Bernie McCahill: l’onore di essere un All Black

(di Roberto Vanazzi)

C’era qualcosa di speciale in tutto l’ambiente di Auckland. Non c’erano cricche, tutti erano su un piano di parità. E poi John Hart ha voluto che portassimo le famiglie a far parte del gruppo. Abbiamo fatto cene dopo le partite, con Alan Whetton che suonava brani al pianoforte e noi a cantare come una grande famiglia felice.” (Bernie McCahill)

Probabilmente, quello di Bernie McCahill non è il primo nome che viene in mente quando si parla di All Blacks. D’altronde, questo trequarti centro ha giocato solo dieci gare ufficiali per la nazionale in nero, di cui quattro entrando dalla panchina. Eppure, Bernie era un eccellente atleta e ogni volta che è sceso in campo ha sempre dato un notevole contributo alla causa della sua squadra. Il ragazzo è diventato una leggenda con i suoi club, il Marist e Auckland, ma non è mai riuscito ad imporsi stabilmente nelle fila degli All Blacks, essendo stato sfortunato ad avere giocato in un periodo in cui militavano trequarti centro del calibro di Joe Stanley, Warwick Taylor e Franck Bunce.

Bernie McCahill

Bernie McCahill

Bernard Joseph McCahill, detto Bernie, è nato il 28 giugno 1964 a Auckland. Studente presso il St. Peter’s College, il ragazzo è rugbisticamente cresciuto con il Marist Brothers Club di Auckland, lo stesso team che ha prodotto All Blacks come John Kirwan e Terry Wright.

Nel 1984 Bernie è stato notato da John Hart, il quale lo ha inserito nel team di Auckland. Tra i bianco-blu, però, McCahill ha dovuto lottare duramente per la maglia con campioni quali Joe Stanley e Kurt Sherlock. Ad ogni modo, il ragazzo è riuscito ha mettersi in luce e sono arrivate le chiamate dei New Zealand Colts, sia nella stagione 1984 sia nel 1985. Quando Sherlock si è trasferito al campionato di lega, sembrava che il posto di trequarti centro dovesse essere di McCahill, ma ancora una volta il giocatore ha dovuto far fronte alla concorrenza agguerrita di altri campioni quali Frank Bunce e Craig Innes.

La situazione di Bernie si è stabilizzata nel 1987, l’anno in cui Sir Brian Lochore lo ha fatto debuttare in maglia nera. L’esordio è arrivato il 1 giugno contro l’Argentina, durante la Coppa del Mondo, schierato al fianco di Smokin’ Joe in una gara che i Kiwi hanno vinto agevolmente 46 a 15. Durante il torneo il trequarti di Auckland ha giocato altre due volte, entrando dalla panchina con la Scozia (30 a 3) e in semifinale contro il Galles (49 a 6).

Dopo essere diventato campione del mondo, nel 1988 Bernie è stato incluso nella rosa che ha affrontato il tour in Australia, ma non è stato utilizzato in nessuno dei tre test match. Per ottenere un’altra apparizione degna di nota il trequarti di Auckland ha dovuto aspettare l’anno successivo, quando è entrato in campo per sostituire John Schuster in entrambe le partite di un’ottima serie casalinga contro l’Argentina, terminata con i risultati di 60 a 9 a Dunedin e di 49 a 12 a Wellington.

Sono di quell’anno le due prime mete realizzate da McCahill con la felce sul petto, anche se in gare non ufficiali. A ottobre, infatti, ha varcato la linea proibita del Newport e un mese più tardi quella del Leinster.

Il centro ha vissuto un’altra lunga pausa prima di gustare nuovamente il profumo del rugby internazionale, grazie alla vittoria all’Eden Park contro l’Australia per 6 a 3, con due penalties di Grant Fox da una parte e uno di Michael Lynagh dall’altra, che ha consegnato ai neri la Bledisloe Cup del 1991.

Terminata la tournée in Argentina, dove ha giocato solo contro squadre locali, McCahill è stato scelto da Alex Willye per disputare da titolare la Coppa del Mondo 1991. Bernie ha disputato quattro partite, tutte in collaborazione con Craig Innes.
Dopo avere sconfitto l’Inghilterra 18 a 12 e gli Stati Uniti 46 a 6, nella vittoriosa gara dei quarti di finale con il Canada, Bernie McCahill ha marcato la sua prima e unica meta in un match ufficiale.
Tuttavia, nella sfida di Lansdowne Road con i Wallabies, la combinazione con Innes non si è rivelata particolarmente efficace contro la giovanissima controparte formata da Tim Horan e Jason Little. Come molti altri All Blacks, anche Bernie non ha trovato risposta alle magie di David Campese e la sconfitta per 6 a 16 è stata la sua ultima apparizione internazionale.

McCahill ha goduto ancora della possibilità di partecipare ad un trial per gli All Blacks nei primi mesi del 1992 ed è stato tipico della sua generosità che, in quella partita, si è assunto l’onere e la pressione aggiuntiva di calciare penalty fra i pali, quando alcuni suoi più giovani compagni si sono tirati indietro.

Bernie ha disputato 32 partite con gli All Blacks, tra cui 10 test e, oltre a due Coppe del Mondo, ha partecipato a ben cinque tournée. L’aucklander ha fatto parte anche delle selezioni della Nuova Zelanda XV e della Nazionale B nel 1991.

Dei suoi 139 caps in campionato invece, 91, tra il 1984 e il 1993, sono stati realizzati per Auckland. Con il club, Bernie ha collezionato sei campionati NPC in sette stagioni e, ancora oggi, detiene il record di maggior numero di difese del Ranfurly Shield: ben 61 partite.

McCahill è in seguito diventato allenatore, aiutando per due anni Zinzan Brooke agli Harlequins in Gran Bretagna. Tornato in patria, Bernie ha lavorato con il Marist Club e anche con le Accademia Internazionale di rugby neozelandese. Nel 2014, l’ex All Black è stato eletto vice presidente del Marist.

Fuori dal rugby, Bernard è stato direttore della Home Investments Ltd, società che si occupa d’investimenti immobiliari. Nel 2009, McCahill è diventato proprietario di una ditta di falciature di prati e giardini.

Il fratello di Bernie, Sean, anch’egli trequarti centro, è stato equiparato irlandese e ha giocato una partita per la nazionale del Trifoglio.

 

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