Ben Clarke: Big Ben il generoso

(di Roberto Vanazzi)

Ben Clarke è eccezionale contro i giocatori eccezionali, ma può sembrare un po’ goffo se il suo opposto è più debole. Ben è un giocatore da big match” (John Kingston, ex direttore tecnico del Richmond)

Le terze linee sono quei giocatori che fanno finta di fare la mischia. Così dicono, scherzando, le prime e le seconde linee. La loro spinta, in effetti, è piuttosto trascurabile se paragonata a quella dei cinque compagni che stanno davanti, ma il pacchetto non rimarrebbe unito se essi non svolgessero bene il loro lavoro. E da quel pacchetto sono le terze linee che si staccano per prime; per andare a caccia dei mediani avversari, se la mischia è stata persa, o per creare spazio per i compagni, quando il pallone esce dalle loro parti. Il terza linea centro, o Numero 8 com’è ormai conosciuto, ha un compito ancora più particolare. Lui la mischia la dirige dall’interno, guidandola e aggiustandola come un timoniere fa con la nave. L’ovale, il più delle volte, esce tra le sue mani e lui deve avere la prontezza di darla al mediano di mischia, oppure ai propri trequarti. Se è particolarmente ispirato poi, è lui stesso a lanciarsi in avanti in cerca di gloria.

La leggendaria terza linea del Bath Ben Clarke ha fatto parte di quella nuova generazione di giovani che nella stagione 1992/93 ha contribuito a rinnovare la squadra inglese, dopo la sconfitta nella finale di Coppa del Mondo. Atleta compatto e potente, veloce e generoso, Big Ben poteva giocare sia Numero 8 sia flanker e nei sette anni che sono seguiti al suo esordio è diventato uno dei migliori giocatori inglesi, anche se forse avrebbe potuto guadagnare più caps se non fosse caduto in disgrazia quando Clive Woodward è diventato allenatore nel 1997.

Ben Clarke

Ben Clarke

Benjamin Bevan Clark è nato a Bishop’s Stortford, contea di Hertfordshire, il 15 aprile 1968. Dopo avere rappresentato selezioni giovanili quali Hertfordshire Colts and Bishop’s Stortford, Saracens, London Division, Public School Wanderers, Penguin Tourists, la nazionale studentesca e quella dell’Inghilterra B, è stato finalmente ingaggiato dal Bath nella stagione 1991/92. Il suo esordio con la squadra è avvenuto direttamente nella finale della coppa anglo-gallese contro Pontypool, vinta 28 a 12.

Non c’è voluto molto affinché il suo talento fosse notato da Geoff Cooke. Così, nel novembre del 1992 è arrivato il debutto con la maglia numero 8 della nazionale, contro una squadra sudafricana che da poco era stata riabilitata a disputare gare a livello internazionale. La partita è stata vinta 33 a 16, diventando la prima delle diciassette vittorie inanellate da Ben nelle prime venti gare disputate con l’Inghilterra.

Tuttavia, per Clarke e compagni il Cinque Nazioni del 1993 si è rivelato una delusione. L’età, gli infortuni e le modifiche alle regole sull’ingaggio hanno annullato il pack della Rosa e con esso sono crollate le performance della squadra. Come risultato, l’Inghilterra ha perso sia con il Galles sia con l’Irlanda, consentendo alla Francia di vincere il torneo.

Nonostante il fallimento della squadra, Big Ben ha ottenuto ugualmente recensioni entusiastiche e in estate è stato selezionato per il tour in Nuova Zelanda dei British & Irish Lions di Ian McGeechan. Clarke ha giocato in tutte e tre le prove, formando un terza linea tutta inglese con Peter Winterbottom e Dean Richards. La serie è stata persa, ma il flanker di Bishop’s Stortford si è dimostrato un giocatore colossale.

Kirwan e Fitzpatrick fermano la corsa di Clarke

Kirwan e Fitzpatrick fermano la corsa di Clarke

In l’autunno Ben era di nuovo in azione contro gli All Blacks di Sean Fitzpatrick, questa volta con la maglia bianca dell’Inghilterra. Con i compagni di terza linea Dean Richards e Tim Rodber, Clarke ha prodotto una prestazione immensa, contribuendo ad aiutare la propria squadra a vincere 15 a 9. I punti sono stati realizzati da quattro piazzati di Jon Callard e da un drop di Rob Andrew. Tale vittoria ha fornito una dolce rivincita per la delusione del tour dei Lions.

L’Inghilterra del 1994 si è presentata ai nastri di partenza del Cinque Nazioni come favorita, ma alla fine non è stata abbastanza audace da arrivare fino in fondo. I bianchi hanno iniziato con una vittoria di misura sulla Scozia a Twickenham (15 a 14). Ben è stato poi escluso dalla seguente partita contro l’Irlanda, che è terminata con una sconfitta. Realizzata la follia della sua decisione, Geoff Cooke ha restituito la maglia a Clarke e si è ricordato anche di Nigel Redman. L’Inghilterra è apparsa subito una squadra più fiduciosa e lo dimostrano le due vittorie con la Francia a Parigi e con il Galles a Londra. Purtroppo, gli uomini di Will Carling non sono riusciti a conquistare il campionato, finito nella bacheca del Galles per differenza punti.

In estate il XV della Rosa è partito con destinazione Sudafrica per la prima volta dopo lo sfortunato tour di John Scott del 1984. L’Inghilterra ha inizialmente lottato per acclimatarsi alle condizioni locali e nelle partite non ufficiali sembrava una squadra mediocre. Tuttavia, nel primo test match a Pretoria i giocatori si sono ripresi e Ben ha marcato anche una superba meta, che ha contribuito alla netta vittoria per 32 a 15. Il secondo test ha portato a una pesante sconfitta (9 a 27), ma gli inglesi avevano mostrato quello che erano in grado di fare quando si trovavano al top della forma.

Nella stagione 1995 Ben ha conquistato il suo primo e unico Grande Slam. Nella prima gara, con l’Irlanda a Dublino, il flanker ha siglato la sua seconda meta con la maglia della nazionale. Gli inglesi hanno vinto 20 a 8, realizzando il miglior risultato sull’Isola di Smeraldo dal lontano 1938. Contro la Francia a Twickenham, la prestazione di Ben è stata particolarmente impressionante: lui, Victor Ubugo e Tim Rodber, hanno costantemente bucato la difesa avversaria con le loro potenti incursioni. La partita è stata vinta 31 a 10, grazie a due mete di Tony Underwood e a quella di Jeremy Guscott. La terza giornata il XV della Rosa è andato a vincere 23 a 9 sul terreno di Cardiff, mentre il 18 marzo, a Londra, è andato in scena l’atto decisivo con la Scozia. Le due squadre, com’era successo a Murrayfield nel 1990, erano entrambe imbattute. C’erano in palio il titolo, il Grande Slam, la Triple Crown e la Calcutta Cup. Nella Scozia non c’era più David Sole e la fascia di capitano era sul braccio di Gavin Hastings. La partita è stata intensa, una guerra di trincea impostata dalle difese. Nessuno ha segnato mete, ma gli uomini del nord hanno pagato cara la loro indisciplina, prontamente punita dal piede di Rob Andrew, che ha messo tra i pali sette penalties e un drop: 24 punti, record per un singolo match, che contro i 12 degli avversari hanno portato i bianchi sul gradino più alto del podio.

Il Grande Slam era stato vinto grazie alla coerenza, ma durante la Coppa del Mondo in Sudafrica l’Inghilterra è tornata la squadra che brillava un minuto ed era inguardabile quello successivo. I bianchi hanno passato abbastanza agilmente la prima fase. Quindi, sono riusciti a sconfiggere l’Australia nei quarti grazie al drop di Rob Andrew all’ultimo minuto. Purtroppo, in seguito sono incappati in un certo Jonah Lomu, il quale ha rifilato loro quattro mete e li ha esclusi dalla finalissima. Il torneo è terminato con una sconfitta deludente per 9 a 19 ad opera della Francia, nella finale di consolazione.

L’Inghilterra ha conquistato un altro campionato nel 1996, ma in verità la squadra era l’ombra di quella dell’anno precedente ed è riuscita a vincere solo a causa della sconfitta inattesa della Francia contro il Galles all’ultima giornata.

Lo stesso anno Clarke sembrava destinato ad indossare la fascia da capitano della nazionale, ma ha commesso un errore: ha lasciato Bath per il club di seconda divisione di Richmond, firmando un contratto milionario che lo ha fatto diventare un professionista. Questo, forse, ha posto le basi per l’interruzione della sua carriera internazionale, nonostante il flanker abbia dato una grossa mano per la promozione dei londinesi nella massima serie.

Il 23 novembre 1996 Big Ben era nel XV che doveva incontrare l’Italia a Twickenham. Purtroppo per lui, un infortunio lo ha costretto a rinunciare e lasciare il posto a Chris Sheasby, il quale ha giocato bene e ha segnato pure una meta. Jack Rowell ha così deciso che il giovane numero 8 dei London Wasps sarebbe diventato titolare a discapito di Clarke.

Così, nel 1997 Ben ha disputato un solo match con la propria nazionale, una vittoria contro il Galles durante il Cinque Nazioni e, in seguito, è stato ignorato anche dai British Lions. Il flanker ha dovuto accontentarsi di un tour con l’Inghilterra, dove ha giocato in tutte e tre le prove contro l’Argentina e l’Australia, vincendo con i primi (dove ha segnato la sua terza e ultima meta internazionale) e perdendo entrambe quelle con i Wallabies.

clarkeClarke ha mancato le prime otto partite dell’era Woodward e non ha svolto alcuna prestazione nel Cinque Nazioni del 1998. Il flanker è riapparso in estate per una sostituzione nel clamoroso 76 a 0 subito in Australia. Quindi, è stato in campo nelle ultime tre partite del cosiddetto Tour From Hell, in Nuova Zelanda e Sudafrica, dove tutti i match sono stati persi; le due contro la Nuova Zelanda addirittura con dei margini da record (22 a 64 e 10 a 40). Big Ben ad ogni modo è riuscito a brillare in un mare di mediocrità.

Nonostante la sua apparente ripresa, però, Clive Woodward aveva già deciso che Clarke non era l’uomo per lui e l’ha lasciato fuori dalle prestigiose prove autunnali contro l’Australia e il Sudafrica, e in tutte le successive gare del Cinque Nazioni. Le preferenze del coach erano indirizzate a Martin Corry, Joe Wolsley e Lawrence Dallaglio, anche se quest’ultimo si è tagliato le gambe da solo con lo scandalo dello spaccio di droga e la squalifica che ne è seguita.

L’ultima partita di Ben con la nazionale è stata quella contro l’Australia di David Wilson, il 26 giugno 1999, un match organizzato per celebrare i 100 anni dei test Down-Under. Il gioco dell’Inghilterra ha prevalso per la maggior parte della sfida, ma è stata l’Australia che alla fine ha vinto 22 a 15.

Nel 1999, dopo il fallimento del Richmond con la conseguente confluenza del club nei London Irish, Clarke è tornato al Bath di Andy Robinson, dov’è rimasto sino al 2001. Quell’anno il flanker è passato ai Worcester Warriors, con il duplice ruolo di giocatore e vice allenatore. Purtroppo, a causa di un infortunio al ginocchio, il ragazzo di Bishop’s Stortford ha potuto disputare solo 15 incontri, dopo dei quali si è definitivamente ritirato dal rugby.

In totale Ben Clarke ha giocato 39 volte per la nazionale inglese e ha segnato 3 mete. Con il Bath, invece, ha vinto tre campionati (1992/93, 1993/94, 1995/96) e tre coppe anglo-gallesi. Tra il 1991 e il 2001, poi, Ben ha giocato cinque volte con i Barbarians, segnando per loro 3 mete.

Oggi Big Ben lavora come broker finanziario presso la BCG Partners. Per un certo periodo al suo fianco c’era un’altra terza linea della nazionale inglese, Peter Winterbottom, finché quest’ultimo ha lasciato nel 2008.

 

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