in una serie completa degli Springboks con gli All Blacks.

Nel 1938 Craven è diventato il primo capitano della Northern Transvaal Rugby Union, club di recente formazione. Poi, con la fascia da capitano al braccio, ha guidato la nazionale sudafricana contro i British Lions, allora chiamati British Isles.

Si tratta dell’ultimo tour dei britannici prima dello scoppio della Grande Guerra; per vederli di nuovo in azione bisognerà aspettare sino al 1950. Erano i Lions di Sam Walker, il primo capitano irlandese, e dell’allenatore Bernard Charles “Jock” Hartley, ex ufficiale dell’esercito di Sua Maestà.
I padroni di casa hanno vinto i primi due match, a Johannesburg e a Port Elisabeth, quindi, il 10 settembre 1938, hanno perso 16 a 21 a Cape Town. È stata questa l’ultima partita di Danie, il quale, a soli 27 anni è stato costretto a salutare prematuramente il rugby giocato a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Craven ha aderito alle Forze della Difesa dell’Unione nel 1938 come Direttore di Educazione Fisica. Quindi, è partito per un viaggio in Europa dove ha studiato educazione fisica in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Francia, e Gran Bretagna. Lo scoppio della guerra ha costretto l’ex nazionale sudafricano ha fare ritorno nel proprio paese.

Grazie alla sua fama di Springbok, l’immagine di Craven è stata utilizzata dai giornali di lingua Afrikaans durante la Seconda Guerra Mondiale per incoraggiare gli uomini ad arruolarsi. L’annuncio mostrava un Danie in uniforme che guardava lontano con la didascalia che recitava: Sto giocando nella più grande squadra Springbok mai vista; unitevi a me e segnate la meta più importante della vostra vita.

Doc Craven è stato nominato capo di educazione fisica presso l’Accademia Militare Sudafricana con il grado di Maggiore. Quando nel 1947, a guerra terminata, la sua sezione è stata riconvertita in una Brigata per l’addestramento fisico, Danie ha ricevuto la promozione a tenente colonnello e direttore della Brigata. La sua carriera militare si è momentaneamente interrotta proprio nel 1947, nel momento in cui è stato nominato docente dell’Unione d’Istruzione Dipartimentale alla Stellenbosch University, prima di ritornare nuovamente alla Brigata.

Nel 1949 Danie è diventato primo professore di educazione fisica e capo del dipartimento della società di studi del movimento umano presso l’Università di Stellenbosch, dove ha insegnato sino al 1975.

Per quanto riguarda il rugby, una volta chiusa la carriera di giocatore Danie è stato selezionatore dalla nazionale dal 1938 fino al 1949, l’anno in cui è diventato primo allenatore. Il suo coaching è iniziato con il botto, con la vittoria di dieci partite consecutive, tra cui un 4 a 0 con il quale ha mandato in bianco gli All Blacks nel loro tour del 1949 in Sudafrica; un tour nel quale i neozelandesi sono stati costretti a lasciare a casa i giocatori maori in quanto “di colore”.

In seguito gli Springboks hanno conquistato anche il Grande Slam in Gran Bretagna e Francia, durante il tour del 1951-52. Oltre alle squadre partecipanti al Cinque Nazioni, i ragazzi di Craven hanno sconfitto pure i Barbarians e tutte le squadre locali, ad eccezione delle London Counties, la selezione dei migliori giocatori dei club londinesi.
Sotto la guida di Danie gli Springboks sono rimasti imbattuti dal 1949 al 1952, vincendo 17 delle loro 23 prove; un tasso di successo del 74% che rende l’ex mediano di mischia uno dei più grandi allenatori sudafricani di tutti i tempi.

In quel periodo, dal 1949 fino al 1956, l’ex Springbok ha allenato anche il XV della Stellenbosch University.

Nel 1956 Danie è diventato presidente del Rugby Board del Sudafrica (SARB), un ruolo che ha tenuto sino al giorno della sua morte. Tre anni più tardi Doc Craven è stato eletto presidente della International Rugby Football Board (IRB).

Craven è stato presidente del SARB durante gli anni più tumultuosi del paese. Il rugby era ormai diventato lo sport nazionale dei sudafricani bianchi e un simbolo del potere afrikaner. Negli anni 1970 e 1980 il partito fuorilegge African National Congress si è alleato con altri movimenti anti-apartheid per isolare il Sudafrica da eventi sportivi e culturali con il resto del mondo. Tra tutte le sanzioni comminate allo stato africano, niente ha irritato maggiormente la popolazione afrikaner del divieto di praticare rugby a livello internazionale.
Accusato di aver fatto poco per sfidare la segregazione del rugby sudafricano, Danie ha tuttavia lavorato molto nel tentativo di proteggere il rugby da indebite interferenze politiche, come nel caso del Secret Afrikaner Broederbond, organizzazione che ha cercato di influenzare le scelte dei giocatori.
Durante quel periodo Craven è riuscito comunque a mantenere i legami con le altre nazioni praticanti il rugby grazie alla sua posizione con l’IRB. Egli, giustamente, temeva che l’isolamento avrebbe negativamente influenzato il livello degli Springboks, così le ha provate tutte, in maniera legale e illegale, per far sì che i suoi ragazzi si cimentassero sul terreno di gioco con squadre di valore. Un esempio è stato il tour dei New Zealand Cavaliers nel 1986, del quale Craven si è prima dichiarato contrario e poi, quando i “ribelli” neozelandesi hanno giocato la loro prima partita a Johannesburg, si è seduto in tribuna ad assistere.

Danie ha guidato la SARB a negoziati infruttuosi per l’unità del rugby in Sudafrica nel 1987, quando la squadra è stata esclusa dalla inaugurale Coppa del Mondo. L’ex mediano di mischia ci ha riprovato l’anno successivo, incontrando i leader del African National Congress ad Harare, nello Zimbabwe, nel tentativo audace di unificare la SARB, per soli bianchi, e la non razziale Rugby Union Sudafricana. Un accordo senza precedenti, emerso per formare un’unica associazione per il rugby, con squadre integrate che avrebbero partecipato a tornei all’estero. Molti bianchi della destra sudafricana hanno attaccato Danie per questo, accusandolo di tradimento, con in testa l’allora presidente P.W. “Die Groote Krokodill” Botha. Anche se l’affare non ha comportato la fine immediata del isolamento sportivo, ha perlomeno aperto la strada per la formazione di un corpo unificato che sarebbe nato nel 1992, il South African Rugby Football Union (SARFU, poi diventata l’odierna SARU). Craven è stato il primo chairman del nuovo organo e ha detenuto la carica fino al giorno della sua morte.

Poi nel paese sudafricano è stato eletto presidente Frederik de Klerke, il quale ha capito che le leggi di segregazione razziale non potevano più esistere e che servivano urgentemente concessioni; il progresso politico ha comportato inevitabilmente il progresso sportivo. Nel 1992 il Sudafrica è tornato a concorrere a livello internazionale con un tour nelle Isole Britanniche e Francia. Era dal 1981 che i verde-oro non effettuavano un tour, l’ultimo in Europa risaliva addirittura al 1974, ed era dal 1984 che non giocavano una sfida internazionale, da quando il Sudafrica aveva ospitato l’Inghilterra di Dick Greenwood.

A quel punto, però, dopo che per molti anni si era ritratto come un apolitico-liberale, deciso a usare il rugby per rovesciare l’apartheid, l’ormai ottuagenario Doc Craven si è rifiutato con rabbia di fare a meno del soprannome “Springboks”, quando si era pensato di abolirlo in quanto rimandava inevitabilmente al vecchio potere bianco. Un fatto poco noto è che Craven ha fornito le proprie competenze di coaching occasionale per una squadra di rugby coloured nel 1940 e negli anni ’50.

Sempre nel 1992, Danie è stato eletto vice-presidente onorario a vita della Federazione Francese di rugby.

La statua di Danie Craven a Stellenbosch

Danie Craven ha passato l’ovale nella sua casa di Stellenbosch il 4 gennaio 1993, all’età di 82 anni, dopo aver servito ininterrottamente il rugby sudafricano per tutta la vita.
Due anni più tardi il Sudafrica di Nelson Mandela avrebbe ospitato la Coppa del Mondo e gli Springboks l’avrebbero vinta, ricucendo in parte lo strappo secolare che divideva le diverse etnie del Paese. Doc non ha potuto vedere tutto questo, ma è giusto affermare che quella strada che ha portato il Sudafrica a diventare il Paese Arcobaleno sia un po’ anche opera sua.

Danie è stato accettato nella Rugby Hall of Fame nel 1997, il primo, assieme a Frik Du Preez, di nove sudafricani ad oggi. Nel 2007 l’ex mediano di mischia è diventato il terzo atleta ad essere introdotto nella IRB Hall of Fame, preceduto solo da William Webb Ellis, il presunto inventore del rugby, e dall’Università di Rugby.

La competizione tra le squadre studentesche sudafricane, The South African Craven Week, prende il nome da Danie, così come il Danie Craven Stadium e il Danie Craven Rugby Museum a Stellenbosch.

Nella medesima Stellenbosch è stata posta una statua che raffigura il campione insieme al suo fidato cane Bliksem, dal quale non si separava mai, neppure quando praticava il rugby. Un giornalista ha ricordato: “quando Doc e Bliksem erano sulla touchline durante gli allenamenti, nessuno osava sgarrare“.

 

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