Andrea Lo Cicero: il Barone rampante

(di Roberto Vanazzi)

La mischia è come un cuore. Piloni, tallonatore, seconde e terze: tutti uniti come un solo organo, che pulsa, batte, pompa, spinge. Occhi aperti sempre. Per guardare dentro l’anima degli avversari.” (Andrea Lo Cicero)

Quattordici anni passati ad impattare contro i pacchetti di mischia di tutto il mondo, a spingere in prima linea, dove la lotta si fa davvero dura, cercando di guadagnare terreno un millimetro alla volta. Lui è Andrea Lo Cicero, il pilone, uno dei più importanti membri nella storia ovale di colore azzurro e figura onnipresente attraverso il viaggio che l’Italia ha intrapreso nei primi tredici anni di Sei Nazioni. Spalle lussate, lesione al collaterale, frattura all’osso di un gomito, di quattro costole e di sei dita, più qualche altro ossicino qua e là, 55 punti in testa, di cui 21 solo ad un orecchio, sublussazione ad un ginocchio, un polmone perforato. Uscite dal campo per infortunio: una sola. E poi il rispetto, quello degli avversari, che lo hanno sempre considerato un rivale terribile e leale, a partire dal grande Jason Leonard, il primo pilone con il quale Andrea ha ingaggiato battaglia.

Andrea Lo Cicero

Figlio di un anestesista e di una pediatra, Andrea Lo Cicero Vaina è nato il 7 maggio 1976 a Catania da una famiglia con ascendenze nobiliari, fatto questo che gli ha regalato il soprannome di Barone.
Da adolescente Andrea praticava canoa e lotta greco romana. Il rugby lo aveva assaggiato a 14 anni con la squadra di Sant’Agata Lì Battiati finché, nel 1993, grazie a Pippo Puglisi, suo insegnante di educazione fisica, il diciassettenne Andrea è approdato alle giovanili dell’Amatori Catania, squadra in cui aveva militato anche suo zio Michele.

Due anni più tardi il ragazzo ha esordito in prima squadra nel massimo campionato italiano. Era la seconda giornata e il club siciliano affrontava il CariPiacenza al Santa Maria Goretti. La partita è terminata 25 a 3 per i padroni di casa, i quali, quella stagione, hanno intrapreso un cammino di tutto rispetto, classificandosi al terzo posto alle spalle delle due super potenze Benetton Treviso e Milan. Approdato ai play-off, purtroppo, il Catania si è fermato ai quarti, sconfitto sia all’andata che al ritorno dal Petrarca Padova.

La stagione successiva l’Amatori Catania è retrocesso in Serie A2. Lo Cicero è rimasto ancora un anno ai piedi dell’Etna e poi, nel 1997, si è trasferito al Rugby Bologna 1928, il club che vanta la più anziana iscrizione alla Federazione.
Nella stagione 1997-98 la squadra rosso-blu si è classificata quinta nella pool salvezza ed è retrocessa nella serie inferiore, ma Andrea aveva già la valigia pronta e dopo solo un anno e 19 presenze a Bologna è approdato nel Polesine per giocare con il Rovigo.

Anche in Veneto il pilone catanese ci è rimasto una sola stagione, quella del 1998-99, giocando dodici partite, con la squadra allenata da Guy Pardiès che è arrivata quinta nella pool scudetto e ha visto sfumare i play-off. Poi, il ragazzo ha trovato casa presso la Rugby Roma.

Nel 1999 Lo Cicero è entrato nella lista dei convocati azzurri che hanno preso parte alla Coppa del Mondo in Galles, ma non è mai stato schierato in campo dall’allenatore ad interim Massimo Mascioletti.

L’esordio del ragazzone siciliano con la nazionale è arrivato il 18 marzo del 2000 a Roma, durante la penultima giornata della prima edizione del Sei Nazioni, in prima linea con il tallonatore Alessandro Moscardi e il pilone destro Tino Paoletti. Gli Azzurri, ora allenati da Brad Johnstone, avevano iniziato col botto battendo la Scozia al Flaminio, per poi perdere le sfide giocate a Cardiff e a Dublino. Quel giorno la squadra da affrontare era l’Inghilterra di Clive Woodward e il pari ruolo avversario di Lo Cicero era un certo Jason Leonard, che ancora non era diventato campione del mondo ma era ugualmente una leggenda. La partita è terminata con il XV inglese che ha asfaltato i nostri con il risultato di 59 a 12.
Andrea ha disputato anche la successiva gara, il 1 aprile allo Stade De France, dove i Blues si sono imposti per 42 a 31.

Un paio di mesi più tardi, al suo primo campionato con il club della capitale, Lo Cicero si è laureato campione d’Italia. I bianco-neri sponsorizzati Radio Dimensione Suono hanno terminato la regular season in vetta al girone B, davanti al Copra Market Piacenza. Quindi, si sono classificati terzi nella pool scudetto, alle spalle di Benetton Treviso e Viadana, e sono approdati alle semifinali, dove hanno sconfitto proprio i mantovani allo Zaffanella con il risultato di 31 a 18.
La finale, andata in scena 17 giugno 2000 al Flaminio, è stata giocata dalle due squadre forse meno attese. Di fronte alla Roma, infatti, c’era L’Aquila, che a sorpresa aveva espugnato Monigo vincendo 19 a 17.
In un bel pomeriggio di sole la Roma è andata in vantaggio subito, marcando una meta con Ramiro Pez dopo soli due minuti di gioco. Un quarto d’ora più tardi è stato Fabio Roselli ad andare oltre e, poco prima della fine del primo tempo, è arrivata anche la meta di Giovanni Raineri. Grazie alle tre trasformazioni di Pez e ad altrettanti penalties messi tra i pali dal piede sinistro della stessa apertura (per lui un ottimo 6 su 7) i bianco-neri sono andati al riposo sul risultato rassicurante di 30 a 0.
Nella ripresa gli abruzzesi sono tornati in campo più agguerriti; hanno valicato la linea di in meta tre volte nel giro di diciotto minuti, con Privitera, Watson e Aloisio, ma solo quest’ultima è stata trasformata da Va’a. Poi, ci ha pensato ancora Roselli a schiacciare sull’erba dopo un’altra bella corsa a nove minuti dal termine e tutto è finito lì. Sul tabellone campeggiava Roma 35 – L’Aquila 17: i capitolini hanno così festeggiato il loro quinto, e finora ultimo scudetto.
In quel campionato Andrea ha giocato in prima linea con il pilone destro argentino Ramiro Martinez.

In estate la nazionale azzurra ha affrontato un tour nel Pacifico. Priva di Diego Dominguez e del capitano Alessandro Troncon (quest’ultimo costretto da Johnstone a dare le dimissioni in quanto aveva chiesto di non partecipare al tour per disputare le semifinali del campionato francese) l’Italia è incappata in quattro sconfitte su quattro incontri, tra cui i due test match con Samoa e Fiji, terminati con punteggi piuttosto ampi.

A novembre Andrea ha realizzato le sue prime due mete con la maglia della nazionale; una alla Romania, in quel di Benevento, e l’altra agli All Blacks, nella sfida andata in scena al Ferraris di Genova e terminata con i neri vincenti 56 a 19. Per noi, oltre che il pilone catanese, è andato in meta anche Stefano Saviozzi.

La stagione successiva la RDS Roma è arrivata sino alle semifinali dei play-off, dove è stata sconfitta in entrambi i round dal Calvisano. A quel punto, dopo 34 match disputati con i bianco-neri, Lo Cicero ha lasciato il campionato italiano e si è trasferito in Francia; destinazione Tolosa.

Il Barone ha disputato tutte le partite del Sei Nazioni 2001, purtroppo terminato per l’Italia con un triste whitewash. A causa di un infortunio, Andrea non preso parte al successivo tour estivo in Sudafrica e Namibia, ma è rientrato per i test match autunnali, con i ragazzi di Johnstone che hanno sconfitto le Fiji a Treviso, per poi capitolare contro gli Springboks e Samoa.

L’Italia ha subito cinque sconfitte anche al Sei Nazioni del 2002. Lo Cicero ha giocato da titolare il primo match con la Francia, è entrato dalla panchina con Scozia e Galles per sostituire Ciccio de Carli e ha saltato gli ultimi due incontri contro Irlanda e Inghilterra.

Il 28 settembre del 2002 a Parma, durante una partita di qualificazione ai mondiali dell’anno successivo contro la Romania, il pilone ha realizzato ancora una meta. Gli Azzurri, con il nuovo coach John Kirwan in panchina, hanno vinto 25 a 17 e grazie anche al 50 a 3 inflitto alla Spagna a Valladolid hanno staccato il biglietto per l’Australia.

Dopo avere disputato tre sfide del Sei nazioni 2003, il 6 settembre Andrea ha realizzato ad Asti la sua meta internazionale numero quattro, questa volta alla Georgia. Un mese più tardi è iniziata la sua avventura iridata.

Lo Cicero ha giocato tre delle quattro sfide in cui è stata coinvolta la nazionale italiana, saltando solo quella dell’11 ottobre a Melbourne, quando i nostri hanno subito la prevedibile sconfitta contro gli All Blacks. Il pilone ha fatto il suo esordio personale nella seguente gara, che ha visto gli uomini di John Kirwan vincere 36 a 12 con Tonga a Canberra grazie alle marcature della famiglia Dallan, una di Manuel e due del fratello minore Denis. Il flanker e capitano tongano Inoke Afeak ancora ricorda il momento in cui è stato costretto ad uscire dal campo in barella dopo avere cercato di fermare inutilmente un’avanzata del Barone.
Una settimana più tardi è arrivato anche il successo per 19 a 14 sul Canada. A quel punto, l’ultima sfida del girone contro il Galles era decisiva per il passaggio del turno. Andrea era ancora nel XV titolare, ma a vincere, purtroppo, sono stati i Dragoni; un 27 a 15 che ha chiuso la porta dei quarti di finale in faccia all’Italia.

Intanto, a livello di club, il Barone è rientrato in Italia dopo due campionati allo Stade Toulosain e ha disputato la stagione 2003-04 tra le fila della S.S. Lazio, che all’epoca bazzicava nel girone B della serie A, ricoprendo il ruolo di giocatore e allenatore.

Nel 2004 Andrea ha disputato ancora tutte le partite del Sei Nazioni, torneo nel quale spicca la vittoria sulla Scozia a Roma.
Contro l’Inghilterra la prima giornata, sempre al Flaminio, Lo Cicero ha incontrato per l’ultima volta Jason Leonard. Il leggendario pilone aveva deciso di chiudere la sua carriera proprio quel 15 febbraio 2004 e a fine gara, come segno di rispetto, ha regalato la sua maglia all’opposto azzurro.

A settembre il Barone ha iniziato il campionato con L’Aquila griffata Conad. Due mesi più tardi ha affrontato a Roma gli All Blacks con la nazionale; i neri hanno rifilato agli azzurri nove mete.

Il 4 dicembre, sempre del 2004, Andrea ha affrontato gli stessi neozelandesi a Twickenham con la maglia dei Barbarians. Il club ad inviti quel giorno ha perso 19 a 47, ma il pilone di Catania si è consolato marcando una meta.

Lo Cicero ha disputato altri cinque incontri del Sei Nazioni 2005, l’anno di un altro whitewash, che ha di fatto sancito il divorzio tra John Kirwan e la FIR. Titolare della panchina azzurra, a quel punto, è diventato il francese Pierre Berbizier.

In primavera Andrea ha vestito nuovamente la maglia bianco-nera dei Barbarians in due occasione: il 24 maggio per affrontare la Scozia, dove è andato ancora oltre la linea proibita, e quattro giorni più tardi contro l’Inghilterra, con i Baa-baas che hanno perso la prima e battuto il XV della Rosa.

La prima sfida di Berbizier sulla panchina italiana è stata il tour che nel giugno 2005 ha portato gli azzurri in Argentina. Il pilone etneo ha giocato entrambi i test match: quello di Salta, dove i Pumas hanno vinto 35 a 21, e poi il 18 giugno, quando l’Italia è riuscita nell’impresa di espugnare il Chateau Carreras di Cordoba vincendo 30 a 29.
Una settimana più tardi gli italiani sono volati in Australia per affrontare i Wallabies a Melbourne. I padroni di casa ci hanno asfaltato 69 a 21; Andrea, però, ha avuto la soddisfazione di marcare ancora una meta allo scadere del primo tempo.

Il 19 novembre dello stesso anno, durante la partita con l’Argentina al Ferraris di Genova valida per i Jaguar Test Match, il capitano de L’aquila si è rotto il tendine collaterale del ginocchio sinistro a seguito di una mischia al 43° minuto di gioco. Al suo posto è subentrato Matias Aguero e questa è stata l’unica volta che il pilone  è uscito dal campo a causa di un infortunio;

Un Lo Cicero non ancora in piena forma dopo l’infortunio ha mancato l’incontro d’apertura del Sei nazioni 2006 con l’Irlanda e ha giocato gli altri entrando sempre dalla panchina, con Totò Perugini titolare. Nel match disputato al Millenium Stadium con il Galles, il catanese ha sostituito addirittura Maurizio Zaffiri nel ruolo di flanker, anche se ad un minuto dalla fine. Quel giorno gli Azzurri hanno trovato il primo pareggio esterno del torneo, un 18 a 18 che ha interrotto la striscia di sconfitte che durava dalla gara con la Scozia dell’edizione 2004.

Il 28 maggio successivo Andrea ha ricevuto il suo quarto invito da parte dei Barbarians per affrontare l’Inghilterra a Londra. La sfida è terminata con i bianco-neri perdenti per 19 a 46.

Lo Cicero è tornato titolare della maglia azzurra numero 1 durante i test match estivi del 2006: vittoria in Giappone e sconfitta con le Fiji, dove il pilone ha marcato un’altra meta.

Il progetto di crescita iniziato da Pierre Berbizier si è finalizzato nel Sei Nazioni 2007, uno dei migliori interpretato dalla nazionale italiana.

La prima giornata ha visto l’Italia patire una brutta sconfitta a Roma per mano della Francia, con l’orco Sébastien Chabal che è andato in meta due volte. Quel giorno il coach transalpino ha lasciato Lo Cicero in panchina per poi buttarlo nella mischia a gara iniziata. Il pilone de L’Aquila ha giocato da titolare una settimana più tardi a Twickenham. Nonostante la sconfitta (7 a 20) la squadra del Piccolo Generale ha dimostrato maturità, tant’è che il titolo di Man of The Match è stato assegnato ad Alessandro Troncon.
Il 24 febbraio a Murrayfield gli azzurri hanno fatto la storia. Prima vittoria esterna, terza del torneo dopo quelle del 2000 e del 2004 sempre con gli scozzesi. Tre mete marcate nei primi sette minuti di gara, con Mauro Bergamasco, Andrea Scanavacca e Kaine Robertson. Sul 21 a 0 la rimonta era quasi impossibile, anche perché dopo quei colpi da knock out gli Highlanders giravano in tondo come un pugile suonato. A cinque minuti dalla fine gli azzurri hanno varcato la linea proibita anche con Tronky, eletto nuovamente Uomo del Match. All’ottantesimo il tabellone segnalava 37 a 17 per l’Italia.
Gli azzurri sembravano inarrestabili. Il 10 marzo al Flaminio è stato battuto pure il Galles. La partita si è giocata alla pari per tutti gli ottanta minuti. Al furetto Shane Williams ha risposto il nostro neozelandese Kaine Robertson. Poi, una sfida di piazzati tra Ramiro Pez da una parte e Stephen Jones e James Hook dall’altra. A due minuti dal termine gli ospiti erano avanti 20 a 16. A quel punto Pez ha servito con un delizioso calcetto in area di meta Mauro Bergamasco, il quale ha schiacciato sull’erba. Con la trasformazione l’Italia si è trovata in vantaggio 23 a 20. I gallesi avrebbero avuto il tempo per piazzare di nuovo tra i pali per il pareggio. Hanno chiesto all’arbitro quanto mancava, ma non si sono capiti, così hanno deciso di andare in touche e tentare il colpo grosso. Appena la palla è uscita dal campo l’inglese White ha fischiato la fine.
Dopo avere disputato tre sfide da titolare, Lo Cicero ha saltato l’ultimo incontro del torneo con l’Irlanda. Gli Azzurri hanno perso 24 a 51, ma ormai erano entrati tra i grandi della palla ovale.

Alla fine del campionato 2006-07, dopo 42 campionati consecutivi nella massima divisione, L’Aquila è retrocessa nella serie inferiore. A quel punto Lo Cicero, che del club nero-verde ha indossato anche la fascia di capitano, ha firmato per il Racing Metrò 92 di Parigi, squadra di Pro D2 dove ha trovato il tallonatore italiano Carlo Festuccia.

A giugno il pilone ha intrapreso con la nazionale un tour che ha toccato Argentina e Uruguay, mentre il 18 agosto a Saint Vincent, in una gara contro il Giappone di preparazione all’imminente mondiale, il numero 1 ha schiacciato nuovamente l’ovale oltre la linea bianca. Poi, è volato in Francia per partecipare alla Coppa del Mondo.

Gli azzurri, guidati da un Pierre Berbizier praticamente già dimissionario, hanno esordito l’8 settembre a Marsiglia con la Nuova Zelanda subendo la classica asfaltata: 76 a 14 il risultato, con la polemica esplosa per la decisione suggerita dal nostro coach di voltare le spalle alla Haka. Quel giorno il Barone è entrato in campo a gara iniziata per sostituire Perugini.
Dopo avere sconfitto Romania e Portogallo, partite in cui Andrea è stato schierato nel XV iniziale, i ragazzi di Berbizier si sono trovati a giocarsi il passaggio dei quarti con la Scozia, qualche mese prima distrutta sul loro terreno.
La sfida è andata in scena il 29 settembre allo stadio Geoffroy Guichard di Saint-Etienne, sotto una pioggia torrenziale. Gli italiani hanno marcato una meta grazie al loro capitano Alessandro Troncon, trasformata da David Bortolussi, e calciato tra i pali tre penalties con lo stesso estremo italo-francese, per un totale di 16 punti. La Scozia, invece, è andata a segno con sei piazzati del cecchino Chris Paterson, il che, purtroppo, significa 18 punti. E poi Bortolussi, che a 5 minuti dal termine ha fallito di poco il calcio che avrebbe potuto portare l’Italia a 19 punti, quindi in vantaggio, quindi per la prima volta ai quarti di finale. Tronky a tempo scaduto ha provato il calcio a scavalcare; Mauro Bergamasco ha cercato di arrivarci, ma è stato anticipato da tre scozzesi, che hanno buttato la palla fuori con buona pace di tutti. Il pilone etneo ha iniziato seduto in panchina questa sfida, per poi scendere in campo al posto del solito Perugini.

L’Italia ha iniziato l’avventura del Sei Nazioni 2008 sotto la guida del coach sudafricano Nick Mallett. Il Barone ha disputato tutte e cinque le partite del torneo, quattro da titolare e una, quella con il Galles a Cardiff, come sostituto.

Per colpa di un infortunio Andrea non ha preso parte al tour estivo del 2008 in Sudafrica e Argentina, ma è tornato in campo con l’Italia a Novembre, per affrontare i Pumas a Torino e i Pacific Islander a Reggio Emilia.

Intanto, nella stagione 2008-09, come promesso dal presidente Jack Lorenzetti, il Racing Metrò è stato promosso nella massima serie francese. Oltre a Lo Cicero e a Festuccia la presenza azzurra nel club era aumentata grazie anche agli ingaggi di Santiago Dellapè e Andrea Masi, oltre che dall’ex CT della nazionale italiana Pierre Berbizier.

Purtroppo per Andrea, il 2009 è stato anche l’anno di un brutto infortunio. Il ragazzo aveva già saltato l’intera stagione internazionale per scelta tecnica, non senza polemiche, di Nick Mallett. Poi, ad ottobre, durante un match contro il Montauban, nel nono turno di Top 14, dopo aver subito un ginocchiata al petto il ragazzo è rimasto comunque in campo sino all’80° minuto. Soltanto in serata il pilone ha iniziato a sentire dei dolori. Portato in ospedale, i medici hanno riscontrato che una costola aveva perforato un polmone. Il Barone è rimasto tre giorni attaccato ad una macchina che ha drenato circa un litro di materia.

A due anni esatti di distanza dalla sua ultima partita con la nazionale, Lo Cicero ha indossato di nuovo la maglia azzurra il 13 novembre del 2010 a Verona, entrando in campo dalla panchina al posto di Salvatore Perugini per affrontare l’Argentina.
Sette giorni più tardi il pilone ha ritrovato anche il posto nel XV titolare nel test match con l’Australia a Firenze, per poi giocare di nuovo da sostituto il 27 novembre con le Fiji a Modena.

Il ragazzo è tornato al Sei Nazioni nel 2011, disputando quattro incontri come riserva e uno da titolare. Quest’ultimo è quello di Roma con la Francia, nel quale gli azzurri hanno sconfitto Les Blues per la seconda volta nella loro storia dopo Grenoble 1997.

Gli italiani avevano aperto il torneo perdendo a Roma con l’Irlanda per soli due punti (11 a 13). Poi, hanno subìto la pesante sconfitta di Twickenham e quella interna con il Galles. Quindi, alla quarta giornata, al Flaminio è arrivato il sofferto trionfo con La Francia.
Gli uomini di Mallett hanno iniziato la gara con un piazzato di Mirco Bergamasco dopo soli tre minuti di gioco. A quel punto, però, hanno cominciato a subire l’iniziativa degli ospiti, che hanno marcato una meta con Vincent Clerc, non trasformata da Morgan Parra, e permesso al loro mediano di mischia di centrare l’acca con una punizione a metà del primo tempo. Poco più tardi ancora Bergamirco ha calciato un penalty a seguito di un break di Gonzalo Canale e le squadre sono andate al riposo sul 8 a 6 per i francesi. Cinque minuti dopo il ritorno in campo Parra ha realizzato un altro piazzato e al 51° minuto è stato sempre lui a varcare la linea di meta italiana. Con i nostri “cugini” avanti 18 a 6 si è profilata all’orizzonte l’ennesima sconfitta, anche perché Mirco ha sbagliato due calci di punizione. A riportare i nostri in carreggiata ci ha pensato Andrea Masi, autore di una meta dopo una bella azione di Fabio Semenzato, quando il cronometro segnava 60 minuti di gioco. Bergamasco ha trasformato e poi ha calciato tra i pali anche due penalties. L’Italia adesso era a soli due punti: 18 a 16. Parra ha riportato avanti i suoi con un’altra punizione, ma due minuti più tardi ancora Mirco ha ristabilito le distanze. Sul 21 a 19 per i francesi, a quattro minuti dalla fine, l’arbitro ha fischiato una punizione in favore degli azzurri. La distanza dai pali non era molta, ma la posizione era piuttosto defilata sulla sinistra. Mirco Bergamasco ha sistemato l’ovale sul conetto, ha fatto un paio di respiri profondi, quindi ha calciato. Le bandierine si sono alzate e l’Italia si è trovata avanti 22 a 21. A quel punto per Sergio Parisse e compagni non restava che alzare la diga ed evitare di commettere falli ingenui. Gli ultimi istanti sono stati una sofferenza, ma quando l’arbitro ha fischiato la fine giocatori e tifosi hanno potuto fare esplodere la gioia per una vittoria attesa da troppo tempo.
La settimana successiva una squadra appagata ha perso a Murrayfield e si è meritata un altro Cucchiaio di Legno, ma l’impresa con la Francia resterà per sempre negli annali del rugby italiano.

Il 13 agosto 2011 a Cesena, durante una partita contro il Giappone in vista dell’imminente Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, il pilone di Catania ha marcato la sua ottava e ultima meta internazionale.

Lo Cicero è stato schierato nel XV titolare l’11 settembre ad Auckland, quando gli Azzurri hanno perso la gara d’esordio del mondiale con un pesante 6 a 32 per mano dell’Australia. La seconda e la terza sfida sono state due vittorie piuttosto facili su Russia e Stati Uniti, con il Barone che ha riposato con gli Orsi ed è entrato a gara iniziata per affrontare le Aquile.
L’ultima partita del girone è stato lo scontro con una squadra irlandese che era riuscita a piegare anche i Wallabies e veleggiava in testa alla classifica a punteggio pieno. Andrea è stato inserito dall’inizio, ma i ragazzi di Nick Mallett non sono andati oltre un misero 6 a 36, con il solo Mirco Bergamasco a mettere punti sul nostro tabellone. Per l’ennesima volta era sfumato il sogno dei quarti di finale.

Dopo il mondiale Jacques Brunel è subentrato a Mallett sulla panchina dell’Italia e anche lui ha confermato Lo Cicero in squadra. Il pilone del Racing ha disputato quattro gare del Sei Nazioni 2012 da titolare, mancando solo l’appuntamento con il XV del Trifoglio, sostituito da Michele Rizzo. Quell’anno l’Italia ha vinto solo la partita di Roma con la Scozia; un 13 a 6 nato grazie alla meta di Giambattista Venditti e i punti al piede di Bergamirco e Kris Burton, autore anche di un drop.

Il ragazzo catanese ha mancato per infortunio il tour estivo, ma ha disputato tutti e tre i Cariparma Test Match del 2012.
Il 10 novembre l’Italia ha sconfitto Tonga sul campo di Brescia. Il Barone ha ripagato la fiducia di mister Brunel con una prestazione senza sbavature, dimostrandosi uno dei migliori uomini di mischia.
Una settimana più tardi, a Roma, gli Azzurri hanno subito una sconfitta onorevole per mano degli All Blacks, Ancora una volta il veterano Lo Cicero, che ha dovuto vedersela con il pari ruolo Tony Woodcock, ha compiuto il suo dovere in prima linea (con Ghiraldini e Castrogiovanni) giocando per 50 minuti prima di essere sostituito da Alberto de Marchi.
Il trittico si è chiuso con la sfida sul terreno del Franchi di Firenze, dove l’Italia è andata vicinissima a non perdere la prima partita con i Wallabies. Dopo un bella rimonta azzurra, all’ultimo minuto, sul risultato di 22 a 19 per gli ospiti, Luciano Orquera ha avuto sul piede il calcio per il meritato pareggio, che purtroppo è uscito di lato.

Nel 2013, a 37 anni, il pilone ha disputato ancora tutte e cinque le partite del Sei Nazioni. Il 3 febbraio, nella gara inaugurale del torneo, l’Italia ha battuto di nuovo la Francia a Roma.

Dopo cinque minuti dall’inizio Sergio Parisse ha realizzato la sua decima meta con la maglia della nazionale. È quella famosa dell’’indice alle labbra, come a dire “fate silenzio!”. Un gesto che per i tifosi azzurri è entrato nella leggenda. Luciano Orquera ha trasformato, ma dieci minuti più tardi la Francia si è portata sul 7 a 7 grazie alla meta di Louis Picamoles alla quale Frédéric Michalak ha aggiunto due punti. Attorno al quarto d’ora Orquera ha centrato l’acca prima con un drop e poi con un piazzato. Les Blues hanno risposto a loro volta con un penalty di Michalak e poi, alla mezz’ora, con la meta di Benjamin Fall, non trasformata. La prima frazione di gioco si è chiusa con gli ospiti in vantaggio 15 a 13.
La ripresa ha visto l’apertura francese aggiungere altri tre punti. Poi, al 57° minuto è arrivata la marcatura di Martin Castrogiovanni, uno sfondamento della linea difensiva dopo avere ricevuto l’ovale ancora da Orquera. Il numero 10 azzurro ha trasformato e l’Italia si è trovata avanti 20 a 18. A fissare il punteggio sul 23 a 18 finale ci ha pensato il nuovo entrato Kris Burton, con un drop a dodici minuti dal termine. In prima linea con Leonardo Ghiraldini e Martin Castrogiovanni, Lo Cicero ha affrontato il pilone avversario Nicolas Mas senza retrocedere di un solo centimetro, disputando una partita sontuosa.

La settimana seguente l’Italia ha perso malamente a Murrayfield, dove Andrea ha festeggiato la sua gara numero 100 con la maglia azzurra. Il 23 febbraio successivo, a Roma con il Galles, il pilone ha raggiunto Alessandro Troncon in vetta alla classifica dei più presenti nella storia del rugby azzurro con 101 caps, per poi superarlo il 10 marzo, quando è entrato nei minuti finali sull’erba di Twickenham per sostituire Alberto De Marchi.

Dopo il trionfo sulla Francia la squadra di Brunel aveva perso le tre gare seguenti finché, il 15 marzo a Roma è riuscita a vincere anche la prima partita di un Sei Nazioni con l’Irlanda, arrivando così a quota due vittorie, com’era accaduto solo nel 2007. I nostri hanno marcato una meta con Giamba Venditti e messo altri punti sul tabellone grazie ai calci di Luciano Orquera e Gonzalo Garcia, contro cinque piazzati di Paddy Jackson. A dieci minuti dal termine gli azzurri erano avanti solo di un punto, 16 a 15. Poi, due piazzati del nostro mediano d’apertura hanno sistemato il punteggio su un più tranquillo 22 a 15. L’unico neo è stato il cartellino giallo comminato a Sergio Parisse a causa di uno stupido sgambetto ai danni di Ian Madigan al decimo minuto della ripresa; un momento critico per lasciare i propri uomini in quattordici. Lo Cicero ha disputato l’ennesima grande prova, ha contenuto il ruvido Mike Ross in mischia chiusa e si è dato da fare anche con la palla in mano, ma, come aveva annunciato alla vigilia durante il Captain’s Run, questo è stato il giorno del suo addio alla nazionale. A fine gara Andrea è uscito dal campo con le lacrime agli occhi per la commozione, tra gli applausi di 72mila tifosi. Con le sue 103 presenze era in quel momento l’uomo più presente del rugby azzurro. Sarebbe poi stato superato da Parisse e Castro, ma questa è un’altra storia.

Poco dopo Andrea ha salutato anche il Racing. Con il club transalpino il ragazzo ha disputato 123 partite e realizzato sei mete, ricevendo in cambio…una maggiore fiducia nei propri mezzi.

Il 26 maggio 2013 il Barone ha giocato per i Barbarians una sfida contro l’Inghilterra, persa 12 a 40. Con lui, quel giorno, era stato invitato anche Alessandro Zanni.
Il successivo 3 giugno, invece, Andrea ha indossato per la sesta volta la mitica maglia bianco-nera. I Baa-baas quel giorno hanno festeggiato il loro 125° compleanno affrontando a Hong Kong nientemeno che i British & Irish Lions, in partenza per il loro tour in Australia. Il successo ha arriso ai rossi capitanati da Paul O’Connell con un rotondo 59 a 8. La prima linea dei Barbarians era tutta italiana: oltre a Lo Cicero, infatti, c’erano anche Castrogiovanni e Ghiraldini, mentre l’onore d’indossare la fascia dello skipper è spettato a Sergio Parisse. È stata questa l’ultima sfida sul campo del pilone di Catania.

Il 5 aprile 2012 Lo Cicero è stato nominato testimonial UNICEF per la campagna Vogliamo Zero contro la mortalità infantile nel mondo.

Appassionato di giardinaggio, oltre che di vela, dal 2014 Andrea ha assunto il ruolo di presentatore su Sky 1 del programma Giardini da incubo, nel quale, coadiuvato da un team di giardinieri esperti, insegna ai proprietari di giardini malconci come curare i loro spazi verdi.

Nel gennaio del 2015 l’allora Presidente Giorgio Napolitano ha conferito a Lo Cicero il Cavalierato dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. La motivazione è quella che l’ex pilone si è distinto nelle attività sociali, filantropiche e umanitarie.

Il Barone è anche una persona dedita alla beneficenza. Oltre ad avere fatto volontariato presso la Croce Rossa, ha creato la Onlus La terra dei bambini, dove con l’aiuto di piante e animali, soprattutto asini, cerca di portare bambini e ragazzi affetti da disabilità ad un rapporto più diretto con l’ambiente.

 

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