Andrew Mehrtens: the score machine

(di Roberto Vanazzi)

Quello che aveva funzionato così bene per noi durante il torneo non stava andando ugualmente bene in finale, perché i ‘Boks, dall’1 al 15, ci hanno messo di tutto, compreso il corpo delle loro madri, per fare un placcaggio.” (Andrew Mehrtens, sulla finale della Coppa del Mondo 1995)

Nella terra della Lunga Nuvola Bianca ci sono stati pochi giocatori che hanno ottenuto una popolarità vasta e piena d’affetto quanto Andrew Mehrtens. Il mediano d’apertura, infatti, in 12 anni di carriera è diventato una vera e propria icona nazionale, soprattutto nella sua amata provincia di Canterbury. Tuttavia, i critici non sono mai stati in totale accordo riguardo al suo stile di gioco. Alcuni, guidati dal leggendario Colin Meads, ritengono Mehrtens il migliore numero 10 mai prodotto dalla Nuova Zelanda. Altri, invece, sostengono che, nonostante la sua immensa abilità, la visione di gioco, la precisione nei calci e la capacità di lanciare i propri trequarti, il giocatore aveva alcuni limiti, soprattutto per il modo in cui il rugby si è sviluppato nell’era del professionismo. Uno dei difetti, ad esempio, era la carenza a livello fisico. Infine, tra i suoi detrattori c’è anche chi gli ha preferito il fascino del suo carismatico rivale Carlos Spencer.

I due fenomeni, infatti, si sono ritrovati contemporaneamente a rivestire lo stesso ruolo, mettendo a dura prova i selezionatori che, inevitabilmente, dovevano lasciarne uno in panchina. Per più di un decennio in Nuova Zelanda si è discusso su chi fosse il migliore. In molti hanno difeso il rigore tattico, la visione di gioco e la precisione al piede di Andrew e altrettanti hanno sostenuto che la fantasia e la capacità di scardinare le difese di Carlos erano di maggiore utilità alla squadra. Tutti, però, si sono trovati d’accordo nel ritenere che entrambi siano stati tra le cinque o sei aperture neozelandesi più forti di tutti i tempi. Comunque sia, anche fuori dal rettangolo di gioco Andrew ha dimostrato di essere un personaggio gradito ai tifosi e ai media, grazie ai piacevoli modi di fare, all’intelligenza, alla sua arguzia e, soprattutto, al forte senso dell’umorismo.

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Andrew Mehrtens

Andrew Philip Mehrtens è nato il 28 aprile 1973 a Durban, in Sudafrica, quando i suoi genitori si trovavano là per lavoro, ma è cresciuto a Christchurch, dove ha frequentato l’High School Boys. La sua tradizione rugbistica ha sempre risieduto a North Canterbury. Suo nonno George ha giocato per Canterbury nel 1920 come estremo ed è stato anche un All Black in una gara non ufficiale contro New South Wales, nel 1928. Anche suo padre Terry ha rappresentato Canterbury, tra il 1964 e il 1976, ricoprendo il ruolo di apertura, ed ha fatto parte della nazionale under 23 nel 1965 contro gli Springboks, e poi di nuovo nel 1967. Mentre si trovava in Sudafrica, invece, ha giocato da estremo per Natal proprio contro gli All Blacks, durante il tour del 1970. Nonostante questo background familiare però, Andrew è emerso nel rugby solo nella tarda adolescenza. In principio, infatti, il ragazzo è stato un tennista molto promettente, che si è spesso classificato ai primi posti nazionali nelle varie fasce d’età.

Mehrtens ha iniziato a praticare il rugby nella squadra junior di Kaiapoi. La sua prima selezione rilevante è arrivata nel 1992, quando ha giocato nella nazionale under 19 contro l’Australia, in un XV che comprendeva gente che, come lui, sarebbe in seguito emersa sia nei Crusaders sia negli All Blacks: Adrian Cashmore, Norman Berryman, Milton Going, Tabai Matson, Justin Marshall e Taine Randell.

Nella stagione 1992-93, Andrew ha giocato anche alcuni mesi in Italia, a Calvisano, che allora militava in A2. Il mediano d’apertura è sempre rimasto legato alla squadra bresciana e ancora oggi, quando può, si presenta al San Michele a tifare giallo-nero.

L’apertura è stata quindi selezionata da Canterbury nella stagione 1993-94, la stessa in cui ha fatto parte anche dei New Zealand Colts, trovando il suo primo impatto a livello nazionale nella squadra che nel 1994 ha conquistato il Ranfurly Shield contro Waikato. La prestazione di Mehrtens quel giorno, e anche quelle nelle gare seguenti contro Counties e Otago, sono state un chiaro segnale di un suo immediato ingresso negli All Blacks. A detta di molti era lui la risposta al problema, non ancora risolto, del pensionamento di Grant Fox nel 1993.

Il 25 aprile 1995, tre giorni prima del suo ventiduesimo compleanno, Andrew ha debuttato con la nazionale in maniera splendida contro il Canada. Giocando in mediana con il numero 9 Graeme Bachop, l’esordiente ha realizzato una meta, 7 trasformazioni e 3 penalties, per un totale di 28 punti. Questo ha fatto si che, anche se inizialmente era stato escluso dalla formazione, il ragazzo è stato convocato per la Coppa del Mondo in Sudafrica.

Il mondiale, almeno per Mehrtens, è stato un successo. Egli è stato una delle tre novità, con Jonah Lomu e Josh Kronfeld, che hanno dato ai neri quella dimensione vincente che era mancata per gran parte della stagione precedente. L’unico errore che si può imputare ad Andrew è stato quel drop sbagliato a due minuti dalla fine del tempo regolamentare della finale, persa contro gli Springboks nell’extra time: un calcio di rimbalzo a quindici metri di fronte la porta, quasi un rigore, che è uscito a lato. In totale, nell’arco del torneo Andrew ha segnato 1 meta, alla Scozia nei quarti, 2 drop (uno dei quali in finale), 14 trasformazioni e 14 penalties, di cui 3 in finale.

Notoriamente, un’intossicazione alimentare, non si sa se provocata oppure no, ha falcidiato la squadra prima del giorno della finale. Mehrtens è stato il primo a soccombere, dopo la sessione di calci del Giovedi. Il mediano d’apertura ha vomitato bile gialla ed è stato messo in isolamento dal dottor Mike Bowen. Mehrtens si è svegliato la mattina dopo, ha lottato con se stesso per andare ad una riunione di squadra e non ha trovato nessuno. Alla fine, i giocatori si sono riuniti e sono andati ad un parco locale.

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Nelle successive sette stagioni Mehrtens è stato una scelta automatica di tutte le squadre All Blacks. Purtroppo, un infortunio al ginocchio l’ha costretto a interrompere il tour del 1995 in Francia. Anche negli anni seguenti, colpa una serie d’infortuni, e con un talento del calibro di Carlos Spencer che premeva alle sue spalle, Andrew ha perso numerose gare.

Per riavere un Andrew Mehrtens in piena forma si è dovuto aspettare il 1999. Egli, in quella stagione. ha prima calciato un record di nove penalties nella gara contro l’Australia all’Eden Park, quindi ha partecipato da protagonista alla Coppa del Mondo in Galles, dove ha realizzato 11 trasformazioni e 19 calci di punizione. Gli All Blacks, però, hanno visto infrangersi i loro sogni di gloria nella semifinale di Twickenham, per colpa della Francia, con il numero 10 di Durban surclassato dal pari ruolo Christophe Lamaison.

Oltre alla sua importanza per gli All Blacks Mehrtens, dalla fine degli anni ‘90 alla metà dei 2000, ha stabilito un record eccezionale per i Crusaders a livello di Super 12. Il ragazzo ha avuto ruoli chiave nei tre titoli consecutivi vinti dal 1998 al 2000 dal club di Canterbury, sia attraverso il suo comando tattico del gioco che, come nella finale del 2000 contro i Brumbies a Canberra, con un penalty segnato sotto forte pressione, che ha dato ai suoi la vittoria di misura per 20 a 19. Andrew ha anche giocato nelle squadre rosso-nere che hanno vinto il titolo Super 12 del 2002 e del 2005, anche se nel finale di quest’ultima stagione era ormai messo in secondo piano dalla stella emergente Daniel Carter.

Mehrtens ha dato anche un contributo enorme a Canterbury a livello di NPC, diventando celebre grazie alla sua partnership con il mediano di mischia Justin Marshall. Oltre alla vittoria del 1994 contro Waikato, Andrew ha giocato nei XV che hanno trionfato in Shield nel 2000, di nuovo con Waikato, e nel 2004 contro il Bay of Plenty. Il ragazzo è stato titolare poi in tre vittoriose stagioni in NPC nel 1997, 2001 e 2004.

Negli anni successivi, soprattutto nel 2003, Mehrtens è stato afflitto da problemi personali, i quali hanno influenzato anche la sua forma fisica. Quell’anno il nuovo allenatore John Mitchell lo ha escluso dagli All Blacks, anche se molti ritengono ancora oggi che sarebbe stato molto utile come kicker al team che ha partecipato alla fallimentare Coppa del Mondo in Australia.

Andrew ha trovato ancora posto in nazionale per un breve periodo nel 2004, quando Graham Henry ha sostituito Mitchell sulla panchina dei neri, ma era ormai chiaro che il futuro apparteneva a Carter. Così, Mehrtens ha disputato la sua ultima partita il 14 agosto 2004 contro il Sudafrica a Johannesburg, una gara persa 26 a 40..

Il 2005 è stato ancora un anno ricco di successi per i Crusaders. Andrew ha fatto apparizioni regolari dalla panchina ed è partito titolare in un paio di gare. Nel corso di quella stagione poi, è diventato il miglior realizzatore di tutti i tempi nel Super Rugby, titolo che ha mantenuto fino al 9 maggio 2009, quando Stirling Mortlock dei Brumbies lo ha superato, raggiungendo 990 punti. Alla fine del campionato, però, Mehrtens ha abbandonato il rugby neozelandese e si è trasferito a giocare per gli Harlequins in Gran Bretagna. In patria ha lasciato in ricordo un formidabile record di 281 partite, per un totale di 3178 punti. 108 gare le ha disputate per Canterbury, con 1056 punti realizzati, mentre 87 presenze e 981 punti li ha stabiliti con i Crusaders.

Per quanto riguarda gli All Blacks, invece, Mehrtens ha indossato la maglia numero 10 in 70 partite, segnando 967 punti. Con i neri ha partecipato a due Coppe del Mondo ed ha vinto il Tri Nation nel 1996, 1997, 1999 e nel 2002.

Con il suo trasferimento in Inghilterra, e successivamentei in Francia, Andrew ha aiutato i primi tre club in cui ha giocato ad ottenere la promozione nella massima serie del rispettivo Paese. Nella sua prima stagione con gli Harlequins ha guidato il club londinese, appena retrocesso, ad un immediato ritorno in Guinness Premiership, grazie a 318 punti realizzati in due stagioni.

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Il 23 maggio 2007 l’apertura si è trasferita al Tolone, ambiziosa squadra di Pro D2 dove militava anche l’australiano George Gregan. Con i rosso-neri Andrew è arrivato primo in campionato e ha garantito una veloce promozione nel Top 14, totalizzando in un solo anno 261 punti. Lui, però, non ha seguito la squadra ed è rimasto in Pro D2 nell’altrettanto ambizioso Racing Métro 92. Per la seconda volta consecutiva, grazie al suo piede magico, Mehrtens ha condotto i suoi in vetta alla classifica e quindi al salto nella massima serie.

Dopo due anni con il club di Parigi, dove ha realizzato 288 punti, il contratto di Andrew non è stato rinnovato e per la stagione 2010-11 si è accasato al Béziers, club che giocava in Fédérale 1 (quarta divisione), il  livello più alto del rugby amatoriale francese. Sul contratto c’era scritto che egli aveva la possibilità di entrare nello staff tecnico del club una volta deciso di porre fine alla sua carriera da rugger. Così, nel 2011, una volta appese le scarpette al chiodo, Andrew è diventato allenatore in seconda del club rosso-blu, per diventarne poi head coach nel 2012. L’anno seguente però,visti gli scarsi risultati ottenuti, Andrew Mehrtens si è dimesso.

A quel punto, nella primavera del 2013, è iniziata a girare la voce che il presidente della F.I.R. Alfredo Gavazzi avrebbe affidato il suo “progetto apertura”  proprio a Andrew, da lui conosciuto durante i suoi trascorsi a Calvisano.

Mehrtens è stato a lungo il secondo realizzatore di tutti i tempi per gli All Blacks, con 967 punti, divisi in 7 mete, 169 trasformazioni, 188 penalties e 10 drop, superato da Dan Carter il 21 novembre 2009. Ha segnato più di 300 punti nel Tri Nations ed è stato anche in cima alla lista di tutti i tempi per numero di trasformazioni realizzate nei test: ben 167.

 

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