Allan Bateman: il tranquillo uomo del rugby gallese

(di Roberto Vanazzi)

Se non credete che si può vincere non ha senso essere in competizione.” (Allan Bateman)

Atleta versatile, Allan Bateman poteva giocare all’ala con la medesima classe che ha caratterizzato il suo gioco come centro. Lo stile calmo e rilassato, la grande determinazione, la velocità, il passaggio preciso, la capacità di attaccare gli spazi e quella di organizzare la difesa, hanno fatto di lui uno dei migliori trequarti gallesi di sempre.

Allan Bateman

Allan Bateman

Nato il 6 marzo 1965 a Caerau, nel nord della Llynfi Valley, Allan Glen Bateman è stato un talento precoce. Ha iniziato a giocare da bambino per la squadra della scuola elementare di Plasnewydd, quindi, durante gli anni ’70, ha fatto parte del XV della Maesteg Comprehensive School, dove è stato allenato da Peter Williams, fratello del grande JJ Williams, e dal tecnico dei trequarti della nazionale gallese Gareth Williams.

Allan ha iniziato la sua carriera nel rugby che conta con il Maesteg RFC, per poi passare al Neath, giusto poco prima di realizzare quattro caps con il Galles nella stagione 1990. L’esordio ufficiale con la maglia dei Dragoni è arrivato il 3 marzo di quell’anno, contro la Scozia a Cardiff, in una sfortunata partita dove i rossi hanno perso 9 a 13. Durante quel Cinque Nazioni Bateman ha giocato, e perso, anche contro l’Irlanda a Dublino. In seguito è partito con il suo team per un tour in Namibia, dove gli uomini di Ron Waldron hanno sconfitto due volte la squadra di casa.

Proprio in quei giorni di rugby amatoriale, il richiamo del denaro della Rugby League ha avuto la meglio e Allan, nel settembre 1990, ha firmato per i Warringtone Wolves. Nel rugby XIII l’atleta ha goduto di un notevole successo e ha giocato tredici volte per la nazionale di quel codice e due volte per la Gran Bretagna. Egli, inoltre, ha cercato e trovato gloria in Australia, dove ha indossato per trentatré volte la divisa dei Cronulla Sharks. Nella terra dei canguri, Bateman si è guadagnato il soprannome di The Clamp (la pinza) a causa del suo placcaggio feroce.

Nel 1996 Allan è tornato al Rugby Union, indossando la divisa del Richmond prima e, più tardi, quella dei Northampton Saints. Dopo sei anni di assenza, il figliol prodigo è rientrato anche nel circuito internazionale, quando Kevin Bowring lo ha selezionato per affrontare gli Springboks in tour nel Regno Unito. Quel giorno, a Cardiff, Bateman ha impressionato i critici e deliziato gli amanti della palla ovale con il suo gioco di alta qualità, anche se la sfida è stata persa 20 a 37.

Nel 1997 il trequarti ha segnato la prima meta per il suo Paese, nella gara persa 22 a 27 a Parigi, marcandone poi altre due nella vittoria per 70 a 21 sulla Romania, a Wrexham.

Con molti campioni tornati al Rugby Union, il Galles ha cominciato a intraprendere la via della rinascita. Anche i British & Irish Lions datati 1997 sono stati pesantemente influenzati da quei giocatori, con lo stesso Bateman che si è aggiunto a gente del calibro di Scott Gibbs, Allan Tait e John Bentley, per la storica visita in Sudafrica, la prima dalla fine dell’apartheid. Quel tour ha regalato ad Allan il perfetto palcoscenico per mostrare il proprio talento. Il veloce gioco dei Leoni si è adattato perfettamente a quello del gallese, il quale ha sciorinato le migliori performance nelle gare infrasettimanali, soprattutto contro gli Emerging Springboks a Wellington e i Free State a Bloemfontein, giocando in coppia al centro con il giovane inglese Will Greenwood. Le prestazioni di Allan sono state vere forme d’arte, ma McGeechan e Telfer, gli allenatori dei Lions, non volevano rinunciare alla combinazione di ferro e velluto fornita dalla coppia Scott Gibbs e Jeremy Guscott. Se non si fosse trovato di fronte questi rivali, tecnicamente abili e perfettamente complementari, quello di Bateman sarebbe stato sicuramente il primo nome sulla lista del XV di partenza in ogni test match. Il gallese, però, ha dovuto attendere il momento in cui Guscott si è fratturato un braccio nella sfida finale prima di ottenere un caps contro i ‘Boks, quando la serie era già stata vinta.

Durante il Cinque Nazioni del 1998 il trequarti di Caerau ha segnate tre mete, due delle quali contro l’Inghilterra a Twickenham, nonostante la gara sia stata persa 26 a 60. Il Galles, con Bateman in campo, ha poi sconfitto la Scozia a Wembley e l’Irlanda a Dublino, con il centro che è stato l’unico giocatore non francese a ricevere una nomination per il premio di miglior giocatore europeo dell’anno. Purtroppo, Allan ha ricevuto anche un duro colpo, che lo ha colpito emotivamente piuttosto che fisicamente. Mentre si stava preparando per la partita finale del torneo a Wembley, con i francesi a caccia del Grande Slam, sua figlia Naomi di sei anni ha perso oltre il 90 per cento della vista a causa di un virus.

L’anno successivo Bateman ha giocato nella storica, trionfale, serie in Argentina, seguita da una vittoria sul Sudafrica per 29 a 19, in quella che è stata la prima partita giocata dalla nazionale gallese nel nuovo Millennium Stadium. È stata quella una grande stagione per Bateman, il quale ha avuto l’onore di essere nominato Welsh Player of the Year.

Il momento magico è proseguito con la Coppa del Mondo, ospitata proprio dal Galles. A Cymru ’99, Bateman ha giocato all’ala e ha marcato una meta contro il Giappone nella facile vittoria per 64 a 15. I Dragoni hanno passato la prima fase in scioltezza, ma si sono schiantati nei quarti di finale contro i Wallabies di John Eales, futuri campioni del mondo, uscendo sconfitti 9 a 24. In questa gara Bateman è entrato in campo dalla panchina per sostituire Mark Taylor al centro.

Nel 2000, Allan ha siglato la sua ottava meta internazionale nel 46 a 16 contro l’Italia a Cardiff, durante il neonato Sei Nazioni. A questa sono seguite altre due marcature, con Samoa e Romania. Le 10 mete in 35 partite dimostrano chiaramente la sua capacità di fiutare la linea di meta.

È stata quella una grande stagione anche per il club di Bateman, il Northampton, che ha vinto la Heineken Cup dopo avere battuto 9 a 8 il Munster nella finale di Twickenahm. Allan, inevitabilmente, ha dato un importante contributo per sistemare in bacheca il trofeo.

Il 17 novembre 2001, dopo una vittoria contro Tonga per 51 a 7, il tranquillo uomo del rugby gallese ha deciso di ritirarsi dal circuito internazionale. Lo stesso anno Allan ha firmato con Neath per due stagioni, quindi, nel 2003, ha indossato contemporaneamente le divise del Maesteg (sino al 2006) e dei Bridgent Blue Bulls nel rugby XIII (sino al 2008).

Attualmente Bateman lavora nel dipartimento di ematologia dell’ospedale di Swansea, ma gioca ancora a  livello amatoriale per il club locale Heol-y-Cyw.

Bisogna proprio dire che ci sono stati pochi giocatori benedetti da un’abilità tecnica simile a quella di Allan Bateman, ma meno ancora quelli caratterizzati da una modestia e da una dignità come la sua.

 

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