Barry John: l’uomo che camminava sull’acqua

(di Roberto Vanazzi)

L’arroganza di Barry John è tale da separarlo dai suoi contemporanei. Ma è anche un’arroganza giusta, una confidenza e una sicurezza in sé stesso che gli permettono di fare cose che gli altri giocatori semplicemente non immaginano, né tanto meno osano fare” (Phil Bennett)

Se JPR Williams era il polmone del grande Galles degli anni ’70, Barry John ne è stato sicuramente il cuore. Questo campione è considerato uno dei più forti mediani d’apertura nella storia del rugby, ma non dite così ai gallesi, perché per essi Barry è ‘senza dubbio’ il più forte giocatore che abbia mai giocato con la maglia numero 10.

Alto e magro, John era diverso in quanto a struttura fisica rispetto al classico mediano di apertura gallese, cioè piccolo e svelto, e possedeva tutta quella gamma di competenze che trasformano un grande atleta in un fuoriclasse: velocità di gambe, fiducia in sé stesso, visione di gioco e un ottimo calcio. La sua presenza sul palco del rugby è stata fin troppo breve, ma in sei anni ha raggiunto vette tali che altri giocatori, semplici mortali, possono solo sognare.

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Barry John

Nato sabato 6 gennaio 1945 a Cefneithin, un piccolo villaggio del Carmarthenshire, Barry John ha studiato presso la Grammar School di Gwendraeth, nella Gwendraeth Valley, a nord di Llanelli, dove il preside William John Jones e il maestro Ray Williams erano stati entrambi internazionali di rugby con il Galles. Barry ha giocato per la squadra della scuola e poi in quella del suo villaggio, il Cefneithin RFC. Un giorno il ragazzino ha giocato una gara per il team rivale, il Pontyberem, ma il risentimento locale è stato tale, che lui se n’è ben guardato di farlo una seconda volta.

Il 4 gennaio del 1964, quando studiava presso il liceo classico, Barry ha disputato il suo primo match che conta con i colori del Llanelli, in una partita contro Moseley. Anche se Llanelli ha perso quell’incontro, John ha lasciato il segno, segnando una meta e trasformando la stessa.

La sua fama di abile calciatore e la sua dote di centrare i pali con favolosi drop ha preso subito piede, e nella stagione 1964/65 John ha iniziato ad avere un grosso impatto sul rugby di club gallese. Il suo drop messo a segno contro Abevaron, il 26 ottobre 1964, è stato l’undicesimo in 17 gare

La stagione seguente Barry ha ottenuto ancora più attenzione. I due drop realizzati contro lo Swansea hanno fatto gridare “al genio” i giornali locali. Llanelli, quell’anno, ha vinto tutti e quattro gli incontri contro i rivali di Swansea, con Barry John che è andato a punti in ciascuno di essi.

All’inizio del 1966 Barry ha fatto un provino per la nazionale gallese ed è stato scelto come riserva di David Watkins. Per il debutto ufficiale mancava ormai poco e il ragazzo lo ha ottenuto il 6 dicembre, sostituendo lo steso Watkins contro l’Australia, dove il Galles ha perso 11 a 14. In quell’occasione con il numero 10 ha giocato in coppia con il mediano di mischia Allan Lewis.

John si è vendicato dell’Australia un mese più tardi, quando gli stessi Wallabies hanno affrontato Llanelli allo Stradey Park. Il club gallese ha vinto 11 a 0 e il mediano d’apertura ha segnato una meta e un drop.

Nonostante la sconfitta con l’Australia, i selezionatori hanno dato di nuovo fiducia a Barry e lo hanno messo in campo nella prima sfida del Cinque Nazioni del 1967, contro la Scozia. In coppia con il mediano di mischia del Cardiff, Billy Hullin, Barry ha giocato una pessima partita ed è riuscito pure ad infortunarsi ad una gamba. Il resto del torneo lo ha disputato il più esperto Watkins.

Nel 1967 Barry John ha lasciato Llanelli ed è passato al Cardiff RFC, dove è iniziato il magico binomio con il mediano di mischia Gareth Edwards. Si può quindi affermare che, per quanto riguarda la nazionale, a parte le prime due partite, quelle giocate in coppia con Lewis e Hullin, da quel momento John ha sempre avuto al suo fianco l’amico Gareth.

Il 1 novembre di quello stesso anno la mediana formata da John e Edwards ha affrontato la prima gara in nazionale. Nonostante l’esordio dei due fenomeni combaci con una sconfitta dei rossi, un 6 a 13 subito dalla Nuova Zelanda di Brian Lochore, tra pioggia, raffiche di vento e terreno fangoso, la coppia è stata selezionata per il tour dei British & Irish Lions del 1968 in Sudafrica. Purtroppo, un infortunio alla clavicola ha costretto Barry John a concludere presto quella tournée, che per i rossi allenati da Ronnie Dawson si è risolta con tre sconfitte e un pareggio nei test match. Barry è riuscito a disputare tre partite infrasettimanali, per poi farsi male dopo 15 minuti del primo test match, a causa di un intervento duro di Jan Ellis.

A livello di club, quell’anno John ha terminato il campionato con nove mete segnate e nove drop per Cardiff. La stagione successiva, invece, quella datata 1968/69, l’apertura di Cefneithin ha totalizzato solo 14 presenze. Nonostante questo, egli ha giocato in tutte le sfide del Cinque Nazioni.

Nel 1969 il Galles ha vinto il Cinque Nazioni, il primo di una lunga serie, mancando di poco il Grande Slam a causa del pareggio di Parigi, ma conquistando la Triple Crown. I selezionatori dei Dragoni quell’anno avevano portato solo cinque giocatori dalla stagione precedente, riempiendo la squadra di giovani dalle grandi potenzialità, come JPR Williams e Mervyn Davies.

Nella prima partita, disputata a Murrayfield, Barry ha marcato la sua prima meta internazionale. conducendo i suoi a vincere 17 a 3.
Quando l’Irlanda è arrivata a Cardiff , la seconda giornata, la squadra era in serie positiva da sette incontri consecutivi e si avviava a conquistare il Grande Slam, avendo già incontrato e sconfitto Inghilterra, Francia e Scozia. È stata quindi di una sorpresa la facilità con cui il gruppo gallese ha dominato la sfida. I rossi hanno vinto 24 a 11, con John che ha giocato una gara perfetta, portando pressione con i suoi calci lunghi e realizzando un drop.
Il torneo per il Galles è proseguito con il pareggio 8 a 8 allo Stade Colombes con la Francia e la vittoria dell’ultimo turno contro l’Inghilterra per 30 a 9, partita in cui Barry ha segnato una meta e centrato l’acca ancora con un calcio di rimbalzo.

Più avanti nella stagione, Barry ha partecipato al tour che la sua nazionale ha svolto in Nuova Zelanda e Australia. Non è stato un viaggio trionfale (due sconfitte in altrettante gare con gli All Blacks e una vittoria con i Wallabies per 19 a 16) ma, come anche per altri giocatori gallesi, è stata un’esperienza che gli ha regalato parecchie soddisfazioni.

Barry_John_1971Il 13 dicembre, sempre del 1969, il Cardiff ha affrontato il Sudafrica, che si trovava in tour nel Regno Unito. Quel tour è ricordato per le proteste anti-apartheid che hanno seguito gli sudafricani in ogni città in cui si sono recati.
John non era presente alla sfida, che Cardiff ha perso 17 a 3, a causa dell’incidente alla costola subito durante la partita che i Barbarians hanno svolto contro Oxford University Past & Present. Ha rcuperato, però, in tempo per la gara del 24 gennaio 1970, quando i medesimi Springboks hanno affrontato il Galles. La partita, che si è giocata in atroci condizioni atmosferiche e con il campo ridotto ad un ammasso di fango, è finita 6 a 6, grazie alla meta all’ultimo minuto di Gareth Edwards.

John e Edwards hanno affrontato ancora il Sudafrica una settimana più tardi, questa volta con la maglia dei Barbarians. Gli Springboks, che hanno giocato la loro migliore partita del tour, si sono imposti per 21 a 12.

Una settimana più tardi l’apertura del Cardiff era già in campo per il Cinque nazioni 1970. Nella prima partita del torneo il Galles ha affrontato all’Arms Park la Scozia. Nonostante gli Highlanders fossero riusciti ad andare in vantaggio sul 9 a 0, a un certo punto il Galles ha preso l’iniziativa e ha segnato quattro mete consecutive, vincendo alla fine per 18 a 9.
La sfida con il XV della Rosa a Twickenham ha fatto registrare il più grande bottino di mete per la squadra gallese in Inghilterra dal 1908. Quattro ne sono state segnate, delle quali una di John, che ha incrementato lo score anche con uno dei suoi soliti calci di rimbalzo. A causa di un infortunio a Edwards, il numero 10 ha terminato la partita al fianco di Chico” Hopkins.
A quel punto c’era solo l’Irlanda tra il Galles e la Triple Crown. Le speranze erano alte, ma il XV del trifoglio ha vinto 14 a 0.
All’ultima giornata, contro la Francia, Barry non era disponibile e il suo posto è stato preso da Phil Bennett. Il Galles ha battuto i Blues 11 a 6 e ha condiviso con loro il titolo.

L’anno seguente è arrivato finalmente il Grande Slam, che mancava ai Dragoni dal 1952. Barry è andato a punti in tutte le gare disputate. Due drop nella facile vittoria dell’esordio con l’Inghilterra a Cardiff per 22 a 6; una meta, una trasformazione e un penalty nella drammatica partita di Murrayfield, con il calcio del sorpasso all’ultimo minuto di John Taylor da posizione angolata, che ha trasformato la marcatura di Gerald Davies per il 19 a 18 conclusivo; un drop, due piazzati e una trasformazione in casa con l’Irlanda, incontro terminato 23 a 9. Infine, una meta e un penalty a Parigi, per il 9 a 5 che ha sancito lo Slam e dato il via alla festa attesa diciannove anni.

É stato comunque durante il tour in Nuova Zelanda del 1971 con i favolosi British Lions guidati da Carwyn James, che Barry John è diventato “Il Re”, per merito delle maestose prestazioni che ha sciorinato in casa degli All Blacks.

Delle 26 partite di quel tour, Barry ne ha disputate 17. Quando  è arrivato il primo test match, l’apertura era già scesa in campo in sei sfide infrasettimanali, inclusa quella con i New Zealand Maori. Tutte e sei le partite erano state vinte e John aveva segnato 88 punti. I suoi calci tattici hanno cambiato il corso della prima gara ufficiale e il ragazzo di Cefneithin ha letteralmente terrorizzato l’estremo neozelandese Fergie McCormick, che da quel giorno non ha più giocato per gli All Blacks. I Lions hanno vinto la sfida 9 a 3.
Perso il secondo test 12 a 22, è stato nel terzo che il geniale gallese ha dato il meglio di se, risultando fondamentale per la vittoria finale nella serie, grazie anche alla marcatura di una meta, di un drop e ad una trasformazione. 13 a 3 il risultato della gara di Wellington, con l’altra meta segnata ancora da un gallese: Gerald Davies.
L’ultimo incontro, disputato a Auckland, era quello decisivo. La serie era sul 2 a 1 in favore dei Leoni e gli All Blacks avevano la possibilità di pareggiare i conti. La gara è stata in equilibrio sino all’ultimo, poi J.P.R. Wiliams, con l’unico drop della sua carriera, ha portato i suoi sul 14 a 11. I padroni di casa sono riusciti a pareggiare di nuovo grazie alla meta di Tom Lister, ma la trasformazione di Laurie Mains è uscita di lato e la sfida è finita 14 a 14. In quel modo la serie è andata ai Lions.

Nelle quattro partite ufficiali di quel tour, Barry John ha segnato 30 dei 48 punti complessivi per i Lions. Se si considerano anche le gare infrasettimanali, lo score dell’apertura sale a 191 punti (6 mete, 8 drop, 31 trasformazioni e 27 penalties).

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Barry con i British Lions, nel 1971

Il Cinque Nazioni 1972 è quello del famoso rifiuto di Galles e Scozia di recarsi a giocare in Irlanda, a causa di alcune minacce pervenute, pare, da parte dell’IRA. I Dragoni sino a quel momento avevano vinto tutte le partite e quella rinuncia ha escluso loro la possibilità di conquistare un altro Grande Slam.

La partita del 25 marzo 1972, vinta dal Galles contro la Francia per 20 a 6, è stata però l’ultima di questo campione. Proprio mentre il suo genio aveva raggiunto il picco massimo, a soli 27 anni, con 25 presenze all’attivo in maglia rossa, tre Cinque Nazioni vinti, lo Slam del 1971, la Triple Crown del 1969 e 4 caps con i British Lions nella vittoriosa serie in Nuova Zelanda, ecco l’improvvisa decisione di ritirarsi, che ha quasi sprofondato il Galles nel lutto nazionale.

Come mai questo giocatore, che non aveva eguali al mondo in quel momento, ha interrotto la carriera così prematuramente, non si sa. Forse, dopo l’incredibile tournée australe con i Lions e il trionfo nel Cinque Nazioni 1971, Barry non è più riuscito a gestire la grande popolarità che lo circondava. Lui, poco amante dei riflettori, ha preferito tornare alla vita semplice da dividere tra amici e famiglia. Nonostante lo stupore generale che il suo annuncio di ritirarsi ha creato, e malgrado le insistenze affinché cambiasse idea, King Barry non ha fatto marcia indietro, rimanendo fedele alla sua decisione.

Phil Bennett, l’uomo che ha ereditato la sua maglia numero 10, non lo ha fatto certo rimpiangere, ma in tanti si chiedono ancora oggi a che livelli sarebbe arrivato Barry John, e con lui il Galles, se avesse continuato a scendere in campo.

Nel 1997 Barry è stato introdotto nella International Rugby Hall Of Fame e, due anni più tardi, nella Welsh Rugby Hall Of Fame.

Nel 2009 Barry ha deciso di vendere i suoi cimeli del rugby, compresi i caps conquistati con la nazionale, affermando di non provare alcuna nostalgia verso gli oggetti, ma che l’onore di avere giocato per il Galles era tutto ciò che gli importava.

 

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