Brian Lima: il chiropratico

(di Roberto Vanazzi)

Da ragazzo in Samoa giocavo sempre a rugby. Era naturale giocare ovunque ci fosse uno spazio libero e a tutti piaceva vedere chi avrebbe fatto il placcaggio più duro. Ci si sfidava sempre l’un l’altro.” (Brian Lima)

Brian Lima è stato tra gli uomini più duri e feroci nella storia della palla ovale, l’incarnazione dello spirito guerriero samoano; un tipo che fa sembrare i killer professionisti criceti da compagnia. Conosciuto nel mondo del rugby con il soprannome di Chiropratico, a causa del suo terribile placcaggio che, si dice, aveva il potere di rimescolare le ossa di chi lo subiva, il trequarti è salito agli onori della cronaca anche per avere partecipato a cinque edizioni della Coppa del Mondo, un record eguagliato solamente nel 2015 dal nostro Mauro Bergamasco.

Brian Lima

Brian Lima

Brian Pala Lima è nato il 25 gennaio 1972 ad Apia, capitale delle Isole Samoa. Come tutti i bambini nati in quell’arcipelago del Pacifico, anche Brian ha iniziato a giocare a rugby appena è stato in grado di camminare, spesso usando un pezzo di legno al posto della palla, finché giovanissimo è entrato a far parte del Marist St.Joseph.

Il 28 maggio 1991, con i suoi 19 anni e 123 giorni Lima è diventato il più giovane esordiente della nazionale samoana (in seguito è stato superato da Anitele’a Tuilagi e Carl Manu). Il ragazzo ha giocato come trequarti centro una sfida vinta contro Tonga nell’ambito del Pacific Tri Nations, il torneo che fino al 2005 vedeva in lotta le squadre di Fiji, Samoa e Tonga.
Una settimana più tardi Brian ha giocato anche la partita con le Fiji, dove ha realizzato ben tre mete. Samoa ha conquistato quella edizione del torneo e poi è volata in Inghilterra dove ha preso parte alla sua prima Coppa del Mondo.

Brian era il più giovane giocatore del torneo, aveva ritmo e velocità e ha giocato tutte le partite schierato trequarti ala, ruolo che avrebbe mantenuto in maniera costante sino al nuovo millennio. La nazionale in blu, allora chiamata ancora Western Samoa, ha esordito il 6 ottobre 1991 a Cardiff contro il Galles e c’è stato subito il botto. I fieri oceanici, che vantavano un reparto arretrato giovane ma di talento con gente del calibro di Apollo Perelini, Frank Bunce (che poi sarebbe passato agli All Blacks), Brian Lima e Pat Lam, hanno sconfitto i più quotati padroni di casa 16 a 13. A fine gara i tifosi gallesi hanno coniato una delle battute più celebri del rugby: “Grazie al cielo abbiamo giocato solo contro le Samoa Occidentali e non contro tutta Samoa.”
Tre giorni più tardi i samoani hanno perso 3 a 9 per mano dei Wallabies, ma poi si sono rifatti asfaltando l’Argentina con il punteggio di 35 a 12, con Lima che ha realizzato una doppietta.
Passati inaspettatamente, ma con merito, ai quarti di finale, gli isolani sono incappati nella forte Scozia di Gavin Hastings e hanno salutato il mondiale.

Manu Samoa ha vinto il Pacific Tri Nations anche nel 1992 e nel 1993. Nell’estate di quest’ultimo anno i samoani hanno preso parte anche al Super 10, torneo che vedeva in campo squadre di Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica (praticamente il progenitore dell’attuale Super Rugby) e la vincitrice del Pacific Tri Nation. Lima e compagni hanno vinto cinque partite su sei, perdendo solo con Natal.

In seguito, la squadra è partita per un tour in Nuova Zelanda, dove Brian ha disputato la sua prima sfida con gli All Blacks a Auckland. I neri si sono imposti per 35 a 13.
Nelle partite infrasettimanali, invece, i Pacifici hanno lasciato il segno: 72 a 0 contro Buller West Coast (due mete di Lima), 30 a 0 con Wanganui, 48 a 10 con il XV delle New Zealand Universties e, soprattutto, un 128 a 0 rifilato a Marlborough, che consiste nella più larga vittoria di una nazionale in tour contro una selezione o un club.

Il 4 giugno 1994 Lima ha marcato una meta alla nazionale di Tonga a Moamoa. Tre settimane più tardi il trequarti ne ha segnate altre due al Galles nel medesimo stadio. I padroni di casa, capitanata da Peter Fatialofa, hanno asfaltato gli europei per 34 a 9, dimostrando al mondo che la vittoria conseguita al mondiale nel 1991 non era stato un semplice exploit. Samoa era diventata grande e come tale andava trattata.
Ancora due settimane e Lima ha realizzato un’altra doppietta, questa volta alle Fiji, nello stadio di Nadi.

Il ragazzo di Apia ha oltrepassato la linea proibita anche il 13 aprile 1995 a Johannesburg, in una partita di preparazione al mondiale contro gli Springboks. Quindi, un mese più tardi, ha partecipato alla Coppa del Mondo che si è disputata proprio in Sudafrica.

Il cammino degli oceanici è iniziato il 27 maggio a East London, quando Brian ha segnato due mete all’Italia nella sfida che Manu Samoa ha vinto 42 a 18. Per gli Azzurri hanno marcato Marcello Cuttitta e Paolo Vaccari.
Tre giorni dopo, nel medesimo stadio, i ragazzi di capitan Pat Lam hanno vinto anche con l’Argentina 32 a 26, realizzando tre mete contro le due dei Pumas. Quando il 4 giugno hanno perso con l’Inghilterra nell’ultima sfida della prima fase, i samoani erano già sicuri di essere approdati per la seconda volta consecutiva ai quarti di finale.
Purtroppo per loro, ad attenderli all’Ellis Park c’erano i padroni di casa Springboks. François Pienaar e compagni volevano arrivare a sollevare la Webb Ellis Cup nel loro Paese e hanno vinto la sfida 42 a 14, con Chester Williams autore di quattro mete.

Nell’autunno del 1995 la squadra di Samoa è approdata nel Regno Unito, dove ha disputato dodici partite, tra le quali due test match con Scozia e Inghilterra.
Il XV isolano ha aperto il tour l’8 novembre sconfiggendo Edimburgo e una settimana più tardi ha battuto anche la nazionale A della Scozia. Il 18 novembre, dopo essere incappati in una sconfitta per mano di North & Midlands, Lima e compagni hanno imposto uno storico pareggio alla Scozia a Murrayfield; un 15 a 15 nato grazie alle mete di Sam Kaleta e George Leaupepe. Per i padroni di casa, solo cinque piazzati di Michael Dods.
Manu Samoa ha vinto altre tre delle sette gare infrasettimanali, tra cui quella con Oxford University, prima di incappare in una sconfitta per 9 a 27 a Twickenham contro l’Inghilterra.

Nel frattempo, al termine del mondiale, con l’avvento del professionismo e la nascita del Super Rugby, Lima aveva firmato per gli Highlanders e si era trasferito in Nuova Zelanda. Il trequarti di Apia è rimasto un anno con la franchigia di Otago, realizzando 6 mete in 11 partite e trovando il soprannome di Chiropratico: “È stato Gordon Hunter, l’allenatore di Otago, che ha iniziato a chiamarmi così. Ha detto che ogni volta che facevo un placcaggio c’era sempre lo scatto di un osso che scivolava fuori posto. Non avevo idea di cosa significasse chiropratico.” (Brian Lima)
Poi, nella stagione 1996-97 Brian è approdato agli Auckland Blues.

Nel 1997 Samoa è tornata a vincere il Pacific Tri Nations dopo quattro anni, nel momento di massimo splendore delle Fiji. A causa di un infortunio, però, Lima è riuscito a disputare solo una partita quell’anno, proprio contro i figiani, e ha mancato tutto il campionato 1997-98.

A quel punto, il Chiropratico ha lasciato Auckland per tornare ancora tra le fila degli Highlanders. Con i Blues, il trequarti ha guadagnato 12 presenze e realizzato 7 mete, tutte nella sua prima stagione.

Intanto, con la nazionale, il ragazzo ha marcato una meta a Tonga nel 1998 e poi una doppietta agli USA l’anno seguente, in un’amichevole in vista dell’imminente Coppa del Mondo gallese.

Brian ha valicato la linea bianca due volte nel primo incontro di Cymru ‘99, il 3 ottobre contro il Giappone, partita che i samoani allenati da Bryan Williams hanno vinto 43 a 9 sull’erba del Racecourse Ground di Wrexham.
Una settimana più tardi il XV isolano ha perso per mano dell’Argentina, ma il 14 ottobre, al Millenium Stadium, è riuscito nell’impresa di vincere nuovamente contro i padroni di casa del Galles, bissando lo storico successo del 1991. La sfida è terminata 38 a 31, grazie alla meta a 15 minuti dal termine di Silao Leaega e relativa trasformazione dello stesso trequarti ala. Leaega in seguito ha avuto un importante carriera in Italia.
Samoa, Galles e Argentina hanno terminato il girone tutte a pari merito, ma la differenza punti ha condannato la squadra di Lima al terzo posto, il che ha significato affrontare gli spareggi per approdare ai quarti di finale. A Murrayfield, i blu hanno incontrato la Scozia e sono stati battuti per 20 a 35, con Brian che ha oltrepassato la linea di meta all’80° minuto.

Terminato il mondiale, Lima si è fermato in Europa e ha disputato un paio di stagioni con lo Stade Français.

Il Chiropratico ha marcato la sua meta numero 20 ad Apia il 1 luglio del 2000, in un incontro con il Canada, e una settimana più tardi nel medesimo stadio ha schiacciato ancora l’ovale contro l’Italia di Brad Johnstone e Christian Stoica, quando la squadra capitanata da To’o Vaega ci ha bastonati per 43 a 24.

Il 2001 ha visto il trequarti realizzare altre due marcature alle Fiji nella sua Apia a giugno. A novembre, invece, il ragazzo è approdato in Europa per un breve tour che ha visto Manu Samoa perdere a Lansdown Road, ma ottenere un importante successo con l’Italia al Fattori di L’Aquila. Gli isolani si sono imposti con il punteggio di 17 a 9, grazie alla meta di Lome Fa’atau e ai piazzati di Silao Leaega, all’epoca in forza al Reggio Emilia, e Tanner Vili. Per gli azzurri solo tre penalties di Diego Dominguez.

Il 2001 è anche l’anno in cui questo giramondo del rugby ha salutato la Francia e si è accasato presso i gallesi dello Swansea. A Parigi il samoano ha giocato solo sette partite in un paio di annate, tutte in Heineken Cup, e marcato due mete, entrambe nella stagione 2000-2001.

Nel 2002 Lima ha disputato soltanto due incontri per la propria nazionale, contro Fiji e Tonga, entrambi a Giugno, segnando una meta ai tongani.

A fine stagione, dopo dodici partite e una meta realizzata in Heineken Cup, Lima ha lasciato anche lo Swansea per seguire un contratto remunerativo in Giappone con il Secom Rugguts di Fukuoka.

Con l’età il giocatore aveva perso un po’ di velocità, per questo motivo nel 2003 è stato spostato al centro della backline, una posizione che ha permesso alla sua difesa feroce di uscire ancora più allo scoperto. È stato in questo ambito che Brian ha partecipato alla Coppa del Mondo in Australia.

Manu Samoa ha iniziato il torneo iridato vincendo 60 a 3 con l’Uruguay, oltrepassando per ben dieci volte la linea di meta, due con Brian Lima. Pochi giorni dopo gli uomini capitanati da Semo Sititi hanno battuto anche la Georgia con il punteggio di 46 a 9. Il trequarti di Apia ha schiacciato di nuovo l’ovale a 10 minuti dal termine e con questa ha portato a 10 il suo personale bottino di mete mondiali.
Purtroppo per i samoani, le successive partite non sono state semplici come le prime. Nonostante due prestazioni gloriose, prima i futuri campioni dell’Inghilterra, sudando le classiche sette camice, e poi gli Springboks hanno rifilato loro due sconfitte. È stato contro la nazionale sudafricana che Lima ha messo in atto al meglio la sua arte di chiropratico; un placcaggio ai danni del mediano d’apertura Derick Hougaard ha lasciato quest’ultimo a terra per oltre 5 minuti.

Nel 2004 sono nati i Pacific Islander, una selezione formata da giocatori provenienti da Fiji, Samoa e Tonga. Il 10 luglio la squadra, capitanata dal seconda linea tongano Inoke Afeaki, ha affrontato gli All Blacks a North Shore City perdendo 26 a 41. Quel giorno il ragazzo di Apia ha giocato trequarti centro, mentre la settimana successiva, contro il Sudafrica a Gosford, è entrato dalla panchina e si è sistemato sulla fascia. Anche in questo caso gli Islander hanno perso la partita per 24 a 38.

Lo stesso anno il Chiropratico è volato in Irlanda per giocare una stagione con il Munster, dove, però, non ha disputato alcuna partita.

Il 24 maggio 2005 Lima era in campo per una sfida contro la Scozia indossando la maglia bianco-nera dei Barbarians. I Baa-baas, tra i quali era schierato anche Andrea lo Cicero, hanno perso 7 a 38.

Brian ha giocato due incontri per Samoa nel 2005; uno contro l’Australia schierato centro e un altro con le Fiji nel ruolo di trequarti ala, quando Samoa ha vinto l’ultima edizione del Pacific Tri Nations. Quindi, un altro paio di gare l’anno successivo, ancora con i figiani e contro il Giappone, entrambe da ala. Nella sfida con il XV del Sol Levante il Chiropratico ha fatto registrare la sua ultima meta in carriera: la numero 29.

Nel 2006 Lima ha nuovamente cambiato club. Questa volta ha provato l’avventura in Guinness Premiership, dove ha indossato la divisa del Bristol RFC.

Nel 2007, a 35 anni, Brian ha preso parte alla sua quinta edizione di un mondiale. È stato il primo giocatore a raggiungere tale traguardo e soltanto nel 2015 lo ha eguagliato il nostro Mauro Bergamasco.
In Francia il trequarti ha disputato due partite. È entrato dalla panchina nella sfida con gli Springboks a Parigi, dove però è durato solo tre minuti essendosi infortunato mentre tentava il suo marchio di fabbrica del tackle duro. Quindi, è stato schierato centro titolare con l’Inghilterra a Nantes. Purtroppo, a causa di un placcaggio alto ai danni di Jonny Wilkinson, ha ricevuto una squalifica per tre settimane e quindi ha detto addio al torneo. Per questo motivo, quella con il XV della Rosa è risultata essere l’ultima sfida di Lima con la maglia blu della nazionale.
Dopo la partita finale giocata da Samoa a quel mondiale, una vittoria per 25 a 21 contro gli Stati Uniti, Lima ha condotto la squadra ad una serie di Haka celebrative, per poi compiere il giro d’onore del campo sulle spalle dei compagni di squadra.

In totale Brian ha disputato 64 partite per la propria nazionale, 61 partendo nel XV titolare, un numero che ad oggi fa di lui l’uomo con più caps dell’isola del Pacifico. Con le sue 29 mete Lima è anche il miglior realizzatore samoano e quarto per punti realizzati alle spalle dei calciatori.

A fine stagione Brian ha lasciato anche Bristol, club con il quale in 23 partite ha realizzato 5 mete (4 in campionato e 1 in Challenge Cup). A quel punto, il re dei placcaggi ha appeso definitamente le scarpette al chiodo.

Dopo il ritiro Lima è tornato nella sua città natale per aprire una attività di noleggio auto e crescere i suoi tre figli. Inoltre, il Chiropratico è stato assunto come allenatore della difesa della nazionale e anche per assistere la squadra under-18.

Nel 2011 Brian è stato inserito nella International Rugby Hall Of Fame, ad oggi unico samoano a ricevere tale onore.

Purtroppo la storia finisce male.
Il 19 Dicembre 2013 Lima è stato arrestato dopo aver aggredito la sua ex moglie, Lemalù Sina Retzlaff, dalla quale si era separato nel 2011, ed un amico di lei fuori da un locale. Brian è stato accusato di avere causato danni fisici reali e di essere in possesso di un’arma pericolosa, ha perso il lavoro con la nazionale e ha rischiato di passare in carcere sette anni. Il tribunale, però, grazie anche alla richiesta di clemenza della stessa Sina, ha deciso diversamente e la pena inflitta è stata di soli due anni di supervisione da parte del tribunale.

Nel 2015 Brian Lima è stato nominato vice-allenatore di Damian McGrath per la squadra Sevens di Samoa.

 

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