Colin Charvis – la sottile linea rossa

(di Roberto Vanazzi)

Ognuno ha avuto momenti di depressione nella propria carriera, ma bisogna saper ricevere i colpi della vita e non si deve mai smettere di fare il proprio lavoro.” (Colin Charvis)

Abile tanto nel ruolo di flanker che di terza centro, Colin Charvis è un’icona del rugby gallese e non solo per i suoi folti capelli ricci e la giovialità che lo contraddistinguono. Il ragazzo, infatti, ha preso parte a tre edizioni della Coppa del Mondo, da capitano nel 2003, e vanta anche un tour con i British & Irish Lions, nel 2001 in Australia, dove ha disputato due test match contro i Wallabies. Con le sue 22 marcature, poi, Colin è ancora oggi il miglior metaman tra tutti avanti gallesi.

Colin Charvis

Colin Lloyd Charvis è nato il 27 dicembre 1972 a Sutton Coldfield, nei pressi di Birmingham, figlio di Lloyd e Lynne Charvis. Il padre era emigrato dalla Giamaica alle Midlands e aveva servito nella RAF.

Il ragazzo ha iniziato la sua carriera di club con i London Welsh nel 1992, mentre studiava al Politecnico di Central London, guadagnando caps nel campionato under-21 e nei Welsh Students. Colin con gli Exiles vi è rimasto sino al 1995, l’anno in cui è approdato in Galles e si è unito allo Swansea RFC.

Il suo primo cap per il Galles Charvis lo ha guadagnato il 1 dicembre 1996, entrando dalla panchina contro l’Australia di Tim Horan al Cardiff Arms Park. I Dragoni, per la cronaca, hanno perso la sfida 19 a 28. Una settimana più tardi il coach Kevin Bowring lo ha schierato flanker titolare nel match con i campioni del mondo in carica del Sudafrica, i quali sono anch’essi usciti vincenti con il risultato di 37 a 20.

Nel gennaio dell’anno successivo Colin ha disputato un match contro la nazionale degli Stati Uniti e poi ha preso parte al suo primo Cinque Nazioni, con i rossi che hanno vinto soltanto la partita di Murrayfield.

Nel 1998 Charvis ha giocato di nuovo nel torneo: due gare da flanker e due con il numero 8. Poi, d’estate, è volato con la squadra nell’Africa del Sud, dove ha disputato un test match con lo Zimbabwe e uno con gli Springboks a Pretoria. Quest’ultimo è sfociato nella peggiore sconfitta nella storia del rugby gallese: un pesantissimo 13 a 96 che ha chiuso l’avventura di Bowring sulla panchina dei Dragoni.

Il Galles, ora allenato da Graham Henry, ha perso con i verde-oro anche il 14 novembre 1998 a Cardiff, anche se con un più modesto 20 a 28, per poi rifarsi sette giorni dopo allo Stradey Park contro l’Argentina, una gara terminata 43 a 0 in cui Charvis ha realizzato la sua prima doppietta ed è stato eletto Man of the Match. Purtroppo, il ragazzo ha esagerato con i festeggiamenti e il giorno seguente, dopo avere fatto visita ai parenti a Walsall, la sua BMW è stata coinvolta in un incidente. Lui è stato squalificato per 18 mesi per guida in stato di ebbrezza e successivamente ha promosso un video della polizia dal titolo The Mourning After, nel quale sono messi in evidenza i pericoli della guida del mattino seguente una sbronza.

Colin, che assieme al centro Mark Taylor era l’unico sopravvissuto alla strage di Pretoria dell’anno precedente, ha realizzato una meta alla Francia durante il Cinque Nazioni del 1999, l’ultimo con questa denominazione prima dell’accesso dell’Italia. Come ogni buon flanker, Charvis era a sostegno del mediano di mischia Robert Howley, il quale ha trovato cercava il break nei pressi dei pali francesi. Usando la sua forza, altezza e destrezza, il ragazzo di origini giamaicane, nonostante fosse stato circondato da tre francesi, con Franck Comba ha tenergli fermo il braccio sinistro, ha schiacciato la palla oltre la linea con una mano.
Dopo le sconfitte nelle prime due giornate, i rossi sono riusciti ad inanellare le vittorie in casa proprio della Francia e a Londra con l’Inghilterra, entrambe per un solo punto. A Wembley (dove il Galles giocava a causa dello smantellamento dell’Arms Park per fare spazio al Millenium Stadium) è diventata famosa la meta marcata da Scott Gibbs all’ultimo minuto, che ha dato la possibilità al piede di Neil Jenkins di regalare un’insperata vittoria per 32 a 31. Oltre a non avere realizzato il Grande Slam, l’Inghilterra, a causa di questa sconfitta, ha visto anche il titolo finire nella bacheca scozzese.

Il 20 marzo, prima dell’incontro con il XV della Rosa, gli uomini di Henry avevano affrontato in un’amichevole l’Italia a Treviso, asfaltandola con il punteggio di 60 a 21. In estate, invece, la squadra ha intrapreso un tour di successo in Argentina, dove ha sconfitto due volte i Pumas. Poco dopo, hanno battuto nel nuovo Millenium Stadium il Sudafrica, il Canada e la Francia di Raphael Ibanez. I gallesi stavano finalmente uscendo dalla crisi che li aveva attanagliati negli ultimi anni.

Avendo vinto le ultime otto partite disputate, e per il fatto di giocare in casa, gli uomini di Graham Henry erano dati tra le squadre favorite della Coppa del Mondo 1999, durante il quale Charvis è sceso sul terreno di gioco in due occasioni.

Il torneo iridato dei Dragoni è iniziato il 1 ottobre con la vittoria sull’Argentina per 23 a 18, con il flanker di Sutton Coldfield ha superare la linea proibita. Il ragazzo è poi rimasto escluso dalle sfide successive, sfociate nell’asfaltata ai danni del Giappone e nella sconfitta per mano di Samoa. Nonostante quest’ultima battuta d’arresto i rossi si sono comunque classificati al primo posto nel proprio girone. Nei quarti è rientrato Colin, ma l’avventura dei padroni di casa è terminata a causa del 9 a 24 patito per mano dei futuri campioni del mondo dell’Australia.


Il 2000 è stato l’anno in cui il Cinque Nazioni si è evoluto nel Sei Nazioni grazie all’ingresso dell’Italia. Il Galles ha esordito nel nuovo torneo con un pesante 3 a 36 casalingo subito dalla Francia. Quindi, dopo avere vinto con l’Italia sempre nello stadio della capitale del principato (l’unica partita in cui Colin è entrato dalla panchina) è arrivata un’altra batosta a Twickenham, dove i bianchi si sono imposti per 46 a 12. Il torneo è proseguito con la vittoria al Millenium contro la Scozia e quella sull’Irlanda a Dublino.

Il 30 maggio seguente il ragazzo ha affrontato di nuovo l’Irlanda indossando la maglia dei Barbarians, con il match è terminato 31 a 30 a favore dei bianco-neri.

Sempre nel 2000, Colin è stato implicato nel cosiddetto Grannygate, dove era stato messo in dubbio che nel momento in cui aveva guadagnato il suo primo cap, nel 1996, il nativo di Birmingham non sarebbe stato ancora eleggibile per la nazionale. Tuttavia, dal momento in cui è scoppiato il caso erano ormai trascorsi i tre anni di residenza necessari e non è stata intrapresa alcuna azione.

Charvis è sceso in campo in tutte le partite del Sei Nazioni del 2001, con i Dragoni che hanno sconfitto Francia e Italia, pareggiato a Murrayfield e perso per mano di Inghilterra e Irlanda.
Quindi, a giugno, il blindside flanker è partito alla volta dell’Australia con i British & Irish Lions allenati da Graham Henry.

Charvis ha goduto un perfetto inizio del tour realizzando due mete al debutto in una sfida con il Queensland President’s XV, giocando in terza linea al fianco di Martyn Williams e Martin Corry. Dopo avere affrontato i Queensland Reds e l’Australia A, l’atleta dello Swansea ha marcato un’altra meta ai New South Wales Country Districts, nell’ultimo incontro infrasettimanale prima del test con i Wallabies.
Le due apparizioni di Charvis contro la nazionale australiana sono arrivate entrando dalla panchina; la prima, a Brisbane, dove i Lions si sono assicurati uno storico successo per 29 a 13, e poi nel terzo a Sydney, con i padroni di casa che hanno vinto 29 a 23. Avendo in precedenza conquistato anche il secondo test match, gli australiani si sono assicurati la serie.

Il 19 settembre 2001 Colin ha realizzato una hat trick nella partita in cui i gallesi hanno asfaltato la Romania a Cardiff con il punteggio di 81 a 9. A novembre, invece, ha affrontato Tonga, Argentina e Australia, con i Dragoni che anno vinto solo il match contro gli isolani.

A causa di un infortunio Charvis è sceso in campo soltanto due volte nel Sei Nazioni del 2002; una dalla panchina, a Twickenham, e l’altra come Numero 8 titolare contro la Scozia.
A giugno il ragazzo è volato con la propria nazionale in Sudafrica, dove ha giocato sempre da terza centro due sfide con gli Springboks, entrambe perse dagli uomini ora allenati da Steve Hansen. Nella seconda di esse, a Cape Town, Colin ha varcato la linea di meta, così come ha fatto il 9 novembre successivo al Millenium Stadium nell’incontro con le Fiji.
Il 23 novembre, nel medesimo stadio, Charvis ha incontrato per la prima volta gli All Blacks, con i neri che hanno vinto 43 a 17.

Nel 2003 il Galles ha subito un incredibile whitewash nel Sei Nazioni, perdendo tutte le sfide, compresa quella con l’Italia al Flaminio per 22 a 30. La squadra di Hansen è stata sconfitta anche nel tour estivo da Australia e Nuova Zelanda e poi ad agosto, al Millenium con l’Inghilterra, in una partita in preparazione alla Coppa del Mondo. L’unica vittoria è arrivata lo stesso mese contro la Scozia.

Poco dopo Colin ha lasciato lo Swansea a causa della ristrutturazione del club. Dopo 168 partite e 310 punti realizzati in maglia bianco-nera, il terza linea è rimasto senza un contratto. Questo, però, non ha impedito al coach della nazionale di convocarlo per la Coppa del Mondo in Australia e di investirlo anche del ruolo di capitano.

Dopo avere esordito come Numero 8 nella vittoriosa sfida con il Canada, dove ha marcato una meta, Colin è passato flanker con Tonga, è tornato terza centro contro l’Italia e di nuovo al numero 6 con gli All Blacks, contro i quali ha varcato nuovamente la linea bianca. I ragazzi in maglia rossa hanno terminato il proprio girone al secondo posto alle spalle della Nuova Zelanda e si sono trovati di fronte l’Inghilterra al Lang Park di Brisbane nei quarti di finale. Pur segnando tre mete, una delle quali ancora di Charvis, contro l’unica degli avversari, gli uomini di Steve Hansen hanno perso 17 a 28, sommersi dai calci di Jonny Wilkinson, che ha punito la loro indisciplina con sette penalties, ai quali ha aggiunto la ciliegina di un drop a tempo scaduto.

Finito il mondiale, Charvis ha avuto una breve permanenza al Tarbes, in Francia, nella stagione 2003-04, e poi ha firmato per i Newcastle Falcons, squadra dove giocava proprio Wilko e della quale è stato anche capitano.

A livello internazionale, il ragazzo di origini giamaicane ha continuato a guidare la nazionale gallese in qualità di skipper giocando quattro partite del Sei Nazioni 2004 (ha saltato solo la sfida con l’Irlanda a causa di un guaio muscolare) tutte nel ruolo di flanker.

A giugno la squadra di Mike Ruddock (che aveva preso il posto di Steve Hansen subito dopo il Sei Nazioni) ha intrapreso un tour in Argentina dove ha affrontato i Pumas in due test match, pareggiando la serie 1 a 1. Charvis ha marcato una meta nel primo di questi a Tucuman. Quindi, il 19 giugno, il Galles ha perso a Pretoria con gli Springboks con il punteggio di 18 a 53
I test novembrini, invece, hanno opposto i rossi di nuovo ai sudafricani, alla Romania, alla Nuova Zelanda e al Giappone, con Charvis che ha ceduto gli oneri del capitano a Gareth Thomas. Durante la partita con i nipponici, Colin ha attraversato la linea di meta ben quattro volte, contribuendo alla vittoria record di 98 a 0.

A causa di un infortunio Charvis è rimasto escluso dal Sei Nazioni del 2005, quando il Galles ha conquistato il Grande Slam dopo ventisette anni di attesa. Il terza linea è rientrato in squadra per in tempo per il tour estivo che ha portato gli uomini di Mike Ruddock nel Nord America, realizzando una doppietta agli USA a Hartford e un’altra meta al Canada a Toronto.

A novembre, sempre del 2005, i Dragoni hanno incontrato sull’erba del Millenium Stadium le tre superpotenze del rugby australe, perdendo con All Blacks e Springboks ma uscendo vincenti dal test con i Wallabies per 24 a 22; un successo che di fatto ha sancito l’esonero di Eddie Jones dalla panchina australiana.

Intanto, alla fine della stagione 2005-06 il contratto di Charvis con i Falcons non è stato rinnovato. Il ragazzo è così tornato in patria per giocare tra le fila dei Newport Gwent Dragons, debuttando per il nuovo club nel mese di agosto 2006 in un amichevole pre-campionato contro i Cornish Pirates.


Nella stagione 2006-07 Charvis ha ottenuto 26 presenze per i Dragons, giocando in tutte e tre le posizioni di terza linea e come capitano della squadra in quattro occasioni.

A livello internazionale, dopo le apparizioni contro l’Inghilterra, la Scozia, l’Irlanda e l’Italia nel Sei Nazioni 2006, Colin ha avuto un periodo lontano dalla scena internazionale durato un anno. Tuttavia, la sua forma per tutta la stagione 2006-2007 lo ha fatto notare dal nuovo allenatore Gareth Jenkins, il quale ha deciso di richiamarlo in squadra in vista del tour in Australia nel maggio 2007.
Il ragazzo è apparso in entrambi i test match con i Wallabies, sfociati in due sconfitte, e dopo il tour è stato convocato per l’allenamento estivo in previsione della Coppa del Mondo del 2007. Nel mese di agosto, il terza linea è stato scelto tra i 30 uomini che avrebbero preso parte al torneo iridato. Subito dopo ha giocato in una sfida contro l’Inghilterra a Londra ed è sceso in campo come sostituto durante gli incontri della Invesco Perpetual Series contro l’Argentina e la Francia.

Durante il mondiale Charvis ha giocato entrando dalla panchina nella sfida di apertura della Pool B contro il Canada a Nantes, dove ha realizzato una meta. In seguito è stato schierato flanker nella line-up di partenza per i rimanenti scontri con Australia, Giappone e Fiji. Secondo le previsioni il Galles avrebbe dovuto lottare con i Wallabies per aggiudicarsi il primo posto del girone, ma non era stato preso nella giusta considerazione il ciclone Fiji.
Le due compagini si sono incontrate il 29 settembre 2007 a Nantes e hanno messo in scena quella che è considerata la partita più bella di quel mondiale. Il primo tempo si è chiuso sul 25 a 10 in favore degli isolani. Nella ripresa, gli uomini di Gareth Jenkins hanno marcato tre mete in cinque minuti, di cui due trasformate, ritrovandosi in vantaggio 29 a 25. Due piazzati di Nicky Little hanno riportato avanti le Fiji, ma, a otto minuti dal termine, la segnatura su intercetto di Martyn Williams sembrava avere messo la parola fine al conflitto. Non è così. Al 76° minuto, sul 34 a 31 per il Galles, Vilimoni Delasau è andato oltre la linea bianca. Little ha trasformato e la partita si è chiusa sul 38 a 34 per gli uomini arrivati dal Pacifico, con i gallesi costretti a sorpresa a dire addio al mondiale.

Nel mese di novembre 2007 il nuovo coach del Galles, Nigel Davies, ha incluso Charvis nella line-up iniziale per la prima edizione della Prince William Cup contro il Sudafrica. Nonostante la sconfitta per 12 a 34, ai campioni del mondo in carica Colin ha realizzato la sua meta numero 22. È stata questa la sua ultima apparizione per la propria nazionale.

Le 22 mete realizzate per la propria nazionale, hanno fatto di Charvis il migliore try-scorer tra tutti gli avanti gallesi. Egli è anche uno dei soli quattro uomini del pack al mondo ad avere segnato più di 100 punti internazionali. Gli altri sono John Eales, Carlo Checchinato e Takashi Kikutani.
Con i suoi 94 caps Colin è stato per un certo periodo il secondo giocatore con più presenze per il Galles ed il primo tra gli avanti, fino a quando è stato superato da Martyn Williams il 13 marzo 2010.

Nel luglio 2008 Charvis è stato costretto a limitare le sue presenze con i Newport Gwent Dragons a causa di un infortunio al ginocchio, così è stato destinato al ruolo di giocatore-allenatore. Tuttavia, a causa di numerosi infortuni accorsi nella squadra, al ragazzo è stato chiesto di concentrarsi solo sul campo e come risultato della sua forma eccellente ha disputato un buon numero di partite nel corso della stagione 2008-09.

Il 31 gennaio 2009 Charvis è sceso in campo a Llanelli per giocare la sua seconda partita con i Barbarians contro gli Scarlets. Per la cronaca, il club gallese ha sconfitto quello ad inviti con il punteggio di 40 a 24.

A fine stagione il ragazzo si è ritirato dal rugby giocato a causa del persistente problema al ginocchio e ha intrapreso la carriera di allenatore degli avanti dei Dragons a tempo pieno al posto del dimissionario Leigh Jones. Poi, quando in estate Danny Wilson si è unito al club per allenarne il pack, Charvis è diventato l’allenatore della difesa. L’ex capitano del Galles ha lasciato i Dragons a fine settembre del 2010.

Dopo aver detto addio al rugby professionistico, Charvis ha seguito il tour dei JML Welsh Warriors, una squadra di rugby union semi-professionale per il torneo annuale denominato Manila 10s, una variante del gioco con dieci giocatori. La squadra ha conquistato la Cup Division nella sua prima apparizione al torneo.

Colin ha lavorato come commentatore sportivo per la BBC e possiede un negozio che vende laminato, vinile, tappeti e moquette in Horizon Park, a Swansea, che si chiama Colin Charvis Flooring.

Nel marzo 2013 il nativo di Sutton Coldfield ha completato l’ABSA Cape Epic, diventando così il primo ex-internazionale di rugby dall’emisfero nord a terminare la corsa di 700 chilometri, che si svolge in 7 giorni, nell’Africa selvaggia.

 

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