Cyril Towers: il fango e l’oro

(di Roberto Vanazzi)

Towers è stato salutato da molti critici come il miglior trequarti centro del mondo ed è stato sicuramente uno dei più grandi giocatori australiani di tutti i tempi.” (Max Howell)

Giocatore dal grande fisico, Cyril Towers è stato un ottimo trequarti centro il cui stile di esecuzione, sommato alla velocità, alla tenacia e alla notevole visione di gioco, hanno fatto di lui uno dei migliori giocatori australiani di sempre.

Atleta dei New South Wales Warathas, squadra che per tutti gli anni venti ha rappresentato la nazionale australiana in giro per il mondo e per la quale detiene ancora oggi il record di mete realizzate, Cyril ha disputato 19 test match ed è stato capitano in tre occasioni nel 1937.

Cyril Towers

 

Cyril Henry Thomas Towers è nato il 30 luglio 1906 a Mansfiled, cittadina nello stato di Victoria, uno dei tre figli del maestro di scuola di origini inglesi Ernest Alfred Thomas Towers e di Frances Annie Theresa Doyle. Con la madre e le sue due sorelle Cyril si è trasferito presto a Melbourne, dove ha acquisito la sua abilità nei calci giocando a football australiano. Poi, il ragazzo è andato a vivere a Roma, piccola località del Queensland.

Quando la famiglia si è trasferita definitivamente a Sydney, Towers ha frequentato la Randwick Boys’ Intermediate High School, dove ha avuto la fortuna di avere Oates Taylor quale allenatore di rugby. In seguito, passato al Christian Brothers’ College di Waverley, ha incontrato Wally Meagher, che è diventato suo amico e confidente e con il quale avrebbe aperto la strada all’applicazione di nuove esecuzioni tattiche, dove l’attacco palla in mano è diventato il credo principale.

Nel 1925 Towers si è unito al Randwick District Rugby Union Football Club, dove avrebbe speso tutta la sua carriera.

Il 10 luglio 1926, a 19 anni, Cyril ha ottenuto il suo debutto nel rugby internazionale quando è stato convocato dai New South Wales Waratahs per giocare contro gli All Blacks. Gli australiani hanno vinto la partita 26 a 20 e Towers è stato richiamato per il terzo incontro, dov’è entrato come sostituto, con i padroni di casa che sono stati sconfitti 0 a 14, e per giocare titolare nel quarto, il 29 luglio, sempre vinto dai neozelandesi di Cliff Porter con il risultato di 28 a 21. In questa occasione Towers ha realizzato una meta e calciato tra i pali tre penalties, per un totale di 12 punti.
In quel periodo, dopo che la federazione del Queensland si era sciolta nel 1919 (in quanto la maggior parte dei club si erano convertiti al Rugby League) e non sarebbe rinata sino al 1929, il rugby in Australia era giocato solamente nel New South Wales. Così, nel 1986, a queste partite è stata assegnata l’ufficialità di test match.

Towers è stato selezionato per il tour del 1927-28 dei Waratahs in Gran Bretagna, Francia e Canada; un viaggio durato nove mesi. Il ragazzo ha giocato 25 partite su 31, tra cui tre test match, superato solo da Wylie Breckenbridge, Alex Ross e Tom Lawton. Quest’ultimo era l’unico atleta dei 29 che hanno intrapreso il viaggio ad essere originario del Queensland. Cyril, che ha formato una partnership accattivante e creativa con Syd King, è stato al pari di Jack Ford il marcatore principe di mete ed anche il secondo top scorer dietro a Lawton. Capitano era Johnnie Wallace, il quale si era trasferito a Oxford grazie ad una borsa di studio e aveva rappresentato la nazionale scozzese in nove test tra il 1921 e il 1926 prima di tornare in Australia.

La squadra è partita da Sydney il 22 luglio 1927, ha raggiunto Melbourne e da lì è partita in nave per il Ceylon (oggi Sri Lanka) dove ha giocato un amichevole contro la nazionale locale. Quindi, ha attraversato il Canale di Suez, ha fatto scalo a Napoli per visitare Pompei, a Tolone e a Gibilterra, ed il 31 agosto è giunta nel porto di Plymouth, in Inghilterra.
Il tour è iniziato ufficialmente il 17 settembre 1927 a Devonport con la sfida contro Devon and Cornwall, due contee britanniche che hanno unito le rispettive forze e che sono state sconfitte con il punteggio di 30 a 3. Gli australiani si sono poi trasferiti in Galles, dove hanno affrontato e battuto il Newport (20 a 3) e lo Swansea (11 a 0). In seguito, in Scozia, è stato conseguito il successo per 10 a 0 sul Glasgow.

Il 27 ottobre, dopo una serie di undici vittorie consecutive, è arrivata la prima sconfitta per mano della Oxford University, che ha trionfato con il punteggio di 3 a 0. Con l’altra famosa università, quella di Cambridge, è andata meglio, in quanto il match è stato vinto 18 a 11.

Il 12 novembre è andato in scena il primo test match contro l’Irlanda al Lansdowne Road di Dublino, dove i Warathas hanno vinto 5 a 3 con una meta di Johnnie Wallace trasformata da Tom Lawton.
Nel paese dei trifogli è stata giocata soltanto un’altra sfida, quella con l’Ulster, vinta per 13 a 11. Poi, il 26 novembre, all’Arms Park di Cardiff si è disputato l’incontro contro il Galles. I padroni di casa sono stati travolti con il punteggio di 18 a 8, grazie a quattro mete realizzate: una di Syd King, una di Billy Sheenan e una doppietta di Wallace, tre delle quali trasformate.
Dopo avere vinto con Llanelli e Cardiff, e avere perso 3 a 6 con il Pontypool, il 17 dicembre la squadra australiana ha affrontato la Scozia a Murrayfield, dove i padroni di casa si sono assicurati la vittoria con il punteggio di 10 a 8: due mete a testa, ma i Warathas hanno sbagliato una delle due trasformazioni.
Towers, però, non ha disputato questi ultimi due test match con Galles e Scozia.

Con il nuovo anno gli australiani si sono recati a Londra, dove sono stati presentati a re Giorgio V e alla regina Mary. Quindi, il 7 gennaio 1928, sono scesi sull’erba di Twickenham per battersi con la nazionale inglese, perdendo 11 a 18, con Cyril che ha valicato la linea proibita.

A quel punto gli Aussies hanno attraversato la Manica e sono approdati in Francia. Arrivati a Parigi, sono stati costretti a partire subito per Bordeaux, dove il 12 gennaio, a causa della stanchezza del viaggio, hanno subito una sconfitta per mano della selezione della Francia Meridionale, riscattata da una vittoria a Tolosa tre giorni più tardi contro un’altra selezione.
Tornati nella capitale francese, il 22 gennaio Towers e compagni hanno incontrato Les Bleus di fronte a 40000 spettatori esultanti. La sfida è terminata 11 a 8 per gli ospiti, i quali hanno realizzato tre mete, una delle quali ancora ad opera di Cyril.

La chiusura ufficiale del tour è avvenuta a Londra, dove i Waratahs hanno pareggiato 0 a 0 con la selezione londinese. Poi, i ragazzi si sono trasferiti in Canada per giocare tre sfide di esibizione a Vancouver contro club e squadre universitarie, prima di intraprendere il lungo viaggio in nave che li ha riportati a casa.


A settembre del 1928 Towers ha compiuto un tour in Nuova Zelanda sotto il capitanato di Syd Malcolm, con Geoff Bland quale unico altro veterano del Tour del 1927. In totale, la squadra ha vinto cinque partite e perse altrettante. Cyril è sceso in campo in tutte e dieci, tra cui i tre test con gli All Blacks terminati con due vittorie dei padroni di casa e una degli australiani, ed è stato il top scorer con 29 punti. Il ragazzo ha realizzato una meta ai New Zealand Maori a Wellington, una sfida anche questa cui è stata assegnata l’ufficialità da parte della federazione australiana.
C’è da dire, comunque, che la vera nazionale neozelandese era in quel periodo impegnata in un tour nell’Africa del Sud, dunque la squadra All Black era costituita da seconde scelte e soprattutto da giocatori maori non graditi al governo razzista sudafricano.

Nel 1929 sono stati gli All Blacks a far visita all’Australia ed il trequarti centro del Randwick ha disputato due dei tre incontri. La squadra capitanata da Tom Lawton ha battuto gli All Blacks 3 a 0 in una serie per la prima volta nella storia. Con il Queensland Rugby Union ora di nuovo in vigore dopo lo scioglimento avvenuto nel 1919, si può dire che questa è stata la prima vera nazionale australiana messa in campo dal lontano 1914.

I British Lions, allora chiamati semplicemente Gran Bretagna, guidati dall’inglese Doug Prentice, con James Baxter come team-manager, hanno compiuto un tour in Australia nel 1930 e Towers ha giocato contro di loro due volte tra le fila del New South Wales e una con i Wallabies. Il XV dello stato ha perso il primo incontro per poi rifarsi nel secondo con un secco 28 a 3. Il test match, andato in scena il 30 agosto a Sydney, ha visto gli australiani battere gli avversari con il punteggio di 6 a 5, grazie a alle marcature di McGhie, e Syd Malcolm e, soprattutto, al placcaggio di Towers nei pressi della bandierina che ha salvato una meta praticamente già fatta.

L’anno seguente Cyril è stato uno dei veterani della nazionale australiana ad essere inviato in Nuova Zelanda, con Syd Malcolm come capitano. I Wallabies hanno vinto tre partite, pareggiata una e perse sei, tra le quali l’unico test match con gli All Blacks, nel quale Cyril ha realizzato una doppietta. Il trequarti ha giocato in nove partite, si è laureato ancora una volta il miglior marcatore di punti del tour ed è stato onorato per la prima volta con il ruolo di skipper in una partita non ufficiale contro Seddon Shield Districts.

Nel 1933, Towers è stato escluso dalla squadra che ha intrapreso il primo tour in Sudafrica. Si è trattato di un’omissione controversa, attuata dal team manager Wally Mathews a causa della franchezza di Cyril nel parlare. L’anno seguente, però, il ragazzo è stato reintegrato e ha giocato nelle due partite della serie contro gli All Blacks, con i Wallabies che hanno conquistato la Bledisloe Cup per la prima volta grazie ad una vittoria per 25 a 11, con altre due marcature di Towers, e al pareggio 3 a 3.

I Wallabies che hanno conquistato la Bledisloe Cup nel 1934. Towers è il sesto da sinistra.

 

Il 1937 è stato probabilmente l’anno migliore di Cyril Towers. Il nativo di Mansfiled ha finalmente potuto guidare da capitano i Wallabies nella serie di due match contro gli Springboks, un XV fortissimo denominato “the invincibles”. Towers ha incontrato gli ospiti il 19 giugno con i Warathas e ha condotto in porto una bella vittoria per 17 a 6. È stata questa l’unica sconfitta patita dalla squadra di Flip Nel e Danie Craven nella terra dei canguri. Entrambi i test match, infatti sono stati conquistati dai sudafricani. Nel primo di essi, una sconfitta per 5 a 9, Towers ha realizzato tutti i punti dei suoi grazie ad una meta e alla trasformazione della stessa e ha ispirato la difesa per contenere l’assalto dei ‘Boks. Il secondo, disputato il 17 luglio a Sydney e perso con il risultato di 17 a 26, è stato l’ultimo di Cyril con la maglia degli Aussies.

Il 22 dicembre 1939, presso la Our Lady of the Sacred Heart Church di Randwick, Cyril ha sposato con rito cattolico la parrucchiera Margariete Mary Roon, dalla quale avrebbe avuto quattro figli: due maschi e due femmine.

Towers si è ritirato definitivamente nel 1940, dopo essere stato ancora una volta lasciato fuori squadra l’anno precedente; una fortuna per lui, in quanto i Wallabies hanno viaggiato verso l’altro lato del mondo ma non hanno disputato un solo match a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Il trequarti centro ha giocato 57 partite per l’Australia, 19 di esse erano test match, e ha preso parte anche ad un totale di 233 incontri per il Randwick e 82 con la maglia del New South Wales, 14 delle quali da capitano. Sorprendentemente, con le sue 49 mete realizzate egli rimane ancora oggi il realizzatore leader dei Warathas di tutti i tempi.

Una volta ritiratosi dal gioco, Towers ha proseguito con il suo lavoro di bancario presso la Government Savings Rural Bank of New South Wales ed è stato uno dei primi commentatori di rugby, diventando noto come la “voce del rugby” grazie alle sue trasmissioni per l’Australian Broadcasting Commission: alla radio dal 1945 al 1957 e in televisione dal 1957 al 1970.

Il 9 giugno 1985, all’età di 78 anni, Cyril Towers ha passato l’ovale nella sua casa di Randwick ed è stato sepolto al Botany Cemetery. Una targa nella Sydney Cricket Ground’s Walk of Honor commemora la sua carriera. Nel 2006, l’ex Wallaby è stato onorato con l’introduzione nella Australian Rugby Hall of Fame.

Suo genero, Jake Howard, ha giocato in prima linea per i Wallabies dal 1970 al 1973. Il figlio di quest’ultimo, nonché nipote di Cyril, Pat Howard, ha indossato 20 volte la maglia oro della nazionale negli anni ‘90, anch’egli nel ruolo di trequarti centro.

 

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