Clive Woodward: corsa elettrizzante

(di Roberto Vanazzi)

Fare l’allenatore a qualsiasi livello è un lavoro meraviglioso, se si vince. Ma diventa terribile nel momento in cui si perde.” (Clive Woodward)

Il capitano del Grande Slam del 1980, Bill Beaumont, ha descritto Clive Woodward come il miglior trequarti centro che ha incontrato durante il suo periodo nel rugby. Infatti, in una carriera durata quattro anni, tra il 1980 e il 1984, Woodward si è contraddistinto come un giocatore di rara abilità. Veloce, creativo e sfuggente, l’inglese aveva quel talento poco comune di accantonare il proprio bisogno di gloria nell’interesse della squadra. Questo è stato forse il suo più grande merito, secondo solo alla volontà di stare perennemente nel centro dell’azione e di essere sempre all’altezza della situazione, anche quando si è trovato ad agire sotto pressione. Non era raro vedere Clive correre verso una massa di avversari e uscire dall’altra parte con la palla ancora in mano, di solito per cederla ad un compagno di squadra, oppure per lanciarsi a segnare una meta.

Da allenatore della nazionale, Clive Woodward ha portato l’Inghilterra a vincere la Coppa del Mondo del 2003: prima, e fin’ora unica, nazionale dell’emisfero nord a conquistare il Webb Ellis Trophy.

Clive Woodward

Clive Woodward

Clive Ronald Woodward è nato a Ely, nel Cambridgeshire, il 6 gennaio 1956. Il padre, pilota della Royal Air Foce, ha ignorato la sua volontà di dedicarsi al calcio e lo ha iscritto presso il collegio militare HMS Conway School Ship, vicino a Liverpool, dove il ragazzo ha iniziato a praticare il rugby. Terminati gli studi, nel 1974 si è aggregato agli Harlequins, con i quali è rimasto sino al 1979, anno in cui si è trasferito al Leicester.

Proprio in quel periodo, il 19 gennaio 1980, Clive ha ottenuto la sua prima convocazione internazionale, quando è stato chiamato per sostituire Tony Bond nella vittoriosa sfida contro l’Irlanda a Twickenham. Un 24 a 9 che ha dato inizio alla marcia della nazionale inglese verso la conquista del Grande Slam.

Clive ha mantenuto il suo posto anche nella seguente partita, con la Francia a Parigi, dove la sua collaborazione con Nick Preston ha aiutato l’Inghilterra ha vincere 17 a 13. Erano 16 anni che i bianchi non uscivano da trionfatori dal suolo francese. Dopo essere andata in svantaggio a causa di una meta di Jean-Pierre Rives, l’Inghilterra si è rimessa in carreggiata quando John Horton è entrato in possesso dell’ovale e l’ha ceduto a Woodward. Il trequarti centro ha rotto un placcaggio e ha dato la palla a Preston, che si trovava in sostegno alle sue spalle. Questi ha rotto anch’egli un paio di deboli placcaggi e ha segnato la meta vincente. Nel corso del match, Clive è stato anche parte integrante nelle azioni che hanno portato ai due drop di Horton.

L’avversario successivo è stato il Galles, a Twickenham. Con Clive, in quell’occasione, ha fatto coppia al centro il suo compagno di squadra del Leicester Paul Dodge, che aveva solo 21 anni, ma era già alla sua terza stagione di rugby internazionale. La partnership si è rivelata molto efficace e sarebbe durata per altri tre anni e 14 partite, prima di essere sciolta a causa della frattura alla gamba di Woodward nel 1983 (un destino che sarebbe accaduto anche a Dodge nel corso dello stessa stagione). L’Inghilterra è andata subito sotto di due mete a zero, marcate da Rees e Squire. Quel giorno però, gli dei del rugby sembravano indossare la maglia bianca con la rosa e hanno concesso ai padroni di casa tre penalties che hanno ribaltato il risultato da 0 a 8 a 9 a 8. Si potrebbe dire che il punteggio vincente sia stato “Made In Leicester“, perché è stato istituito grazie alle azioni decisive dei due centri Woodward e Dodge, prima che Dusty Hare affibbiasse il colpo di grazia con il suo fidato piede destro.

Con tre vittorie su tre ci si sarebbe aspettati che l’Inghilterra arrivasse in Scozia per l’incontro finale carica di fiducia. Invece, Beaumont ha in seguito ricordato che la sua squadra ha giocato contratta, memore delle scarse performance profuse quando si trovava sotto pressione nelle stagioni precedenti. L’approccio al match di Clive Woodward è stato quello di cercare di cancellare la paura buttandosi nel gioco a testa bassa. Questo senso d’avventura ha permesso all’Inghilterra di vincere la partita e lo stesso Clive è stato parte integrante nella creazione delle due mete del primo tempo, che hanno rotto la resistenza scozzese e contribuito a creare un inattaccabile 16 a 3. La prima marcatura è arrivata quando Maurice Colclough ha rubato una rimessa laterale scozzese e con uno schiaffo all’ovale l’ha fatto pervenire a Steve Smith, il quale ha alimentato Horton. L’apertura, a sua volta, ha passato subito a Clive. Il trequarti ha finto di correre verso l’esterno per lanciare Dodge, che aveva incrociato, e invece ha scartato un avversario e ha lanciato l’ala John Carleton, che ha segnato con facilità. La meta numero due è stata anch’essa il risultato del dominio in touche della squadra inglese. Peter Wheeler ha battuto una lunga rimessa laterale su Tony Neary, il quale ha toccato indietro per Steve Smith. Smith ha trovato Woodward che ha finto un calcio con il piede sinistro, ha eluso numerosi avversari sul lato sinistro del campo e ha passato all’accorrente Mike Slemen, che ha schiacciato nell’angolo all’estrema sinistra. L’Inghilterra ha segnato altre tre mete, due ancora con Carleton e una con Smith e, nonostante un coraggioso assalto scozzese nel secondo tempo, ha vinto il match 30 a 18 e con esso il Cinque Nazioni, il Grande Slam, la Triple Crown e la Calcutta Cup.

Dopo il sensazionale debutto di Clive sulla scena internazionale, i Lions britannici lo hanno onorato convocandolo per la tournée in Sudafrica, nell’estate del 1980. La serie è stata persa, ma Woodward ha guadagnato parecchi ammiratori grazie alle sue performance. Il centro ha giocato due delle quattro prove, ma è rimasto in panchina quando i rossi, dopo tre sconfitte, hanno salvato l’onore vincendo per 17 a 13 il quarto match a Pretoria.

woodward2Nonostante l’Inghilterra avesse ancora una line-up molto potente, la stagione 1981 è iniziata piuttosto male, a causa della sconfitta con il Galles nella giornata d’esordio del torneo. I bianchi hanno impostato gran parte della gara per riuscire a vincere il loro primo incontro a Cardiff dal 1963, ma tutto è vanificato quando Clive è stato attirato in fuorigioco dal mediano di mischia avversario Brynmor Williams, a pochi minuti dalla fine. L’Inghilterra è stata penalizzata e Steve Fenwick ha calciato il penalty che ha permesso ai dragoni di vincere 21 a 19. Clive, in seguito, ha descritto l’incidente come il peggior momento della sua carriera. Egli ha detto anche di avere appeso una fotografia che lo ritrae nel suo momento di disperazione e l’ha utilizzata per motivarsi negli anni successivi.

Dopo aver commesso un tale strafalcione contro il Galles, si sarebbe potuto pensare che Clive scomparisse per il resto della stagione, oppure che giocasse contratto in modo da non commettere altri errori. Invece, Woodward è diventato ancora più positivo e nella gara seguente, contro la Scozia a Twickenham, ha realizzato la sua prima meta con la maglia della nazionale. Presumibilmente, Clive ha pensato che, siccome aveva ridicolizzato gli scozzesi un anno prima a Murrayfield, poteva benissimo farlo di nuovo. Solo che questa volta sarebbe stato lui ad attraversare la linea di meta e non Slemen o Carleton. Così, una volta ricevuta la palla, ha sterzato con grazia, ha raddrizzato la corsa ed è corso in mezzo ad una difesa scozzese ipnotizzata, resistendo a una mezza dozzina di tentativi di placcaggio.

L’Inghilterra ha in seguito sconfitto 10 a 6 l’Irlanda a Dublino, ma all’ultima giornata ha perso 12 a16 in casa con la Francia, la quale, meritatamente, ha conquistato il Grande Slam.

In quel periodo Clive ha avuto l’onore di guidare i Barbarians alla vittoria dell’Hong Kong Sevens, diventando la prima squadra dell’emisfero nord a raggiungere tale obiettivo.

Più tardi, nel corso dell’anno, l’Inghilterra ha intrapreso il suo primo tour ufficiale in Argentina, un paese in cui Francia, Nuova Zelanda e Australia avevano trovato grande difficoltà nelle ultime stagioni. Giocare contro il potente pacchetto di mischia dei Pumas, il fenomenale numero 10 Hugo Porta e il rumoroso sostegno del pubblico di casa non era certo facile, ma la squadra inglese è riuscita in qualche modo a uscire da Buenos Aires con una vittoria e un pareggio. È stato proprio durante questa serie che Clive ha segnato la seconda e la terza meta internazionale, entrambe nella partita pareggiata 19 a 19. La seconda di queste, a quattro minuti dal termine, ha salvato l’Inghilterra da una sicura sconfitta. Essa è arrivata dopo che il numero 8 John Scott ha rubato una rimessa laterale all’Argentina. Paul Dodge ha incrociato con l’apertura Huw Davies, aprendo così un varco nella difesa dei Pumas dove si è infilato Woodward. La trasformazione di Dusty Hare ha portato il XV della Rosa al pareggio.

A causa dell’età avanzata e dei ritiri, nella stagione 1982 l’Inghilterra ha avuto probabilmente l’ultima possibilità di dare un seguito al Grande Slam del 1980 con i giocatori che lo avevano realizzato. L’anno è iniziato in maniera abbastanza promettente, grazie a una vittoria per 15 a 11 sulla talentuosa squadra australiana a Twickenham, un match reso celebre dalla corsa a seno nudo di Erica Roe.

Purtroppo, l’Inghilterra è riuscita solo a pareggiare 9 a 9 con la Scozia nel giorno di apertura del Cinque Nazioni. Subito dopo, la squadra ha ricevuto la brutta notizia del ritiro di Bill Beaumont a causa di un grave trauma cranico. Steve Smith ha ricevuto la fascia di capitano per la seguente partita contro l’Irlanda, ma i bianchi, forse ancora scossi dalla partenza del loro leader, hanno perso 15 a 16.
Tuttavia, nella partita seguente contro la Francia a Parigi, gli inglesi hanno dato l’anima per vincere 27 a 15. Si è trattato di una delle migliori performance della squadra dal 1980. La partita è stata caratterizzata dalla quarta e ultima meta di Woodward. Tutto è nato quando i francesi hanno perso una palla oltre la linea di meta inglese, che era coperta da John Carleton. Questi l’ha passata a Mike Slemen il quale, anziché calciarla fuori, con un drop ha trovato Clive Woodward. Il centro è avanzato calciando con il piede in pratica per tutta la lunghezza del campo. Infine, ha abbattuto un ultimo difensore francese e ha segnato in mezzo ai pali.
All’ultima giornata i bianchi hanno affrontato e sconfitto 17 a 7 il Galles a Twickenham. Il torneo, però, è andato ancora alla Francia.

La stagione 1983 è stata caratterizzata dalla frattura della gamba di Clive, il quale ha giocato solo una partita del Cinque Nazioni, quella persa 15 a 25 contro l’Irlanda a Dublino. Il centro è comunque riuscito a rientrare per disputare la gara contro Nuova Zelanda alla fine dell’anno, dove l’Inghilterra ha vinto 15 a 9: è stato quello il loro primo trionfo contro gli All Blacks dal lontano 1973.

Woodward ha quindi disputato il Cinque Nazioni dell’anno seguente, durante il quale il XV della Rosa ha vinto solo la sfida contro l’Irlanda. La sua ultima apparizione in nazionale è stata la sconfitta 15 a 24 subita dal Galles, il 17 marzo 1984. A soli 28 anni, Clive è rimasto vittima del capriccio dei selezionatori, i quali all’epoca, erano poco propensi a concedere un’altra chance quando la squadra andava male.

In totale Clive Woodward ha ottenuto 21 caps e segnato quattro mete per il suo paese, una scarsa ricompensa per un giocatore di notevole talento e creatività.

Nel 1985 Clive, ormai fuori dal giro internazionale, ha dovuto lasciare anche il Leicester a causa del suo trasferimento in Australia per motivi di lavoro (era impiegato presso la Xerox, produttrice di stampanti e fotocopiatrici). Nella terra dei canguri, l’ex nazionale inglese è stato ingaggiato dal Manly di Sidney, club nel quale è rimasto per cinque stagioni, sino al 1990.

A quel punto Woodward è tornato in Inghilterra, ha aperto una sua attività finanziaria e, forte anche dell’esperienza australiana, ha iniziato ad allenare l’Henley, un piccolo club vicino a Reading.

Nel 1994 Clive è passato ai più quotati London Irish, lavorando contemporaneamente anche con la nazionale Under 21. Tre anni più tardi ha lasciato entrambi per diventare il vice di Andy Robinson al Bath. Poco dopo, a causa delle dimissioni di Jack Rowell, Clive è stato chiamato per guidare la nazionale maggiore.

Era il periodo di passaggio dal dilettantismo al professionismo e Woodward, purtroppo, è finito nel trovarsi in mezzo alle polemiche tra federazione e squadre di club, le quali non erano disposte a cedere i propri giocatori alla nazionale se non dietro compenso. Con i migliori atleti non disponibili, Clive ha subìto alcune dure sconfitte, tra le quali uno 0 a 76 per mano dei Wallabies. Poco per volta, però, puntando soprattutto sui giovani, il lavoro del nuovo coach ha iniziato a dare i suoi frutti e dopo avere vinto il Sei nazioni del 2000, del 2001 e del 2003, quest’ultimo con tanto di Grande Slam, ha condotto l’Inghilterra a vincere la Coppa del Mondo dello stesso anno, dove ha sconfitto in finale i padroni di casa dell’Australia, grazie al famoso drop di Jonny Wilkinson negli ultimi istanti dell’extra time.

WILKINSON WOODWARDNel 2004 Clive ha ricevuto l’onorificenza del Cavalierato per meriti sportivi. Lo stesso anno però, a causa di alcune brutte sconfitte durante il tour down under, si è dimesso.

Nel 2005 Sir Woodward ha guidato i British & Irish Lions in Nuova Zelanda. Si è trattato di un tour deludente, dove i rossi hanno perso 3 gare su 3. È stata questa l’ultima volta in cui Clive ha allenato una squadra di rugby. Quell’anno, infatti, Clive è passato al calcio, dov’è diventato direttore sportivo del Southampton, incarico che ha mantenuto per una stagione.

Nel settembre del 2006 l’ex centro della nazionale è stato ingaggiato dall’Associazione Olimpica Britannica quale responsabile dello sport d’élite. Egli è stato il supervisore di tutta l’attività sportiva d’interesse olimpico presente in Gran Bretagna, compresa la squadra che ha partecipato alle Olimpiadi di Londra del 2012.

 

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