Bleddyn Williams: il principe di Galles

(di Roberto Vanazzi)

Benedico ogni giorno per avere giocato nel periodo in cui l’ho fatto; quando si giocava per l’amore del rugby e per l’immenso orgoglio di rappresentare il tuo club e la nazionale. Era questa una ricompensa sufficiente per noi. Ma oggi, inseguendo il dollaro, la sterlina o l’euro, sembra che il rugby sia più povero, perché è diventato un’impresa commerciale che ha venduto la sua anima.” (Bleddyn Williams)

Bleddyn Williams aveva una faccia come un pallone da calcio ben gonfiato, un torso come un tronco d’albero e le cosce muscolose di una scultura rinascimentale.” (David Smith e Gareth Williams – Fields of Praise, the history of the Welsh rugby union)

Quando Graham Henry è diventato l’allenatore del Galles nel 1998, una delle prime cose che ha fatto dopo il suo arrivo nel paese è stata quella di conoscere Bleddyn Williams e Jack Matthews. Il padre di Henry, infatti, aveva incontrato i due trequarti centro gallesi durante il tour dei Lions in Nuova Zelanda e Australia del 1950 e non era mai stanco di dire al figlio quanto quella combinazione fosse la migliore che avesse mai visto.

Bleddyn Williams è stato un giocatore dal genio istintivo e dal grande fascino, nonché la star indiscussa del periodo amatoriale del rugby subito dopo la seconda guerra mondiale. Dotato di un grande placcaggio, di un passaggio preciso e di un passo laterale che, forse, è stato eguagliato solo da Gerald Davies, il trequarti del Cardiff è stato soprannominato il Principe dei Centri molti anni prima che lo stesso nickname fosse affibbiato anche a Jeremy Guscott. Ad oggi, Williams è l’ultimo capitano di una squadra gallese ad avere sconfitto gli All Blacks e l’unico ad esserci riuscito due volte, con la nazionale e con il suo club.

Bleddyn Williams

Bleddyn Williams

Quarto di dodici figli (di cui otto maschi) di un minatore, Bleddyn Llewellyn Williams è nato il 22 Febbraio 1923 a Taffs Well, villaggio rurale a una decina di chilometri da Cardiff. Come per i suoi sette fratelli, anche Bleddyn ha intrapreso la strada del rugby e nel 1937 ha giocato con i Welsh Schoolboys, prima di essere raccomandato per una borsa di studio dal leggendario trequarti centro della nazionale Wilf Wooller presso la Rydal School di Colwyn Bay

A Rydal il ragazzo ha giocato nel ruolo di mediano d’apertura ed è risaltato subito come una delle stelle più fulgide del XV della scuola, tanto che durante la stagione 1938-39, appena terminati gli studi e trovato lavoro come operaio nella Steel Company of Wales, è entrato tra le fila del Cardiff Athletic, le riserve del Cardiff RFC. Purtroppo, non molto tempo dopo è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale.

Bleddyn ha combattuto inquadrato nella Royal Air Force. Formatosi come pilota da caccia in Arizona, è stato in seguito addestrato a pilota di aliante presso il Glider Pilot Regiment, dove è arrivato al grado di tenente. Durante il periodo di addestramento, mentre si trovava tra Londra e Cambridge, il ragazzo ha giocato a rugby con i londinesi del Rossylin Park. Quando è stato di stanza presso Heaton Park a Manchester, invece, ha giocato in una squadra che includeva anche l’attore Richard Burton.

Williams ha partecipato a diverse campagne militari con il Commando and Parachute Regiment, pilotando l’aliante nella famosa Operation Varsity (operazione congiunta anglo-americana di truppe aviotrasportate per invadere la Germania settentrionale, avvenuta nel marzo 1945). Il suo compito consisteva nell’attraversamento del fiume Reno con un carico di forniture mediche e radio e più di una volta ha rischiato la propria vita. La più drammatica, quella volta in cui è stato abbattuto e costretto ad un atterraggio di emergenza in un frutteto appena dentro la Germania. Il gallese ha trascorso una settimana dormendo nei fossi, usando il paracadute per tenersi al caldo, prima di essere tratto in salvo dal suo comandante Hugh Bartlett, che prima del conflitto era stato battitore del Sussex County Cricket Club, il quale, gli ha detto: “Williams, ti andrebbe di recarti a Welford Road domani per giocare con la Gran Bretagna contro i Dominions? Hanno bisogno di te. Vai ora!” Così, Williams ha attraversato il Reno su una chiatta e poi è volato sino alla sede di Eindoven. Dall’Olanda ha preso un altro aereo per la base della RAF a Brize Norton e da lì è partito in direzione del campo base di Rivenhall, dov’è arrivato intorno a mezzanotte. Il giorno dopo il tenente ha giocato la partita e, anche se la sua squadra non ha vinto, ha realizzato una meta gloriosa. A quel punto Bleddyn ha giocato sia per la RAF che per il Great Britain United Rugby Team.

Con la guerra ancora in corso, Williams si è unito al Cardiff RFC brillando nella sua posizione di trequarti centro. In quel periodo gli erano state offerte 6.000 Sterline per giocare con il Leeds, ma lui ha rifiutato per restare nella sua terra.
A Cardiff, Bleddyn ha instaurato una famosa partnership al centro della backline con il dottor Jack Matthews e, insieme a Billy Cleaver, hanno creato uno dei reparti arretrati più formidabili che il club abbia mai prodotto. Williams e Matthews avevano già calcato assieme i campi nel XV del South Wales Ack nel 1942, ma, a causa di vari infortuni, per non parlare delle decisioni scellerate di alcuni selezionatori, avrebbero giocato insieme per il Galles solo in quattro occasioni.

Il 26 dicembre 1944 Bleddyn ha disputato la prima delle sue undici partite con i Barbarians, nella quale è stato affrontato il Thorneloe XV. Il trequarti centro ha ringraziato dell’invito marcando una meta.

Williams ha fatto il suo debutto per la nazionale del Galles il 18 gennaio 1947 a Cardiff, assieme a Jack Matthews, in una sfida contro l’Inghilterra valida per il primo Cinque Nazioni del dopoguerra. Quel giorno, unica volta nella sua carriera internazionale, il ragazzo è stato schierato apertura al fianco del capitano, il mediano di mischia del Cardiff Haydn Tanner, mentre centro assieme a Matthews ci ha giocato Billy Cleaver. Il Galles ha perso 6 a 9, ma si è rifatto due settimane più tardi espugnando Murrayfield con un altisonante 22 a 8. Cinque mete realizzate, tra le quali la prima di Bleddyn.
In seguito i Dragoni hanno vinto anche a Parigi con il risultato di 3 a 0, grazie alla meta del seconda linea Bill Tamplin, per poi chiudere l’ultima giornata con un 6 a 0 casalingo sull’Irlanda. Galles e Inghilterra hanno condiviso il primo posto nel torneo, ma con le regole attuali avrebbero vinto i rossi grazie ad una migliore differenza punti.

Ad aprile, l’atleta del Cardiff ha realizzato una meta al Newport indossando ancora la casacca dei Barbarians.

Il 20 settembre 1947 il Cardiff capitanato da Haydn Tanner, con Williams vice-capitano, ha ospitato all’Arms Park un XV misto delle squadre francesi di Stade Nantais e U.S. Cognac. I gallesi hanno vinto 18 a 0 e Bleddyn ha dato spettacolo realizzando tre mete.
Due mesi più tardi i Blue & Blacks hanno battuto l’Australia per 11 a 3, realizzando due marcature con Doug Jones e Cliff Jones e con i punti al piede dell’avanti calciatore Bill Tamplin.
Il successivo 20 dicembre quella del Galles è stata l’unica nazionale a sconfiggere gli stessi Wallabies durante il loro tour. Non solo; i rossi hanno messo in atto una grande prova difensiva, riuscendo a non subire alcun punto dagli avversari, i quali avevano già battuto Irlanda e Scozia con ampi margini e da lì a poco avrebbero asfaltato anche l’Inghilterra. Il risultato è stato di 6 a 0, con una doppietta del solito Tamplin.
Il 31 gennaio seguente Bleddyn ha ritrovato di nuovo gli Aussies giocando per i Barbarians, con il club ad inviti che ha vinto la partita 9 a 6. Il trequarti centro ha incontrato tre volte gli uomini di Bill McLean nel loro tour, uscendone sempre vincitore.

I Dragoni hanno iniziato il Cinque Nazioni del 1948 imponendo il pareggio al XV della Rosa a Twickenham, un 3 a 3 maturato grazie alla marcatura di Ken Jones, l’uomo che da lì a qualche mese avrebbe vinto la medaglia d’argento nella staffetta 4 per 100 alle Olimpiadi di Londra.
La seconda giornata ha visto Bleddyn Williams marcare la sua seconda meta con la maglia della nazionale. La linea oltrepassata è stata quella della Scozia, battuta all’Arms Park per 14 a 0.
Purtroppo per loro, a quel punto i gallesi si sono ingolfati e hanno inanellato due sconfitte: con la Francia di Jean Prat in casa e poi a Dublino, contro l’Irlanda di Jack Kyle, che avrebbe conquistato il suo primo Grande Slam. Williams ha schiacciato di nuovo l’ovale dentro l’area di meta di questi ultimi.

In quella stagione il Cardiff ha vinto il campionato gallese, con un Bleddyn Williams che ha stabilito il record di club realizzando 41 mete. I Blu e Neri si sono ripetuti anche l’anno seguente, terminando il campionato da imbattuti. Soltanto Swansea e Newport sono riusciti ad imporre loro il pareggio.

Nel 1949 il torneo per il Galles è andato ancora peggio di quello precedente. Una vittoria il primo turno con l’Inghilterra, e poi soltanto sconfitte. Il trequarti centro di Taffs Well ha realizzato un’altra meta a Murrayfield. Quindi, il 3 marzo, ne ha marcate due al XV di East Midlands giocando per i Barbarians, ma poi si è infortunato ai legamenti del ginocchio ed è stato costretto a saltare l’ultima partita contro la Francia, proprio quando era stato eletto capitano della squadra.

Williams ha guardato l’intero Cinque Nazioni del 1950 dagli spalti. Nonostante questo, il ragazzo è stato inserito nella rosa dei British Lions per affrontare il tour in Nuova Zelanda e Australia. Prima, però, ha dovuto dimostrare di essere in forma disputando un’amichevole contro il Bath. Bleddyn aveva tolto il gesso soltanto una settimana prima, i suoi muscoli erano ancora deboli, ma lui, grazie al supporto del giovane mediano d’apertura Cliff Morgan, è riuscito a marcare una meta. La stampa è stata ingannata da questo e ha dichiarato che “il Principe dei Centri è tornato”. Per sua fortuna, Bleddyn è riuscito a rimettersi completamente durante il lungo viaggio sulla nave.

Proprio durante questo tour la compagine itinerante britannica ha assunto per la prima volta la denominazione di British Lions, anziché British Isles, e ha indossato la nuova divisa rosso fiammante. Condotti dal capitano irlandese Karl Mullen, i ragazzi, tra i quali erano presenti quattordici gallesi, si sono cimentati in un tour della durata di quattro mesi (tra cui cinque settimane trascorse in mare) durante i quali sono riusciti a vincere 22 partite e a pareggiarne una sulle 29 in programma. I rossi hanno pareggiato il primo test match con gli All Blacks, per poi perdere gli altri tre, ma hanno vinto tutti i loro incontri contro le selezioni locali, così come hanno vinto tutte le partite in Australia, tranne quella che ha chiuso il tour contro il XV del New South Wales a Newcastle. Gli europei hanno stropicciato gli Aussies in entrambi i test match, a Brisbane e a Sydney, con Williams che ha marcato una meta nel primo di essi.
Durante il tragitto che l’avrebbe riportata in patria, la squadra ha fatto uno scalo nello Sri Lanka (all’epoca chiamato Ceylon) dove ha giocato una partita contro una selezione formata da anglosassoni residenti sull’isola.

Dal canto suo, Williams ha preso parte a 21 partite, 7 come capitano, e segnato 13 mete, tra cui un paio di doppiette rifilate a Wellington e a Taranaki. Il trequarti ha giocato tre dei quattro test contro gli All Blacks, mancando solo il primo per infortunio, ed entrambi quelli contro l’Australia. Il trequarti ha capitanato la squadra nel terzo e nel quarto test con la Nuova Zelanda in sostituzione di Karl Mullen, infortunatosi alla caviglia. È stato durante questo viaggio che Bleddyn, assieme all’amico Matthews, ha prodotto il rugby migliore della sua carriera, grazie anche all’apporto del mediano d’apertura irlandese Jack Kyle.
C’è da tenere presente che i Lions in quel periodo non avevano un vero e proprio allenatore. Mullen, che era tallonatore, si occupava degli avanti, mentre i trequarti erano curati dallo stesso Williams. I gallesi Ken Jones e John Robins erano entrambi insegnanti di educazione fisica e hanno aiutato i giocatori a mantenersi in forma.

Il Cinque Nazioni del 1951 ha visto il Principe dei Centri giocare soltanto la sfida di Cardiff con l’Irlanda; un pareggio per 3 a 3 che ha tolto ai verdi la gioia di un altro Grande Slam. Quel giorno, tra le fila dei Dragoni è iniziata l’avventura della futura leggenda Cliff Morgan.

Il 22 dicembre del medesimo anno Williams ha realizzato una meta agli Springboks, ma i sudafricani, che hanno vinto tutti gli incontri del tour tranne quello con le London Counties, sono usciti vincenti dall’Arms Park con il punteggio di 6 a 3.
Bleddyn ha affrontato gli stessi avversari a gennaio schierato con i Baa-baas, ma anche in questo caso il successo ha sorriso agli ospiti, che hanno asfaltato il club ad inviti per 17 a 3.

Il trequarti centro ha disputato una sola gara per il Galles nel 1952, quella contro la Scozia a Cardiff, con i padroni di casa che hanno vinto con il punteggio di 11 a 0. Poi, a causa di un infortunio, è stato costretto a saltare l’intera stagione.

Nel 1953, l’anno dell’incoronazione della regina Elisabetta II, Bleddyn è tornato in piena forma; ha ricevuto i gradi da capitano della nazionale e ha disputato tutte le sfide di un buon Cinque Nazioni, con il Galles che ha perso con l’Inghilterra ma ha vinto le restanti tre partite. Il ragazzo di Taffs Well ha siglato una doppietta nella partita vinta a Murrayfield per 12 a 0.

Nella stagione 1952-53 il Cardiff ha vinto ancora una volta il campionato del Galles, aiutato dalla crescita del talentuoso mediano d’apertura Cliff Morgan e da Williams, miglior marcatore della squadra con 17 mete. Ma il meglio doveva ancora venire.

Il 21 novembre 1953 i Blue & Blacks hanno affrontato la Nuova Zelanda all’Arms Park di fronte a 56.000 persone. A causa dell’infortunio al loro capitano, il ruolo è passato a Bleddyn Williams, con Sid Judd, leader del pack, che è stato nominato vice-capitano. Bleddyn aveva pianificato da tempo le tattiche per sconfiggere gli All Blacks, acquisite grazie al tour in Nuova Zelanda del 1950 con i British Lions. Il trequarti centro aveva un grande XV da guidare e sapeva anche che l’atmosfera del Cardiff Arms Park poteva essere inquietante per gli ospiti.
Terminata la Haka, è stato Cliff Morgan a dare il calcio d’avvio. Tutti i punti sono stati realizzati nel primo tempo, con il Cardiff che ha segnato per primo. Morgan ha ricevuto la palla da Rex Willis, è avanzato e ha passato ad Alun Thomas, il quale, dopo aver conquistato qualche metro, ha lanciato a Gwyn Rowlands. Il trequarti ala ha calciato avanti l’ovale fin quasi sotto i pali. Il centro neozelandese Ron Jarden ha mancato la presa al volo e si è formato un groviglio, dal quale è sbucato Sid Judd che si è fatto largo tra le maglie nere e ha schiacciato oltre la linea di meta. Gwyn Rowlands ha trasformato.
La meta è stata seguita da un magnifico penalty dello stesso Jarden da oltre 40 metri. Con il punteggio di 5 a 3 in favore del Cardiff c’è stato un altro ottimo passaggio da Rex Willis a Cliff Morgan e da questi a Bleddyn Williams, che ha calciata perfettamente in avanti. L’ovale è stato raccolto da Alun Thomas, il quale ha eluso l’intervento dell’estremo dei neri Bob Scott prima di lanciare lungo per Gwyn Rowlands. L’ala ha compiuto una trentina di passi e ha segnato di potenza all’angolo. La trasformazione è stata fallita, ma il punteggio non è più cambiato per tutto l’arco della sfida. Il Cardiff ha vinto meritatamente 8 a 3.

Neanche un mese più tardi, il 19 dicembre, Williams ha ripetuto l’impresa battendo gli stessi Kiwis con il Galles, sempre nel ruolo di skipper.
A causa della sconfitta dei neri con il Cardiff ed il pareggio con lo Swansea conseguito soltanto sei giorni prima, i Dragoni erano dati per favoriti. Il match, però, non è iniziato come ci si aspettava e il Galles si è trovato ad inseguire dopo che gli All Blacks hanno preso subito una meta con il flanker Bill Clark, trasformata da Ron Jarden, il quale ha centrato l’acca anche con una punizione. I Dragoni hanno reagito con una meta di Sid Judd, alla quale Gwyn Rowlands ha aggiunto i due punti della trasformazione, ed il primo tempo è finito 8 a 5 in favore degli ospiti venuti dal sud del mondo.
Negli ultimi venti minuti il Galles ha aumentato la propria intensità e ha iniziato a macinare un rugby più offensivo. L’ala Gareth Griffiths è tornata in campo nonostante una lussazione alla spalla ed il Numero 8 Clem Thomas, che aveva preso il suo posto sulla fascia, è rientrato nel pack, rendendo così il gioco gallese più mirato. Gwyn Rowlands ha piazzato un penalty e ha portato le due squadre sul pareggio 8 a 8. A cinque minuti dalla fine Clem Thomas ha raccolto l’ovale sulla fascia e ha preso gli All Blacks alla sprovvista calciando in diagonale nella loro area dei 22 metri. L’ala Ken Jones ha agganciato la palla vagante, ha saltato Ron Jarden all’interno e ha segnato la sua meta più memorabile, l’ultima della sua carriera internazionale. Con la trasformazione di Rowlands il punteggio si è stabilizzato sul 13 a 8 per il Galles. Questo successo, oltre ad essere l’ultimo di una compagine gallese sulla Nuova Zelanda, ha fatto di Bleddyn Williams l’unico uomo ad avere guidato da capitano un club e la nazionale contro gli All Blacks portando entrambe le squadre alla vittoria. Tra l’altro, quelle con Cardiff e Galles sono state le uniche due partite perse dagli All Blacks durante quel tour.

Dopo questa impresa Bleddyn ha disputato ancora due partite con la maglia dei Dragoni: una nel 1954 contro la Scozia e l’altra con l’Inghilterra l’anno seguente, quando ha portato da capitano i suoi ragazzi a vincere 3 a 0 nel fango di Cardiff. È stata questa la sua ultima sfida internazionale. Il ragazzo, infatti, ha causa di un infortunio non è stato convocato per la sfidare gli Highlanders e il suo ultimo atto con il Galles è stato quello di recarsi in Francia per la partita finale del torneo come riserva.

Williams ha annunciato il suo ritiro alla fine della stagione, sapendo che non avrebbe fatto parte dei British Lions per il tour in Sudafrica, perché i giocatori di età superiore ai 30 anni all’epoca non erano presi in considerazione. Gli storici del rugby ancora discutono di come avrebbe potuto esprimersi questo fuoriclasse se gli fosse stato permesso di unire le forze con Cliff Morgan, l’inglese Jeff Butterfield e l’emergente giovane sensazione irlandese Tony O’Reilly.

In totale Bleddyn Williams ha inanellato 21 caps con la propria nazionale, sempre nel ruolo di trequarti centro, a parte la partita con la quale ha esordito, e ha realizzato sette mete. Williams è stato capitano del Galles in cinque occasioni, guidando i propri uomini alla vittoria in tutte e cinque le gare.

Con il suo club, invece, il ragazzo di Taffs Well ha disputato 283 partite e ha segnato 185 mete, tra cui un record di 41 nella stagione 1947-1948.
Ognuno dei sette fratelli di Bleddyn ha giocato per Cardiff e una volta quattro di loro erano in campo insieme nella stessa partita. Unendo le loro carriere, i Williams Brothers hanno giocato per il club un lasso di tempo che misura trent’anni. Il minore dei fratelli, Lloyd, ha rappresentato il Galles nel 1960 fregiandosi anch’egli dei gradi di capitano. Un altro, Gwyn, era un magnifico flanker, il quale durante la guerra è stato colpito alla testa in Nord Africa e lasciato per morto dagli uomini di Rommel. Un barelliere ha notato gli spasmi e lui è stato rianimato, ma ci ha messo diversi anni per imparare a leggere e scrivere di nuovo.

Dopo il ritiro all’età di 32 anni Bleddyn ha iniziato una carriera nei media; ha lavorato come corrispondente per il rugby del Sunday People per 30 anni, affermandosi come un autorevole commentatore del gioco. Williams è stato anche il presidente del Cardiff Athletic Club.

Nel 2005 il Principe dei Centri è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico, un riconoscimento che lui ha accettato con la tipica modestia che lo ha sempre contraddistinto, dicendo che doveva essere assegnato ai suoi compagni di squadra.

Il 6 luglio del 2009 Bleddyn Williams è morto al centro medico Holme Tower di Cardiff all’età di 86 anni, dopo aver sofferto problemi di salute per qualche tempo. Finché ha potuto, questo grande campione ha continuato a frequentare ogni partita che il Galles ha giocato in casa. Anche se non del tutto felice di come si era sviluppato il rugby moderno, era comunque riluttante a criticare, preferendo sempre incoraggiare la squadra.

Il 18 novembre 2013 Williams è stato ammesso nella Hall of Fame dell’IRB insieme all’amico di sempre Jack Matthews, scomparso nel 2012. Negli ultimi anni, vedovi entrambi, i due si erano incontrati ogni settimana per pranzare presso il County Club, dove i loro ritratti hanno un posto d’onore sullo scalone.

A Taffs Well, per onorare Bleddyn Williams gli è stata dedicata una strada: la Ffordd Bleddyn (Bleddyn Way).

 

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