Brendan Moon: il potere della luna

(di Roberto Vanazzi)

Bisogna considerare Brendan come un padrone di casa considera una polizza assicurativa: lui è una protezione, soprattutto nei momenti di difficoltà.” (David Campese)

Penso che Moon sia la migliore ala australiana di sempre. David Campese è eccitante e diverso e può fare qualsiasi cosa, ma Bennie è un giocatore più completo.” (Mark Ella)

Alto di statura e con un fisico atletico, l’australiano Brendan Moon è stato uno dei trequarti più eleganti della sua generazione, e forse di tutti i tempi. Capace di giocare estremo, ala e centro con la medesima facilità, Bennie, così veniva chiamato dagli amici, era uno splendido giocatore: affidabile, dotato di un’accelerazione eccezionale, di buon ritmo, di grande qualità difensive e con la capacità davvero ottimale di restare in piedi dopo un placcaggio. Il ragazzo non era un creativo, ma sfruttava ogni possibilità che gli capitava per realizzare una meta e, inoltre, sapeva anche usare bene il piede, con calci lunghi che spesso hanno tratto d’impaccio la sua squadra nei momenti di difficoltà.

Brendan ha rappresentato i Wallabies in 35 test, prendendo parte al famoso tour in Europa del 1984 sfociato nel primo Grande Slam australiano. Il trequarti ha giocato anche 100 partite con Queensland, risultando un membro veramente affidabile in tutti i XV che la squadra in maglia rossa ha schierato dalla fine del 1970 all’inizio del successivo decennio, compresa la storica vittoria del club contro gli All Blakcs nel 1980. Probabilmente, dopo John Eales e David Campese, Moonie è la persona più facile da inserire in un XV all-time dei Wallabies.

Brendan Moon

Brendan Moon

Brendan Joseph Moon è nato il 10 ottobre 1958 a Melbourne ed è stato educato presso il Marist College Ashgrove, nella periferia ovest di Brisbane. L’istituto era diventato una guida significativa per il rugby del Queensland e aveva prodotto giocatori eccezionali come i fratelli Bobby e Barry Honan, David L’Estrange, Bob Wood e Paddy Batch. Lo stesso è valso per Moon, il quale nel 1976 ha rappresentato gli Australian Schoolboys. Sfortunatamente per lui, il periodo in cui ha fatto parte della nazionale studentesca è capitato proprio in mezzo ai due tour in Gran Bretagna e non è riuscito a prendervi parte.

Terminati gli studi, Moon ha pensato di aggregarsi al club più vicino alla sua abitazione, il Wests, per prendere parte al campionato under 19 del 1977. Tuttavia, quell’anno Wests non è riuscita ad iscrivere la squadra, così Brendan ha consultato il coach dell’’under 19,  nonché suo grande grande ammiratore, Lester Hampson, il quale lo ha indirizzato presso la squadra universitaria allenata da Ashley Girle. Curiosamente, Girle non ha recepito le potenzialità di questo giovane campione e lo ha dirottato all’under 19-B. Moonie è così tornato da Hampson e il coach questa volta lo ha consigliato alla squadra dei Brothers Old Boys, dove è stato accolto a braccia aperte: “Dove ti piacerebbe giocare, Brendan?” gli hanno chiesto.

Quell’anno il 18enne Moon ha dimostrato di essere un trequarti centro di livello internazionale durante il campionato under 19, dove ha rappresentato la squadra dello stato del Queensland. Il suo gioco è risultato essere così brillante, e lui un ragazzo talmente maturo, che i selezionatori non hanno esitato ad inserirlo in prima squadra per il tour di Giappone e Nord America nel marzo del 1978. È stato durante questo tour che Brendan è diventato una star nel ruolo di trequarti ala.
All’inizio Moon doveva rimanere in panchina nella prima partita contro il Giappone B, ma l’infortunio alla caviglia che Mark Peacock ha subito durante l’allenamento ha permesso al trequarti di Melbourne di fare il suo debutto sulla fascia sinistra di Queensland al Chichibunomiya Rugby Stadium di Tokyo. L’esordio è stato davvero impressionante, con il ragazzo che ha segnato una meta aiutando così la squadra australiana a vincere 69 a 18.
Nella successiva partita Moon ha mostrato quale buon finisher fosse, realizzando quattro mete contro la nazionale giapponese, battuta 42 a 6.
Dopo avere riposato nella sfida che Queensland ha perso 6 a 13 con la British Columbia, il trequarti ala è sceso in campo nelle restanti tre partite sul suolo americano, oltrepassando la linea proibita cinque volte contro la Stanford University e tre volte con la University of Southern California. In totale Moon ha marcato 13 mete in cinque partite; Queensland poteva vantarsi di avere trovato una nuova ala di altissimo livello.

Tornato in patria, Moon ha fatto il suo tanto atteso debutto nella prima squadra del Brothers. Quindi, è partito per un tour in Nuova Zelanda, dove è stato schierato nel XV dello Stato contro Otago dopo avere mancato i primi incontri a causa del ritorno di Paddy Batch. Rimasto in panchina per la partita contro New South Wales, Bennie è sceso in campo contro il Canterbury di ‘Grizz’ Wylie. La squadra neozelandese arrivava dalla sconfitta shock patita contro Queensland B, perciò Moon e compagni hanno sottovalutato gli avversari e il risultato è stato un disastroso 25 a 0 in favore dei neozelandesi.

È stato comunque nella seguente sfida contro il Galles, in tour nella terra dei canguri, che Brendan ha impressionato i selezionatori della nazionale. Giocando sulla fascia sinistra, il ragazzo ha corso lungo la touchline e si è tuffato per realizzare quella che sembrava essere la meta della vittoria. Mentre il suo corpo era ancora in aria, il famoso estremo gallese JPR Williams è arrivato in ritardo e ha trascinato le gambe di Moon oltre la touchline. Il guardalinee ha alzato la bandierina e la meta non è stata convalidata, così il Galles ha battuto Queensland 31 a 24. L’edizione del lunedi del The Telegraph, però, ha pubblicato una fotografia in cui si mostrava l’ala australiana che toccava chiaramente terra con i piedi ancora nel campo di gioco: quella meta era valida.

Moon non è stato selezionato per il Test Match che ha fatto seguito quattro giorni più tardi a Ballymore, dove i Wallabies hanno asfaltato i Dragoni con il risultato di 18 a 8. Sulla fascia sinistra c’era l’esperto Phil Crowe, il quale ha mantenuto il ruolo anche per il secondo test a Sydney.

Poi, dopo un paio di partite per Queensland Under 23, Moonie è stato scelto per il tour in Nuova Zelanda con la squadra Wallaby capitanata da Tony Shaw. Ross Turnbull era il manager e Daryl Haberecht l’allenatore. Lo sfortunato Phil Crowe si è fratturato la caviglia prima della partenza e Steve Streeter ha preso il suo posto.
Moon ha fatto il suo debutto per l’Australia il 2 agosto 1978 nella sfida contro Southland, secondo incontro non ufficiale del tour, per poi disputare altre due delle sei partite che hanno portato al primo test match a Wellington il 19 agosto. Nella partita precedente questo test, contro Counties a Pukekohe, Brendan aveva lasciato sul posto Warren McLean per segnare una meta eccezionale. Inspiegabilmente, i selezionatori gli hanno preferito Streeter per sfidare gli All Blacks, con grande sorpresa dei commentatori Kiwi.
Ad Ashburton, tre giorni più tardi, nella sfida contro Mid Canterbury, Moon ha segnato un’altra bella meta, la quale gli ha finalmente concesso il pass per essere incluso nella squadra Wallaby che ha affrontato la nazionale neozelandese nel secondo test match a Christchurch. Così, il 26 agosto 1978, Brendan ha disputo la sua prima sfida ufficiale in maglia gialla, trovandosi di fronte la forte ala neozelandese Stu Wilson. I Wallabies non hanno avuto fortuna e sono usciti sconfitti dal Lancaster Park per 6 a 22.
A seguito di infortuni all’interno della trequarti australiana il ragazzo di Melbourne ha giocato centro la successiva sfida con Wanganui. Nel frattempo il manager del tour Daryl Haberecht ha sofferto di un attacco di cuore.
I Wallabies hanno vinto le ultime tre partite, tra cui un famoso 30 a 16 sugli All Blacks nella terza prova all’Eden Park di Auckland. Un confidente Brendan Moon ha dato un grosso contributo in queste tre vittorie; è stato riconosciuto come l’uomo più veloce dei Wallabies ed è tornato a casa consapevole dei propri mezzi. In tutto, il ragazzo ha disputato nove delle tredici partite del tour e ha realizzato due mete.

Brendan Moon e l’irlandese Fergus Slattery

Nel 1979 Bennie è sceso in campo in dieci delle dodici sfide giocate dal XV di Queensland, compresa quella contro l’Irlanda a giugno, quando la squadra di casa ha perso 15 a 18 negli ultimi minuti.
Nel test match che ha fatto seguito cinque giorni più tardi a Ballymore, sempre con gli irlandesi, il trequarti ha realizzato la sua prima meta in maglia gialla. È stata l’unica marcatura degli australiani, quella che ha concesso il vantaggio per 12 a 9 alla fine del primo tempo. Purtroppo, nella ripresa la squadra ospite è stata l’unica in campo e ha trionfato con il punteggio di 27 a 12.
Il secondo test a Sydney è stato molto duro, simile ad una guerra di trincea, con Moon e Crowe che hanno ricevuto pochissimi palloni. L’Irlanda di Fergus Slattery ha vinto anche questo per 9 a 3, facendo di questo tour quello di maggior successo per il rugby del trifoglio.

Brendan si è consolato un mese più tardi giocando nella squadra che ha sconfitto gli All Blacks a Sydney per 12 a 6 e ha conquistato una Bledisloe Cup che non arrivava in Australia da 28 anni.

A ottobre è seguito un tour dei Wallabies in Argentina. Moon era ormai una chiamata automatica e ha giocato in entrambi i test con i Pumas di Hugo Porta. Nel primo, l’Argentina ha scioccato gli ospiti vincendo 24 a 13 grazie ad una mischia dominante. Nella seconda prova, invece, Brendan ha disputato una grande gara e ha superato due volte la linea proibita, aiutando così i suoi a vincere 17 a 12. Il ragazzo aveva realizzato una meta anche contro il San Isidro, nella partita che ha aperto il tour.

Nel 1980 Moon ha avuto il piacere di giocare in una delle più grandi linee di trequarti messe in campo dalla nazionale australiana, con Mark Ella, Michael Hawker e Michael O’Connor, tutti reduci dalla magnifica squadra degli Australian Schoolboy del 1977/78. La palla che passava tra le mani di questi giocatori regalava spazio e tempo per le mete di Brendan.

Dopo che l’Australia ha vinto la prima prova di Bledisloe Cup a Sydney per 13 a 9, Moonie ha giocato superbamente a Ballymore nella seconda sfida. La sua corsa fulminea sulla fascia sinistra dopo avere ricevuto l’ovale dal centro Mike Hawker ha visto la grande ala aprire le marcature, con i tifosi in piedi ad applaudire. Anche se i Wallabies hanno perso 9 a 12, dopo la sensazionale marcatura del pilone Hika Reid, Moon ha potuto considerare la sua prestazione in maniera positiva.
Tra la seconda e la terza gara, il trequarti ha goduto della prima storica vittoria di Queensland sugli All Blacks, battuti con il risultato di 9 a 3. Era una squadra piena di talenti quella in maglia rossa, che vedeva schierati, oltre a Brendan Moon, personaggi del calibro di Andrew Slack, Roger Gould, Tony D’Arcy, Paul Mclean e Michael Lynagh.
Poi, nel terzo test match, gli australiani sono riusciti a mantenere in casa la Bledisloe Cup con un secco 26 a 10 inflitto ai rivali sull’erba del Cricket Ground di Sydney, segnando quattro mete e subendone una.

L'infortunio di Moon a Twickenham nel 1984.

L’infortunio di Moon a Twickenham nel 1984.

Nel 1981 Moon ha disputato due test con la Francia, segnando una meta a Ballymore. I Wallabies hanno vinto entrambe le sfide e Bennie è andato vicino a sconfiggere i Blues anche con il suo club, quando il 13 giugno Queensland ha perso soltanto 15 a 18.

Selezionato nella squadra Wallaby per il tour di fine anno in Gran Bretagna e Irlanda, Brendan è partito con un backline che prometteva un rugby favoloso. Il problema era che gli avanti non riuscivano a conquistare la palla e liberarla verso i loro talentuosi trequarti. Gli Aussies hanno avuto problemi con gli ingaggi, con le rimesse laterali e nelle mischie spontanee. In poche parole, è stato un tour tremendo, che ha visto l’Australia vincere solo in Irlanda. La comprensione straordinaria che Moon aveva con Paul McLean (che quel giorno giocava la sua unica partita internazionale nel ruolo di centro) ha prodotto una meta nel match con la Scozia. McLean passeggiava su e giù con nonchalance fingendo di calciare in porta, ma all’improvviso ha dato l’ovale a Brendan sulla fascia sinistra, il quale è andato a marcare al piccolo trotto mentre gli scozzesi rilassati erano in attesa del penalty. Purtroppo, la gloria di questa mossa è stata dimenticata a causa dell’incidente occorso a Tony Shaw e alla conseguente sconfitta.
Moon ha realizzato due mete splendide anche con Inghilterra a Twickenham, ma sono state trascurate a seguito di un’altra deludente batosta. Tuttavia, i media britannici hanno riconosciuto in Brendan un’ala di classe mondiale, nonostante la giovane età di 22 anni.

Il 15 maggio 1982, per festeggiare il centenario del Rugby nel Queensland, il club in maglia rossa ha affrontato a Brisbane una selezione mondiale chiamata World XV, dove era stato invitato anche l’italiano Fulvio Lorigiola. La squadra di Brendan Moon ha vinto 38 a 24.

Tra giugno e luglio, sempre del 1982, Moon ha giocato in entrambe le sfide casalinghe contro la Scozia, sfociate nella storica vittoria degli Highlanders a Brisbane e nel successo dei padroni di casa a Sydney.
Un paio di settimane antecedenti il primo test match, l’ala aveva preso parte al trionfo di Queensland sugli stessi scozzesi, battuti con il punteggio di 18 a 7.

A quel punto Brendan, assieme ad altri otto compagni, ha deciso di autoescludersi dalla rosa della nazionale che ha intrapreso un tour in Nuova Zelanda. La motivazione era quella di riposare dopo avere già speso tanto tempo lontano da casa.

Bennie è tornato in squadra il 9 luglio 1983 per un incontro contro gli USA a Sydney. Quindi, a fine mese, è stata affrontata l’Argentina in una serie di due test. Gli Aussies sono usciti sconfitti dal primo match a Brisbane con un roboante 3 a 18, per poi rifarsi qualche giorno dopo a Sydney, dove Moon ha realizzato una doppietta per il 29 a 13 finale.

Il 20 agosto successivo la Nuova Zelanda ha conquistato la Bledisloe Cup vincendo una partita secca a Sydney con il risultato di 18 a 8.

In autunno i Wallabies hanno effettuato un difficile tour in Francia, con un passaggio anche in Italia, il 25 ottobre a Rovigo, dove hanno battuto gli uomini capitanati da Massimo Mascioletti per 29 a 7, con Moon che ha realizzato la sua meta internazionale numero 12.
Oltralpe, invece, il XV giallo-oro è stato costretto prima al pareggio 15 a 15 a Clermont Ferrand, quindi ha subito una pesante sconfitta per 6 a 15 al Parco dei Principi.

Quando gli All Blacks sono arrivati in Australia l’anno successivo, Moonie aveva già giocato 27 partite e aveva superato il record di John Cole quale ala australiana con più presenze. Ancora una volta i Wallabies avevano una linea davvero interessante di giovani nel reparto arretrato: da Mark Ella a Michael Hawker, da Andrew Slack al mercuriale David Campese sulla fascia destra.
Nella prima prova di Bledisloe Cup Brendan è andato oltre la linea bianca all’angolo dopo un classico movimento della backline. La sfida è terminata con i gialli vincenti per 16 a 9.
Nonostante gli Aussies, ora sotto la custodia del nuovo allenatore Alan Jones, avessero perso le altre due sfide, si è ritenuto che fossero sul punto di compiere qualcosa di grandioso. Questo è accaduto in autunno, durante il lungo tour in Gran Bretagna e Irlanda.

I Wallabies del 1984 sono stati una piacevole rivelazione. Giocando dietro un pacchetto di mischia dominante, i trequarti Wallaby correvano superbamente. Durante tutto l’arco del tour i ragazzi di Alan Jones hanno evidenziato un lavoro straordinario, con il quale hanno creato nuovi standard per il rugby moderno. Mark Ella, con una marcatura in ogni partita, è stato l’eroe principale di quel viaggio, ma la squadra al completo ha dimostrato di essere a livelli mai visti in precedenza. Il coach ha saputo miscelare in maniera perfetta vecchie volpi quali David Campese, Mark Ella, il capitano Andrew Slack, Roger Gould e Simon Poidevin, con giovani di belle speranze come Nick Farr-Jones, Michael Lynagh e David Codey, i quali si sono integrati perfettamente nei meccanismi della squadra. Anche Moon era al suo picco massimo, ma nel primo test match con l’Inghilterra si è fratturato il polso in uno scontro di gioco con il numero 8 inglese Chris Butcher. Gli spettatori si sono generosamente alzati ad applaudirlo mentre lasciava il campo con una maglietta che formava una fascia per tenere sollevato il braccio. Il trequarti ala è stato così costretto a saltare le restanti prove con le Union britanniche, che hanno fruttato ai Wallabies il primo Grande Slam della loro storia.

I Wallabies del 1984

Sebbene Moon sia tornato a casa subito dopo l’infortunio, egli si sentiva ancora parte integrante di questo team di successo. Dopo una carriera relativamente priva di infortuni, la grande ala è stata costretta a rimanere un anno al margine. Il suo polso ha impiegato molto più tempo del previsto per guarire, così nel frattempo il ragazzo ha ripreso il suo lavoro di agronomo a Rockhampton.

Nel 1986 Bennie è stato ingaggiato tra le fila del Rockhampton. In precedenza, però, era stato accolto di nuovo nella squadra del Queensland, con la quale ha intrapreso un tour in Gran Bretagna, Irlanda, Olanda e Italia, giocando la sua prima partita il 5 Gennaio 1986 contro il Kent. Il trequarti ha disputato 14 delle 16 partite del club in maglia rossa durante quel tour.

Il 1 giugno 1986 Moon è tornato ad indossare anche la divisa della nazionale a Ballymore, contro l’Italia allenata da Marco Bollesan e capitanata da Marzio Innocenti. I gialli hanno vinto 39 a 18 ed il ragazzo ha realizzato la sua quattordicesima e ultima meta internazionale.

Il trequarti ala è apparso anche nei test casalinghi che sono seguiti quella stessa estate: uno con la Francia e un paio con l’Argentina, sfociati tutti in vittorie per gli Aussies.

Selezionato per il tour dei Wallabies in Nuova Zelanda nel mese di agosto e settembre, Moon sarebbe stato sicuramente schierato in campo, ma per la seconda volta nella sua carriera il ragazzo non si è reso disponibile e ha mancato l’occasione di partecipare alla storica vittoria australiana nel Paese della Lunga Nuvola Bianca.

Tuttavia, Moonie aveva deciso di regalarsi un sogno: quello di partecipare alla prima Coppa del Mondo di rugby nel 1987. Il ragazzo ha iniziato la stagione in forma superba, con mete in ciascuna delle prime tre partite del Queensland e poi un’altra marcata nel match contro Nord Auckland.
In quel momento la squadra del Queensland si trovava in tour in Nuova Zelanda. In preparazione della sfida con Auckland, mentre i Queenslanders si stavano allenando nelle ruck e nelle maul, il pilone Cameron Lillicrap ha accidentalmente calpestato il piede di Brendan. In un primo momento il trequarti ha pensato che fosse solo una botta con alcuni lividi. Purtroppo, i raggi X hanno rivelato che il piede era fratturato. Questo incidente è costato a Bennie la Coppa del Mondo e altri caps con la propria nazionale. Così, il secondo test match con i Pumas del 12 luglio 1986, è stato l’ultimo che ha visto Bendan indossare la casacca gialla.

Moon ha comunque proseguito il suo rugby con Queensland, giocando contro la squadra francese della Languedoc-Rousillon. In mancanza dei giocatori impegnati al mondiale, alcuni giovani atleti hanno rappresentato il club per la prima volta, compreso Dan Crowley, futuro pilone della nazionale.

Quindi, è arrivata l’ultima partita di Brendan per Queensland: la numero 100. È stata giocata contro il Leicester, a Ballymore, con il trequarti ala che ha salutato i tifosi marcando una meta e aiutando il suo club a vincere 37 a 13.

Notevole finisher, Moon ha realizzato 60 marcature nel suo secolo di gare per Queensland, mentre in 35 test con l’Australia ne ha segnate 14. Oltre a questo, Bennie è stato anche un ottimo atleta nella versione del rugby a sette giocatori. Egli ha spesso rappresentato l’Australia nel famoso Hong Kong Sevens sotto la guida del giocatore-allenatore John Maxwell.

Dopo il ritiro, Brendan ha intrapreso la carriera da alenatore, lavoro che ha svolto a lungo con i Brothers Old Boys.

Per un certo numero di anni Moon è stato anche l’artefice dello sviluppo del rugby in Papua Nuova Guinea, paese nel quale si era stabilito prima di tornare alla sua terra nativa del Queensland.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

I commenti sono chiusi.