Chris Latham: istinto animale

(di Roberto Vanazzi)

Bisogna battere i migliori per essere il migliore.” (Chris Latham)

Ci sono atleti che hanno un fiuto particolare per la meta; una specie di sesto senso, un istinto animale. Individuano varchi tra le difese dove nessun altro li vede, vi si infilano con incredibile agilità, evitano gli avversari e i loro placcaggi e corrono veloci verso la linea bianca. Una volta superata, schiacciano sull’erba l’ovale con impresso sopra il loro DNA. Uno di questi atleti è stato l’estremo l’australiano Chris Latham.

Dotato di un calcio mostruoso, mani superbe e intelligenti linee di corsa, Chris Latham è generalmente considerato il miglior numero 15 della sua generazione. Latho, com’era chiamato da compagni e tifosi, ha guadagnato 79 caps con i Wallabies tra il 1998 e il 2007, laureandosi campione del mondo nel 1999, e ha segnato qualcosa come 40 mete, che ad oggi fanno di lui il secondo miglior marcatore nella storia della nazionale australiana dopo David Campese.

Chris Latham

Chris Latham

Christopher Eric Latham è nato l’8 settembre 1975 a Narrabri, nel Nuovo Galles del Sud. Entrato presto tra le fila del Randwick, il club che ha dato i natali a personaggi del calibro di Ken Catchpole, David Campese, Phil Kearns, George Gregan e i fratelli Ella, il ragazzo è prima apparso per la squadra provinciale del New South Wales e poi, nel 1997, è stato ingaggiato dalla franchigia dei Warathas per partecipare al neonato campionato di Super Rugby.

Chris è rimasto con i Thas una sola stagione, dove è sceso in campo in dieci occasioni. Poi, nel 1998 ha firmato un contratto per i Reds, la squadra del Queensland nella quale ha cementato la sua posizione di estremo.

In autunno, il coach della nazionale Rod Macqueen ha inserito Latham nella rosa che ha intrapreso il tour in Europa. L’estremo ha esordito il 21 novembre 1998 allo Stade de France contro la Francia, formando un fenomenale triangolo allargato assieme a Joe Roff e Jason Little. Gli Aussies hanno vinto per 32 a 21.
Una settimana più tardi il ragazzo era in campo anche nella sfida di Twickenham, dove ancora una volta i giallo-verdi sono riusciti a trionfare, anche se soltanto per 12 a 11.

Nel giugno del 1999, un mese dopo che i Reds hanno perso la semifinale del Super 12 per mano dei Crusaders, l’Australia ha battuto due volte l’Irlanda e una l’Inghilterra, con Chris Latham che ha realizzato la sua prima meta internazionale durante il secondo match con i verdi a Perth.

Il 1999, però, è stato principalmente l’anno della Coppa del Mondo, che si è tenuta in Galles. Latham ha disputato una sola partita del torneo, quella con gli Stati Uniti a Limerick che ha chiuso il girone. L’estremo ha realizzato una delle otto mete con cui i Wallabies hanno seppellito le Aquile e tanto è bastato per entrare nella lista dei ragazzi australiani che hanno sollevato per la seconda volta nella loro storia il Webb Ellis Trophy.

Nel giugno del nuovo millennio i Wallabies hanno confermato il loro stato di grazia sconfiggendo l’Argentina in due sfide casalinghe, con Chris che ha marcato quattro mete a Brisbane e un’altra nel secondo test a Canberra.

Nel mese successivo il ragazzo ha preso parte al suo primo Tri Nations, che ha visto i giallo-verdi laurearsi campioni per la prima volta da quando era nato il torneo. L’obiettivo è stato raggiunto grazie a tre vittorie ed un pareggio, con Latham che ha realizzato una meta agli All Blacks a Sydney e una agli Springboks a Durban. La sfida per la Bledisloe Cup, che si è giocata a Wellington, è stata valutata tra le migliori prestazioni dell’Australia di quel periodo. I Wallabies, passati in vantaggio con le mete di Stirling Mortlock e Joe Roff, hanno subito due marcature in sette minuti da parte di Christian Cullen. A tempo scaduto i neozelandesi erano in vantaggio 23 a 21, ma, dopo avere rubato una palla in touche, gli australiani hanno subito un fallo per un tenuto in ruck e il capitano John Eales ha piazzato tra i pali per il 24 a 23 finale.

Chris ha oltrepassato la linea proibita anche nel vittorioso match con la Scozia a Murrayfield, durante i test autunnali. L’Australia ha vinto la partita e poi ha espugnato anche Parigi, ma è stata sconfitta 19 a 22 per mano dell’Inghilterra.

Il 10 dicembre, sempre del 2000, Latho ha disputato la sua prima partita con i Barbarians, dove ha marcato una meta nella sfida persa 31 a 41 contro gli Springboks.

Nel maggio del 2001 i Reds sono stati bloccati ancora nella semifinale di Super Rugby, questa volta per mano dei “cugini” Brumbies, che li hanno battuti con un netto 30 a 6.

Un mese più tardi nel paese dei canguri sono arrivati i British & Irish Lions. I rossi del coach Graham Henry e del capitano Martin Johnson hanno vinto il primo test match a Brisbane 29 a 13, grazie alle mete marcate da Jason Robinson, dopo soli tre minuti, Dafydd James, Brian O’Driscoll e Scott Quinnell.
A causa di un grossolano errore difensivo sulla meta di Robinson, il quale con una finta lo aveva bruciato all’esterno, nel secondo test, disputato al Colonial Stadium di Melbourne, Chris è entrato soltanto a gara in corso per sostituire Matt Burke e poi  è rimasto escluso dalla sfida decisiva a Sydney, dove gli uomini di Rod Macqueen avrebbero conquistato la serie.

Dopo la vittoria sui Lions, i Wallabies hanno proseguito il loro periodo positivo vincendo il secondo titolo consecutivo del Tri Nations sotto la guida del nuovo allenatore Eddie Jones. Persa la gara d’esordio con il Sudafrica a Pretoria, il XV australiano è riuscito nell’impresa di vincere 23 a 15 in casa degli All Blacks, grazie ad uno scatenato Matt Burke che ha realizzato diciotto punti. Chris ha disputato queste due sfide entrando dalla panchina nel ruolo di estremo, poi Jones lo ha schierato trequarti ala nella sfida che l’Australia ha pareggiato in casa con gli Springboks e anche nell’emozionante vittoria sulla Nuova Zelanda a Sydney l’ultima giornata. I giallo-verde si sono imposti 29 a 26, grazie ad una meta di Latham e a quella nel finale del terza centro Toutai Kefu, in quello che è stato l’incontro dell’addio al rugby del grande capitano John Eales.

Prima della fine dell’anno la nazionale australiana, con George Gregan nuovo skipper, ha intrapreso l’abituale tour down-under in Europa. Al primo incontro a Madrid Chris ha realizzato una hat trick alla Spagna, sepolta sotto un diluvio di 92 punti. Quindi, dopo avere sconfitto il XV della Oxford University, la squadra di Jones ha perso le sfide con Inghilterra e Francia. Il riscatto è arrivato nell’ultimo test al Millenium Stadium, dove Latho è tornato a giocare estremo, anche se entrando a gara iniziata, e dove i Wallabies hanno vinto 21 a 13 grazie a sette piazzati di Matt Burke.

Nel 2002 Chris ha realizzato 10 mete durante la stagione di Super Rugby con i Reds, stabilendo in quel modo il record ancora oggi imbattuto nell’ambito del suo club.

Per quanto riguarda la nazionale, in estate il ragazzo e tornato titolare della maglia numero 15 e ha varcato la linea bianca nel primo di due test match casalinghi con la Francia. Gli Aussies hanno trionfato in entrambe le sfide, quindi hanno preso parte al Tri Nations, dove hanno vinto le due partite casalinghe e sono usciti sconfitti dai campi in trasferta. Gli uomini di Eddie Jones si sono consolati con la conquista della Bledisloe Cup grazie al 16 a 14 con cui hanno sconfitto gli All Blacks a Melbourne (è stata questa l’ultima volta che il trofeo è finito ai Wallabies fino ad oggi). Latham, invece, ha avuto la soddisfazione personale di marcare una doppietta agli Springboks a Brisbane.

A causa di un infortunio Latho non ha preso parte al tour autunnale con i Wallabies in Argentina ed Europa, sostituto da Mat Rogers, uno di quei giocatori arrivati dal Rugby a XIII con i quali i selezionatori intendevano svecchiare la trequarti della nazionale. Il ragazzo di Narrabri è rientrato in rosa il 7 giugno del 2003, ritrovando il suo ruolo di estremo e realizzando una meta all’Irlanda a Perth. Due settimane più tardi Latham ha valicato la linea proibita anche del Galles, a Sydney, ma poi l’Australia ha perso contro la forte compagine inglese guidata da Clive Woddward al Docklands Stadium di Melbourne.

Per quanto riguarda il Tri Nations, i Wallabies hanno vinto solo la partita casalinga con il Sudafrica. Quindi, si sono preparati per affrontare la Coppa del Mondo, ospitata proprio in Australia.

Latham non ha giocato le prime due sfide del torneo iridato contro Argentina e Romania, ma è sceso in campo il 25 ottobre con la Namibia, dove ha superato la linea proibita per ben cinque volte, quattro solo nel primo tempo, con la sfida che è terminata con il punteggio record di 142 a 0. È stata questa l’unica gara cui ha preso parte il trequarti dei Reds in quel torneo, con Eddie Jones che gli ha preferito Mat Rogers nel ruolo di estremo. In molti, dopo la finale persa con l’Inghilterra, si sono chiesti come sarebbe andata se al posto di Rogers avesse giocato Latham, con la sua particolare abilità nei calci tattici.

Al termine del mondiale Latho era in predicato di firmare per il Munster, ma alla fine ha cambiato idea ed è rimasto con i colori rossi del Queensland.

Dopo avere iniziato il 2004 giocando quattro partite da sostituto di un Joe Roff schierato estremo, due contro la Scozia, una nella rivincita della finale mondiale con l’Inghilterra e poi con i Pacific Islanders, Latham è ritornato a pieno titolo il padrone assoluto della maglia numero 15 e ha disputato da titolare tutto il Tri Nations ed il tour autunnale in Europa. Il ragazzo ha segnato una meta al Sudafrica durante il torneo e poi un’altra a Twickenham, dove i Wallabies hanno si sono imposti con il punteggio di 21 a 19.

Il 4 dicembre, prima di tornare in patria, Chris ha giocato ancora per i Barbarians. Questa volta il club ad inviti ha sfidato gli All Blacks ed il risultato è stato di 47 a 19 in favore di questi ultimi. Tra le fila dei Baa-baas quel giorno c’era anche il nostro Andrea Lo Cicero, autore di una meta.

Prima della fine dell’anno il trequarti è stato di nuovo tentato con un contratto remunerativo di lasciare i Reds per accasarsi con i giapponesi dello Yamaha Motors, club che aveva bisogno di sostituire il dimissionario estremo All Black Leon MacDonald. Alla fine, però, ancora una volta Chris ha scelto di restare nella terra dei canguri.

Il 5 marzo 2005 Latham ha preso parte a Twickenham ad un incontro denominato Tsunami Relief Match, organizzato dalla Rugby Aid (organizzazione di rugby ha supporto di enti di beneficenza globali su diverse cause) per raccogliere fondi in aiuto del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite per le vittime dello tsunami avvenuto nel 2004 nell’Oceano Indiano. In campo c’erano atleti dell’Emisfero Sud, con George Gregan in qualità di skipper, contro quelli dell’Emisfero Nord, capitanati da Lawrence Dallaglio. La partita, per la cronaca, è stata vinta dagli uomini del sud 54 a 19 e Chris, che ha realizzato due mete, è stato eletto Man of the Match. Tra i giocatori del Nord erano presenti anche i nostri Mirco Bergamasco, che ha varcato la linea di meta, e Marco Bortolami.

L’estate dello stesso anno ha visto il numero 15 marcare una meta a Samoa e una alla Francia. Il ragazzo ha quindi disputato la prima partita del Tri Nations con gli Springboks, per poi infortunarsi e mancare il resto del torneo.

Latho è rientrato in rosa in tempo per il viaggio d’autunno in Europa. Purtroppo per loro, i giallo-verde hanno vinto soltanto la sfida di Dublino con l’Irlanda. A causa di una lunga serie d’infortuni, la squadra di Jones ha vissuto un 2005 da dimenticare, avendo perso otto delle ultime nove partite, tra le quali tutte quelle del Tri Nations, con la mischia in particolare difficoltà. Dal canto suo, Chris ha realizzato due mete durante i test di fine anno, una al XV del Trifoglio e l’altra al Galles, partita quest’ultima che ha sancito di fatto l’addio di Eddie Jones alla nazionale australiana.

A quel punto ad allenare i Wallabies è arrivato John Connolly, il quale ha mantenuto Chris Latham nella sua posizione di estremo per tutto il 2006.

A marzo di quell’anno Latho ha rappresentato la squadra australiana di rugby Seven ai Giochi del Commonwealth di Melbourne, agli ordini di Glen Ella, ma il suo torneo è stato interrotto quando ha subito un infortunio alla costola.

Il ragazzo è tornato presto in forma e lo ha dimostrato marcando una meta all’Inghilterra nel primo dei due test match disputati in estate e poi un’altra all’Irlanda un paio di settimane più tardi. L’Australia ha vinto questi tre incontri e poi ha battuto due volte i sudafricani nel Tri Nations, tra cui un sonoro 49 a 0 a Brisbane con sei mete realizzate, compresa una spettacolare di Latham. La Bledisloe Cup, però, è rimasta saldamente nella bacheca degli All Blacks.

Il 12 settembre 2006 Chris è diventato il primo giocatore della backline ad essere insignito della John Eales Medal, raccogliendo più voti di Nathan Sharpe e George Smith. L’estremo è stato anche nominato dal Rugby Board per essere eletto Player of the Years 2006, ma il premio è stato infine assegnato a Richie McCaw.

Il ragazzo di Narrabri ha oltrepassato ancora la linea di meta il 4 novembre sull’erba del Millenium Stadium, dove i Wallabies hanno imposto il pareggio per 29 a 29 al Galles; una splendida corsa sulla fascia, durante la quale ha saltato un avversario con una finta laterale e poi ha resistito al tentativo di placcaggio di altri due.
Una settimana più tardi gli uomini capitanati da Stirling Mortlock (George Gregan era rimasto in patria in quanto infortunato) hanno sconfitto l’Italia al Flaminio di Roma con il punteggio di 25 a 18. Proprio come avevano fatto contro il Galles, i Wallabies hanno concesso troppi falli e Ramiro Pez ne ha calciati tra i pali cinque prima della pausa e uno dopo. È stato solo quando Mortlock ha ottenuto l’ultima meta a otto minuti dal termine che gli uomini dell’Emisfero Sud hanno potuto rilassarsi un po’.
Il XV di Connolly ha quindi perso in Irlanda, per poi vincere 42 a 15 l’ultima sfida a Murrayfield, con Latho che è andato di nuovo a schiacciare l’ovale oltre la linea proibita.

Purtroppo, nei primi giorni del 2007, durante una sessione di pre-allenamento con i Reds, Chris si è lesionato il legamento crociato anteriore del ginocchio. L’infortunio ha richiesto un intervento chirurgico di ricostruzione del ginocchio e ha costretto l’estremo a rimanere lontano dai campi di gioco per gran parte della stagione. Il ragazzo, però, ce l’ha messa tutta per tornare in ottima forma e dopo sei mesi ha compiuto un ritorno impressionante con la squadra dei Breakers Gold Coast, realizzando una meta nella sfida vinta 54 a 5 contro il Nord-QUT, nella Queensland Premier Rugby Competition. Originariamente era previsto che Latham dovesse giocare soltanto 25 minuti; invece, è rimasto in campo per tutto il secondo tempo.

Latho è tornato ad indossare la casacca della nazionale il 21 luglio 2007, entrando dalla panchina nel ruolo di trequarti per giocare gli ultimi 35 minuti della sfida che ha chiuso il Tri Nations contro la Nuova Zelanda.

A quel punto, Connolly lo ha inserito nella rosa che ha preso parte alla Coppa del Mondo in Francia, dove il ragazzo ha giocato da titolare tutti i cinque incontri che la sua nazionale ha svolto nell’arco del torneo.

L’Australia ha esordito l’8 settembre a Lione contro il XV del Sol Levante e Latham ha marcato due delle tredici mete con cui i Wallabies hanno affossato gli avversari. Una settimana più tardi l’estremo ha realizzato un’altra doppietta nella sfida vinta 32 a 20 con il Galles al Millenium Stadium, stadio designato come sede esterna per il torneo iridato.
Gli Aussies hanno proseguito il loro impressionante cammino battendo anche le Fiji con il punteggio di 55 a 12 ed il Canada per 37 a 6, con Latham che ha superato la linea bianca dei primi, portando così a 11 il suo bottino personale di mete in tre edizioni della Coppa del Mondo, spalmate su sette partite. Davanti a lui, nella speciale classifica dei metamen mondiali, ci sono soltanto Jonah Lomu, Bryan Habana ed il connazionale Drew Mitchell.

Passata ai quarti praticamente senza problemi, la squadra allenata da John Connolly si è trovata di fronte l’Inghilterra, in un remake della finale del 2003. Sul terreno di Marsiglia sono stati ancora una volta i bianchi ad avere la meglio e ancora una volta il carnefice è stato Jonny Wilkinson. Il fuoriclasse inglese ha piazzato tra i pali quattro calci, per un totale di 12 punti. Tanto è bastato ai sudditi dei Windsor per vincere la partita. I Wallabies non sono riusciti ad andare oltre la meta di Lote Tuqiri, l’unica della sfida, trasformata da Mortlock, e al penalty calciato dallo stesso capitano. È finita 12 a 10 e gli australiani sono tornati in anticipo nella loro terra.

Questa è stata l’ultima partita di Chris Latham per la propria nazionale, con la quale ha guadagnato 78 presenze e realizzato 40 mete, sistemandosi così al secondo posto dei migliori finisher australiani di tutti i tempi alle spalle di David Campese.

Il 5 aprile del 2008 il ragazzo si è infortunato ancora al ginocchio durante una sfida di Super 14 tra i Reds e i sudafricani Cheetas. Latham è uscito dal campo zoppicando al 22° minuto e ha perso il resto del campionato, ma ormai aveva già firmato per i Worcester Warriors un contratto di due anni, con la possibilità esclusiva di un terzo, che avrebbe potuto farlo restare a Sixways fino al termine della stagione 2010-11.
Latham ha lasciato i Reds dopo 99 incontri idi Super Rugby (119 se si prendono in considerazione anche le presenze nel campionato provinciale) e realizzato un bottino di 41 marcature, che lo rendono ancora oggi il miglior marcatore nella storia della franchigia del Queensland. In quel peirodo Latho ha conquistato innumerevoli premi individuali, tra cui quello del miglior giocatore australiano di Super 12 in quattro distinte occasioni.

La prima stagione di Premiership del campione australiano, quella del 2008-09, non è andato nel modo in cui i Warriors l’avevano progettata. I giallo-blu, però, hanno interpretato una buona European Challenge Cup, dove sono giunti sino alla semifinale, poi persa contro i francesi del Bourgoin.

L’annata successiva il Worcester ha avuto un brillante inizio di campionato. Dopo un paio di belle vittorie, però, è seguito un periodo di dieci gare senza successi, con i Guerrieri che hanno stabilito il record di essere la prima squadra del massimo campionato inglese a pareggiare tre partite consecutive. I Warriors si sono quindi assicurati una vittoria per 13 a 0 sul Newcastle a Sixways, prima di incappare in altre sei sconfitte consecutive. Il 25 aprile, dopo avere perso 12 a 10 con il Leeds Carnegie, i giallo-blu si sono trovati matematicamente nella serie inferiore. È stata la prima retrocessione del club in 22 anni.

A fine stagione Chris ha lasciato Worcester, adducendo al fatto che l’educazione dei suoi figli era prioritaria. L’estremo è rimasto due stagioni in Inghilterra, dove ha totalizzato 35 presenze e 8 mete. Durante questo periodo l’estremo ha avuto problemi al ginocchio e alla spalla, ma la sua dedizione alla causa del club non è mai venuta meno.

Dopo aver lasciato i Warriors, Latho è entrato a far parte del Kyuden Voltex di Fukuoka, un club di seconda divisione giapponese, con un contratto di due anni. L’australiano è stato anche coinvolto nello skills-training e nell’allenamento dei trequarti, aiutando la squadra a conquistare la promozione nella massima divisione per la stagione 2012-13, prima di ritirarsi definitivamente nel 2012.

Latham oggi è ambasciatore del turismo della Fraser Coast, una Local Government Area del Queensland.

 

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