Brendan Venter: l’anestesista

Dicono che giocatori e allenatori di rugby a volte sono sottoposti a grande pressione, ma per me la pressione è quella di seguire l’emergenza di un bambino in anestesia che si viene a trovare in carenza d’ossigeno.” (Brendan Venter)

Anestesista. Sebastien Chabal era chiamato così a causa dei suoi placcaggi devastanti. Il sudafricano Brendan Venter, invece, perché questo è il lavoro per il quale ha studiato e che svolge. “Lo studio prima di tutto” è sempre stato lo slogan di Brendan, eppure anche con il rugby ha avuto una carriera mica male. Trequarti centro tecnico ed elusivo, il ragazzo ha fatto parte degli Springboks che nel 1995 sono assurti allo status di superuomini vincendo la Coppa del Mondo di fronte a Nelson Mandela.

Con l’arrivo di Conor O’Shea sulla panchina Azzurra, Venter ha iniziato a curare la difesa della nazionale italiana in vista del Sei nazioni 2017, facendo il pendolare tra il nostro Paese e Londra, dove vive e lavora con i London Irish e…come medico anestesista.

Brendan Venter

Brendan Venter è nato il 29 dicembre 1969 a Johannesburg e ha cominciato a giocare a rugby giovanissimo, facendo parte del XV di ogni scuola che ha frequentato, dalle elementari all’università, dove si è laureato in medicina, specializzazione anestesista. Brendan ha sempre sostenuto di avere messo lo studio prima di qualsiasi altra cosa: “Sono stato un buon giocatore di rugby ai tempi della scuola. L’ho visto come uno strumento per ottenere la laurea, in quanto i miei genitori non erano molto ricchi. Ho pensato che se fossi diventato un giocatore di rugby avrei ottenuto un bonus, ma anche che non avrei pagato per i miei studi. Così sono potuto diventare un medico.

Venter ha frequentato l’Università dello Stato Libero di Orange per studiare medicina e giocare a rugby.
Il primo anno, però, il ragazzo lo ha passato a frequentare troppe feste: “Ad un certo punto ho dovuto decidere se volevo essere un giocatore di rugby o un medico. Quindi, quando sono tornato per il mio secondo anno, c’è stato un completo cambiamento di atteggiamento e il rugby ha preso il secondo posto. Questo è stato determinante per essere un buon medico, perché ho sentito che dovevo dare la priorità agli studi al fine di raggiungere questo obiettivo.

Giocatore dei Free State Cheetahs, il trequarti ha fatto parte dei XV delle South Africa Schools, dei Junior Springboks e della nazionale Under 20 prima di esordire con gli Springboks il 4 giugno 1994 a Pretoria, in un test match contro l’Inghilterra dove ha giocato centro in coppia con Pieter Muller. La squadra di casa, capitanata da Francois Pienaar, ha perso con il risultato di 15 a 32 a causa di un micidiale Rob Andrew. Oltre a Venter, quel giorno hanno esordito tra gli Springboks anche l’apertura Hennie le Roux e il flanker Fritz van Heerden.
Una settimana più tardi il ragazzo era in campo a Cape Town per disputare il secondo test, con i padroni di casa che si sono rifatti imponendosi per 27 a 9.

Subito dopo, con la voglia di guadagnare in fretta il tempo perduto dopo anni di embargo a causa dell’apartheid, gli Springboks sono partiti per il loro primo tour in Nuova Zelanda dopo quello contestato del 1981. Gli africani guidati da Ian McIntosh hanno disputato ben 14 partite, tra le quali tre test match con gli All Blacks. I verdi hanno vinto 10 degli 11 incontri non ufficiali, perdendo solo per mano di Otago, con Venter che ha realizzato la sua prima meta in maglia verde a Pukehoke contro il XV delle Contee. Il trequarti ha successivamente varcato la linea proibita anche con il Wellington e con Waikato.
Per quanto riguarda i test match, la serie è stata vinta dai neozelandesi grazie a due vittorie ed un pareggio. Proprio durante l’incontro terminato 18 a 18, Brendan ha realizzato la sua prima marcatura ufficiale. Oltre al trequarti di Johannesburg quel giorno è andato in meta anche il trequarti ala dei Goilden Lions Gavin Johnson, ma, nonostante la diga eretta, che non ha permesso ai padroni di casa di andare in meta, gli Springboks sono stati puniti dalla loro indisciplina e hanno visto sei penalties calciati da Shane Howarth entrare in mezzo ai loro pali, dopo ben 18 falli fischiati dall’arbitro.

A ottobre, sempre del 1994, la nazionale sudafricana ha ospitato quella Argentina battendola in entrambi i test match con punteggi piuttosto elevati: 42 a 22 al Boet Erasmus di Port Elizabeth, dove Brendan ha formato la coppia di centrali con Christiaan Scholtz, e 46 a 26 all’ Ellis Park di Johannesburg, con Hennie Le Roux partner di Venter.

Finalmente, nel 1995 si è disputata la tanto attesa Coppa del Mondo, la prima cui partecipavano gli Springboks e che si è disputata proprio in Sudafrica.
Venter non era in campo nel match di apertura tra i padroni di casa e l’Australia, ma ha giocato il successivo contro la Romania, vinto dagli africani per 21 a 8. Il trequarti ha disputato anche l’incontro con il Canada, conclusosi con un perentorio 20 a 0 che ha permesso ai verdi di chiudere in testa il loro girone.
Ai quarti di finale gli Springboks hanno sconfitto le Western Samoa con il punteggio di 42 a 14. Brendan è entrato sul terreno di gioco a gara iniziata, per poi restare a riposo nella semifinale con la Francia.
A quel punto, tra loro e la gloria, i ‘Boks avevano solo i fortissimi All Blacks del gigante Jonah Lomu, i quali erano riusciti a demolire tutti i propri avversari nel percorso verso la finale.

Il 24 giugno 1995, all’Ellis Park stadio di Johannesburg, di fronte al presidente Nelson Mandela, è andata in scena una partita che si è giocata su un equilibrio precario: due piazzati e un drop di Andrew Mehrtens contro due piazzati e un drop di Joel Stransky. Con le squadre inchiodate sul 9 a 9 la gara si è trascinata ai tempi supplementari, dove è stato realizzato ancora un piazzato per parte, prima il neozelandese e poi il sudafricano: 12 a 12. Poi, al minuto 93, dopo un avanzamento del pack in maglia verde, l’ex apertura de L’Aquila e del San Donà ha ricevuto l’ovale dalle mani del mediano di mischia Joost Van der Westhuizen e lo ha sparato fra i pali. La differenza è stata tutta lì, in quel calcio di rimbalzo. Hanno vinto gli Springboks, con i tifosi uniti dalle note del nuovo inno Shosholoza, mentre la Nuova Zelanda rimpiangeva il piazzato sbagliato da Mehrtens quindici metri di fronte alla porta a due minuti dalla fine del tempo regolamentare.
In questa gara Venter non è partito titolare (al suo posto ha giocato Hennie Le Roux, in coppia con Japie Mulder) ma è entrato dalla panchina nei tempi supplementari per sostituire l’ala James Small. Tanto è bastato per entrare nella leggenda.

Dopo il fischio finale dell’arbitro inglese Ed Morrison ecco arrivare i momenti di massima commozione.Prima l’intera squadra inginocchiata in mezzo al campo a pregare Dio e poi Mandela in lacrime a consegnare la coppa al capitano Francois Pienaar, lo stesso giocatore al quale, poco prima dell’inizio, il presidente aveva chiesto in dono la sua maglia numero 6, una maglia che fino a poco tempo prima era esclusivo dominio afrikaner.

Terminato il mondiale, con l’avvento del professionismo, Brendan è passato tra le fila degli Stormers, neonata franchigia con sede a Cape Town, pur continuando a praticare la sua professione di medico.

Il 13 luglio 1996 il ragazzo ha preso parte alla prima edizione del Tri Nations, giocando centro titolare il test con i Wallabies a Sydney e con gli All Blacks a Christchurch, entrambi persi dai sudafricani; quello in Nuova Zelanda per soli 4 punti (11 a 15). Quindi, è sceso in campo di nuovo contro l’Australia a Bloemfontein, dove gli uomini ora allenati da Andre Markgraaff hanno vinto per 25 a 9, con 25 punti dell’eroe del mondiale Joel Stransky.

Nel 1997 Brendan ha lasciato il Sudafrica e ha iniziato il suo rapporto con il rugby inglese, entrando a far parte dei London Irish, dov’è rimasto un paio di stagioni prima di rientrare agli Stormes.
La nazionale in quel periodo si è dimenticata di lui, finché, nel 1999, Nick Mallet lo ha convocato per un incontro del Tri Nations contro i Wallabies, a Città del Capo, dove gli Springboks hanno vinto 10 a 9.

In autunno il medico-trequarti è partito con la squadra in direzione Regno Unito per disputare la sua seconda edizione della Coppa del Mondo.
Brendan è stato schierato titolare nella partita d’esordio della sua squadra contro la Scozia di Gary Armstrong a Murrayfield. I campioni del mondo in carica hanno vinto con il risultato di 46 a 29 e lui, al 23° minuto, ha realizzato la sua seconda e ultima meta internazionale.
Saltata la sfida con la Spagna, Venter ha disputato il terzo match del girone contro l’Uruguay, al Hampden Park di Glasgow, stravinto 39 a 3. Purtroppo, il trequarti ha subito un cartellino rosso per stamping e questo ha sancito non solo la fine del suo torneo, ma anche l’addio alla maglia degli Springboks.

Nel 2001 Venter è tornato in Inghilterra con la moglie e due figli e si è riunito ai London Irish in qualità di giocatore-allenatore, dividendo quest’ultimo compito con il futuro coach degli Azzurri Conor O’Shea. Il sudafricano ha iniziato l’avventura conducendo la squadra in finale di Powergen Cup (la vecchia Coppa Anglo-Gallese) del 2002 a Twickenham, con gli Exiles che hanno sconfitto i Northampton Saints 38 a 7. Di conseguenza, Brendan ha condiviso il premio quale miglior allenatore della stagione con O’Shea.

Nel 2003, per ragioni familiari e per seguire al meglio la sua carriera di medico, Venter è tornato in Sudafrica dove è stato ingaggiato come consulente per i trequarti degli Stormers e, dal 2008, come allenatore della franchigia stessa. Tuttavia, l’anno successivo, il ragazzo ha accettato l’offerta dei londinesi Saracens ed è diventato il loro manager ed allenatore a seguito dell’addio di Eddie Jones.

Il 13 maggio 2010 Venter è stato accusato di cattiva condotta da parte del RFU per avere spinto in malo modo un sostenitore dei Leicester Tigers che gli aveva chiesto, piuttosto insistentemente, di sedersi in quanto stava bloccando la vista del match, oltre a rendere commenti e gesti inappropriati verso gli spettatori. In sua difesa, l’ex trequarti ha descritto l’incidente come “un po’ ‘di divertimento”. L’amministratore delegato e il proprietario dei Saracens hanno difeso Venter, sostenendo che il tutto era dovuto al suo carattere. Avendo, però, già una condanna di quattro settimane in sospeso a causa di un incidente di inizio stagione con l’arbitro David Rose, alla fine Brendan è stato “bannato” per 10 settimane dal rugby. Di conseguenza, gli è stato negato ogni contatto con la sua squadra in occasione anche della loro prima apparizione in una finale di Premiership, persa contro i Leicester Tigers per 27 a 33.

A novembre dello stesso anno Venter è stato trovato colpevole di cattiva condotta da parte dell’ERC a causa di critiche inappropriate rivolte all’arbitro Christophe Berdos dopo che la sua squadra aveva perso in casa un match chiave. Il sudafricano ha ricevuto una multa di 13100 Sterline ed è stato sospeso fino al 30 giugno 2012.

Nel dicembre 2010, Venter è stato richiamato nuovamente dal ERC dopo avere concesso una bizzarra intervista post-partita a seguito della sconfitta dei suoi Saracens con il Racing Métro 92 in Heineken Cup. Brendan ha dato risposte estremamente brevi ad ogni domanda a lui posta (nove domande in 57 secondi) e del tutto insensate. Il coach dei Sarries ha poi ammesso di essere stato ispirato da uno sketch comico del film di Mike Bassett, England Manager, che aveva da poco visto.

Nel giugno 2013 Venter è stato nominato direttore del rugby dei Natal Sharks, effettivo dall’inizio di Currie Cup Premier Division; un ruolo che ha accolto in aggiunta al suo lavoro con i Saracens.

Il 1 luglio 2016 Brendan è tornato ai London Irish in qualità di Direttore Tecnico.

Poco dopo, il 47enne di Johannesburg ha accettato l’invito dell’amico Conor O’Shea di seguire la difesa della nazionale italiana in vista del Sei Nazioni 2017. Brendan non ha un ingaggio fisso con la FIR, ma lavora da esterno, facendo la spola tra l’Italia e Londra, dove vive con la moglie e i due figli e dove lavora, oltre che con i London Irish, anche come anestesista presso un ambulatorio in centro.

All’inizio di aprile 2017 Venter ha assunto anche la guida della difesa degli Springboks.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

I commenti sono chiusi.