Adam Jones: bomba ad orologeria

(di Roberto Vanazzi)

La mischia è molto più tecnica di quello che sembra. Bisogna controllare la postura, la posizione di partenza, dove mettere la spalla destra, il collo, persino dove sono rivolte le dita dei piedi. C’è tutta una check list per ogni singolo pezzo.” (Adam Jones)

Di professione pilone destro, il gallese Adam Jones è un ragazzone forte, ironico e può essere facilmente scambiato per il roadie di un gruppo heavy metal, come del resto il nostro Martin Castrogiovanni. Soprannominato Bomb, vanta 95 presenze con i Dragoni, alle quali ne vanno aggiunte altre 5 per i British & Irish Lions suddivise in due tour, per un totale di 100 caps. Con la propria nazionale Adam ha vinto quattro volte il Sei Nazioni e fa parte di un ristretto gruppo di campioni gallesi che hanno conquistato tre volte il Grande Slam, assieme a Gethin Jenkins, Ryan Jones, Gareth Edwards, Gerald Davies e JPR Williams.

Oltre a questo, il pilone ha nel suo palmares anche quattro titoli di Celtic League con gli Ospreys.

Adam Jones

Adam Jones

Adam Rhys Jones è nato l’8 marzo 1981 ad Abercraf, un villaggio entro i confini storici della Brecknockshire, nella contea moderna di Powys, e ha studiato presso la Maesydderwen Comprehensive School.

Jones ha iniziato la sua carriera rugbistica nel 2000 tra le fila del Neath, per poi passare agli Ospreys quando, nel 2003, in Galles sono state istituite le franchigie.

Dopo avere fatto parte della nazionale under-23, nel 2003 Adam ha ricevuto una chiamata da parte di Steve Hansen per disputare due partite con la nazionale in preparazione alla Coppa del Mondo. Il debutto del pilone è avvenuto il 23 agosto al Millenium Stadium, quando è entrato dalla panchina per sostituire Gethin Jenkins nella sfida contro l’Inghilterra. I suoi primi ingaggi internazionali Adam li ha avuti con il leggendario pilone inglese Jason Leonard, assaggiando, però, l’amaro sapore della sconfitta.
Una settimana più tardi Jones ha disputato da titolare anche la successiva sfida con la Scozia, sempre a Cardiff, dove il Galles, questa volta, ha condotto in porto la vittoria.

A quel punto il ragazzone di Abercraf ha praticamente immobilizzato la maglia numero 3 della nazionale ed è stato selezionato per la squadra che ha partecipato alla Coppa del Mondo del 2003 in Australia. Adam è sceso in campo in tutti i match disputati dal Galles nel torneo, entrando dalla panchina nelle sfide con Canada e Tonga e schierato nel XV di partenza contro l’Italia e la Nuova Zelanda.
Arrivato secondo nel girone alle spalle degli All Blacks, il Galles è approdato ai quarti, dove si è trovato la strada sbarrata dai futuri campioni del mondo dell’Inghilterra. La partita è finita 28 a 17 in favore dei bianchi, con un superlativo Jonny Wilkinson autore di 23 punti, tra cui un drop a tempo scaduto, preludio di quello che sarebbe accaduto da lì a due settimane.
In quel periodo i timori sulla idoneità fisica di Jones ha spinto il coach a farlo giocare solo metà di ogni partita.

Nel 2004 Adam ha intrapreso la sua prima avventura nel Sei Nazioni, disputando le sfide con la Scozia al Millenium Stadium e con l’Irlanda a Dublino come pilone destro titolare. Contro il XV del Cardo Jones ha marcato la sua prima meta internazionale.

In estate il pilone ha partecipato con la squadra, ora agli ordini di Mike Ruddock, al tour in Argentina e Sudafrica.
Nel primo dei due test match con i Pumas i Gallesi sono stati asfaltati 50 a 44, per poi trovare la rivincita nel secondo grazie a Shane Williams, autore di due mete in apertura della gara.
Arrivati stanchi nel Paese Arcobaleno, gli uomini di Ruddock hanno subito una dura lezione dagli Springboks, già carichi per l’imminente Tri Nation. La partita è finita 53 a 18 a favore dei padroni di casa.

Il 6 novembre 2004, durante i test Internazionali, la squadra capitanata da Gareth Thomas ha perso ancora con gli stessi sudafricani, questa volta al Millenium Stadium, anche se solo di 2 punti: 36 a 38.
Una settimana più tardi i Dragoni hanno battuto la Romania e il 26 novembre hanno fatto vedere i sorci verdi agli All Blacks di Richie McCaw, perdendo in questo caso di un solo punto, 25 a 26.
Il Galles era una squadra in crescita e lo avrebbe dimostrato l’anno successivo.

Non più di due anni prima il Galles aveva chiuso il torneo con zero vittorie, il che significa whitewash. Nel 2005, con grande gioia dei tifosi del principato, la squadra ha vinto cinque partite su cinque, il che significa Grande Slam. Adam Jones quelle cinque gare le ha disputate tutte da titolare, giocando in coppia con Gethin Jenkins.
Il primo atto è andato in scena il 5 febbraio a Cardiff con l’Inghilterra. Gli ospiti hanno risposto alla meta di Shane Williams e al piazzato di Stephen Jones con tre penalties di Charlie Hodgson, passando in quel modo a condurre 9 a 8. Il risultato è rimasto tale sino a tre minuti dalla fine, quando un calcio di Gavin Hanson ha risolto la sfida in favore dei suoi.
Una settimana più tardi i gallesi sono arrivati a Roma come un orda di barbari e hanno devastato gli azzurri con un perentorio 38 a 8, marcando quattro mete.
La gara della svolta è arrivata il 28 febbraio a Parigi, quando due marcature in tre minuti di Martyn Williams, all’inizio della ripresa, hanno regalato al Galles un trionfo sensazionale.
Il 13 marzo i Dragoni, privi del loro capitano Gareth Thomas che si è fratturato un pollice, hanno giocato la terza gara in trasferta, a Murrayfield. La partita è finita 46 a 22, con il Galles che ha superato la linea di meta avversaria quattro volte.
L’ultima giornata i gallesi sono finalmente tornati a giocare al Millenium Stadium, dove hanno ospitato l’Irlanda. In palio, oltre allo Slam, c’era pure la Triple Crown. La gara è terminata con la festa dei tifosi gallesi, mentre sul tabellone campeggiava Galles 32 – Irlanda 20. Era dal lontano 1978 che il Galles non raggiungeva il prestigioso traguardo del Grande Slam e la compagine di Mike Ruddock è diventata anche la prima squadra a vincere tutte le partite giocandone più in trasferta che in casa.

Nel 2005 il pilone ha vinto anche il suo primo titolo a livello di club. Gli Ospreys sono arrivati in cima alla classifica della quarta edizione della Celtic League, quando ancora non erano previsti i play-off, lasciandosi alle spalle il Munster a sette lunghezze di distanza.

A novembre il Galles ha ospitato tutte e tre le superpotenze dell’emisfero sud e la squadra delle Fiji, conseguendo vittorie con gli isolani e l’Australia, ma subendo pesanti sconfitte da All Blacks e Springboks.

Jones è stato una solida presenza anche nel corso del Sei Nazioni 2006, nonostante il Galles non è riuscito a ripetere l’impresa dell’anno precedente. La squadra ha vinto solo la partita contro la Scozia e a pareggiare con l’Italia a Cardiff. Ruddock ha lascia la panchina dopo due partite del torneo, ufficialmente per problemi famigliari, e al suo posto la Federazione ha scelto il neozelandese Scott Johnson, già nello staff tecnico, come allenatore ad interim.
A giugno si è insediato il nuovo coach, Gareth Jenkin, il quale ha condotto la nazionale in rosso in un disastroso tour in Argentina, conclusosi con due sconfitte in altrettanti test match. Adam è stato uno dei membri più anziani di quella squadra.

Gli Ospreys hanno vinto il loro secondo titolo di Celtic League nella stagione 2006-07, sopravanzando di un solo punto i rivali dei Cardiff Blues.

Intanto, dopo un difficile Sei Nazioni nel 2007, Jones è stato scelto per disputare la Coppa del Mondo in Francia.
Il pilone ha disputato due partite della manifestazione: la vittoria sul Canada a Nantes e la sconfitta per mano dei Wallabies al Millenium Stadium, una delle sedi esterne utilizzate per la competizione.
Nella sfida con le Fiji, decisiva per il passaggio ai quarti di finale, Gareth Jenkins ha preferito lasciare Jones in panchina e far giocare il pilone del Worcester Chris Horsman. Purtroppo, l’incontro è terminato 38 a 34 a favore degli isolani e i gallesi hanno salutato mestamente il mondiale.

Adam Jones si è rifatto della delusione della Coppa del Mondo giocando tutte e cinque le partite del Sei Nazioni 2008, sfociato in un altro Grande Slam.

La nazionale gallese, passata nelle mani di Warren Gatland, non era considerata la favorita del torneo, ma la capacità di passare dalle stalle alle stelle (e anche viceversa) è sempre stata nel DNA dei Dragoni.
Il cammino verso il trionfo è iniziato con lo storico 26 a 19 con cui i rossi hanno espugnato il tempio di Twickenham dopo vent’anni. Due mete, di Lee Byrne e Mike Phillips, contro quella di Toby Flood per gli inglesi. Il resto dei punti sono stati messi sul tabellone da James Hook da una parte e da Jonny Wilkinson dall’altra.
Una settimana più tardi, al Millenium Stadium, due mete di Shane Williams e una di James Hook hanno piegato la scarsa resistenza della Scozia.
Per la terza giornata i gallesi sono rimasti in patria, dove hanno asfaltato una povera Italia. Il 47 a 8 finale è frutto di cinque mete tutte trasformate e di quattro piazzati.
Il giorno della festa della donna il Galles ha conquistato la Triple Crown vincendo a Dublino 16 a 12. Rimaneva così solo l’incontro con la Francia per realizzare il sogno del secondo Slam in quattro anni. Les Blues sono arrivati a Cardiff con un bottino di tre vittorie e una sconfitta, quella subita a Parigi per mano dell’Inghilterra, ma il Galles è stato superiore in ogni fase di gioco e si è aggiudicato la sfida 29 a 12 e con essa il Grande Slam.

Grazie alla sua astuzia in mischia chiusa, Adam Jones è stato uno degli artefici del successo gallese. Il ragazzo si è così scrollato finalmente di dosso le critiche che lo volevano carente in quanto a potenza, con le quali era stato bersagliato a inizio carriera.

Adam Jones

I miglioramenti di Jones sotto la guida di Warren Gatland hanno fatto sì che il pilone si guadagnasse la chiamata da parte di Ian McGeechan per il tour del 2009 dei British & Irish Lions in Sudafrica.
Adam ha disputato il primo test match con gli Springboks il 20 giugno a Durban, entrando in campo all’inizio della ripresa al posto dell’Inglese Phil Vickery. La sfida è stata vinta dai padroni di casa 26 a 21, anche se ci sono da segnalare due mete non concesse ai Lions dal TMO negli ultimi dieci minuti.
A Pretoria, una settimana più tardi, Adam Jones, Gethin Jenkins e Matthew Rees hanno formato la front row per la seconda prova contro i campioni del mondo. Era dal tour del 1955, con Billy Williams, Bryn Meredith e Courtney Meredith, che i Lions non presentavano una prima linea tutta gallese. Purtroppo, anche questo match è finito nelle mani degli Springboks, con il risultato di 28 a 25.
L’avventura di Adam con i Lions si è chiusa a causa di una lussazione della spalla subita durante la partita ed il pilone è stato così escluso dalla terza prova. L’infortunio di Jones è stato causato da un tentativo di Bakkies Botha di pulire una ruck quando il secondo tempo era iniziato da 5 minuti. La stella dei Bulls è stato successivamente citato e squalificato per due settimane. Durante i due test in cui Jones è stato in campo, per un totale di 81 minuti, i British Lions hanno segnato 30 punti e concessi 15. In sua assenza, i rossi ne hanno segnati 16 e subiti 39, anche se il terzo test, con Vickery pilone destro, è stato vinto dagli uomini di McGeechan.

L’atleta degli Ospreys ha subito un intervento chirurgico ai legamenti della spalla ed è stato lontano dai campi di gioco per sei mesi. Il pilone è tornato a giocare per il suo club a Natale del 2009 ed è rientrato nella line-up del Galles in vista del Sei Nazioni 2010. Di Jones, in quel periodo, è ben nota la collaborazione in prima linea, sia degli Ospreys che del Galles, con Duncan Jones, con il quale non ha alcuna parentela. Insieme, essi erano affettuosamente conosciuti come Hair Bears (Napo Orso Capo in Italia), a causa delle loro acconciature.

Il pilone destro è tornato sulla scena internazionale il 6 febbraio 2010 nella prima sfida del Sei Nazioni contro l’Inghilterra, a Twickenham. Per l’occasione Jones ha realizzato la sua seconda meta con la maglia dei Dragoni.
Purtroppo, quella non è stata una bella stagione per la squadra di Gatland, che durante il torneo ha vinto solo le sfide interne con Scozia e Italia. I rossi sono usciti sconfitti anche da tutti i test match estivi, con Sudafrica e Nuova Zelanda, e hanno perso pure le gare di novembre, sempre con Springboks e All Blacks e anche con i Wallabies. Persino le Fiji sono riuscite a strappare un meritato pareggio al Millenium Stadium.

Le cose, per Jones, sono andate meglio a livello di club. Sempre del 2010, infatti, gli Ospreys hanno vinto la finale di Celtic League con il Leinster. È stato questo il primo anno in cui si è introdotta la formula dei play-off. La squadra gallese era arrivata seconda nella regular season, alle spalle proprio del Leinster, con i quali avevano perso entrambe le sfide. In semifinale, gli Ospreys si sono sbarazzati dei Glasgow Warriors a Swansea, con un perentorio 20 a 5.
L’atto conclusivo è andato in scena il 29 maggio a Dublino. Contro ogni previsione, Adam Jones e compagni sono riusciti ad espugnare l’RDS Arena vincendo 17 a 12, grazie alle mete dell’irlandese Tommy Bowe e di Lee Byrne, poi eletto Man of the Match, entrambe trasformate da Dan Biggar, autore anche di un piazzato.

Quell’anno Jones si è presentato ai tifosi dimagrito, avendo eliminato il cibo spazzatura, la birra e ponendo maggiore attenzione in allenamento.

Nel gennaio 2011 il pilone degli Ospreys ha subito un infortunio nella prima metà della partita di Heineken Cup con i London Irish, dove ha subito danni ai legamenti che gli hanno causato uno stop di otto settimane. Adam è tornato in seno alla squadra del Galles per la loro ultima partita del Sei Nazioni contro la Francia, il 19 marzo.

In agosto Adam è stato incluso nella rosa di 30 uomini che avrebbero partecipato alla settima edizione della Coppa del Mondo di Rugby in Nuova Zelanda.
La squadra gallese ha esordito l’11 settembre a Wellington, contro i campioni del mondo in carica del Sudafrica. La partita ha visto un testa a testa tra le due compagini sino a un quarto d’ora dalla fine, quando gli Springboks hanno sopravanzato i rivali 17 a 16 grazie alla meta di François Hougaard.
Sei giorni più tardi i ragazzi di Gatland hanno avuto la meglio su Samoa per 17 a 10. Poi, dopo avere sommerso la Namibia sotto una pioggia di dodici mete (l’unica partita in cui Adam Jones è rimasto a riposo) è arrivata anche la vendetta sulle Fiji, la nazionale che quattro anni prima li aveva esclusi dai quarti di finale. Questa volta è finita con l’eclatante 66 a 0 per gli uomini in maglia rossa, un successo che ha permesso loro di passare il turno.
Arrivato secondo nel proprio girone, il Galles ha affrontato nei quarti l’Irlanda, squadra che aveva sconfitto a sorpresa l’Australia e, un po’ meno a sorpresa, l’Italia. La sfida è terminata 22 a 10 per i Dragoni, con tre mete realizzate dai signori Shane Williams, dopo soli due minuti di gioco, Mike Phillips e Jonathan Davies.

In semifinale l’ostacolo da superare si chiamava Francia. Dopo neppure 10 minuti dall’inizio, con il Galles in vantaggio 3 a 0 grazie ad un piazzato di James Hook, Adam ha lasciato il terreno di gioco a causa di una lesione al polpaccio. Il raggiungimento della semifinale era stato anche merito del pilone di Abercraf il quale, in ogni partita, ha avuto un ruolo vitale nel fornire la piattaforma per i propri trequarti, permettendo loro di marcare molte mete. L’immagine di questo ragazzone seduto in panchina con le lacrime agli occhi ha fatto il giro del mondo. Purtroppo per il Galles, la perdita del pilone titolare non è stato l’unico problema di quella giornata. Al 18° minuto l’arbitro irlandese Alain Roland ha punito con il cartellino rosso un placcaggio pericoloso del capitano Sam Warbuton ai danni dell’ala francese Vincent Clerc. Costretto a giocare con un uomo in meno per più di un’ora, il XV di Gatland ha perso la partita di un solo punto (8 a 9) con Mike Phillips autore dell’unica meta della sfida, al 60° minuto, e l’errore di Stephen Jones sulla trasformazione che avrebbe concesso il vantaggio ai suoi. Negli ultimi venti minuti di gioco, infatti, non è più stato realizzato alcun punto.

Com’era accaduto nel 1987, il Galles ha disputato la finale per il terzo posto con l’Australia. A differenza del primo mondiale, però, dove i rossi avevano vinto 22 a 21, nel 2011, all’Eden Park di Auckland, sono stati i Wallabies ad intascare la medaglia di bronzo. La sfida è finita 21 a 18. Comunque sia, anche se con qualche rimpianto, il Galles si è guadagnato un prestigioso quarto posto.

Tornato in piena forma nel dicembre 2011, Jones è riuscito a farsi includere nella lista di 35 uomini che si sono recati in Polonia per il ritiro in vista del Sei Nazioni 2012.
Quell’anno la squadra ha conquistato nuovamente il Grande Slam: il terzo di Adam Jones.

La vittoria in extremis a Dublino la prima giornata ha dato una bella scossa di adrenalina al team guidato da Warren Gatland. Ad un minuto dal termine l’Irlanda era avanti 21 a 20. Poi, l’insistenza dei rossi, l’indisciplina dei verdi, il fallo stupido di Stephen Ferris, che ha sollevato da terra e lasciato cadere Ian Evans, e quel penalty centrale calciato tra i pali da Leigh Halfpenny, dopo che soltanto un attimo prima ne aveva sbagliato un altro, che ha consegnato l’importante vittoria ai suoi. Adam Jones quel giorno è uscito quando mancavano dieci minuti al termine, sostituito da Paul James.
Una settimana più tardi il Galles ha ricevuto la visita della Scozia. Questa volta la partita ha riservato meno problemi cardiaci ai tifosi dei Dragoni. Complici anche i due cartellini gialli comminati a Nick De Luca e Rory Lamont nel giro di venti minuti, il XV del Cardo è stato travolto 27 a 13, con Leigh Halfpenny autore di 22 punti. Anche questa volta Jones è rimasto in campo per oltre 70 minuti di gioco, così come il suo socio di sinistra, Gethin Jenkins, segno di grande resistenza per gente da front row.
Il 25 febbraio il Galles ha compiuto un’altra impresa, andando ad espugnare Twickenham e portando nella propria bacheca la Triple Crown numero venti. Quattro piazzati di Halfpenny, contro altrettanti di Owen Farrell, e il pareggio che ha retto sino a cinque minuti dal termine. Poi, è arrivata la bella meta di Scott Williams con relativa trasformazione a portare gli ospiti sul 19 a 12. A tempo scaduto, a concludere i disperati assalti dell’Inghilterra, il TMO non ha concesso una meta a David Streetle e la partita è finita lì. A Londra l’intera prima linea, formata da Jones, Jenkins e dal tallonatore Ken Owens, è rimasta in campo per tutti gli 80 minuti. Probabilmente Gatland si fidava cecamente di loro, oppure amava vederli soffrire.
La quarta settimana al Millenium è arrivata l’Italia. Un calcio di punizione di Mirco Bergamasco al 12° minuto ha regalato agli azzurri gli unici tre punti della giornata. Dall’altra parte, senza neppure strafare, i rossi di punti ne hanno realizzati 24.
Tra il Galles e il Grande Slam a questo punto c’era soltanto l’ostacolo francese, ma per fortuna si giocava a Cardiff. In un Millenium Stadium gremito in ogni ordine di posto, Warburton e compagni hanno vinto 16 a 9, realizzando l’unica marcatura dell’incontro con la potenza dell’ala Alex Cuthbert. Adam Jones ha giocato nuovamente l’intero match e alla fine si è goduto il suo terzo Slam personale.

Un paio di mesi più tardi Jones ha vinto anche il suo quarto titolo del campionato celtico con la maglia degli Ospreys.
Dopo avere distrutto il Munster in semifinale grazie ad una difesa aggressiva e avanzante, il 27 maggio la squadra di Steve Tandy si è ritrovata all’RDS Arena per affrontare, come nel 2010, i favoritissimi padroni di casa del Leinster, freschi vincitori della Heineken Cup. A due minuti dal termine gli irlandesi erano avanti 30 a 24. Sembrava fatta per il loro bis europeo, ma è arrivata la meta del furetto Shane Williams, alla partita dell’addio, a gelare ogni speranza. La trasformazione di Dan Biggar, difficile in quanto molto defilata, ha centrato i pali e ha regalato il vantaggio ai suoi. E così è finita, con il 31 a 30 a campeggiare sul tabellone luminoso e i gallesi a fare festa in campo. Il merito del successo è da attribuire essenzialmente al pacchetto di mischia. La prima linea, formata da Adam Jones, Paul James e Richard Hibbard, e gli altri sei uomini alle loro spalle, hanno sgretolato il pack che avevano di fronte ogni volta che è capitata loro l’occasione.

Il Galles ha vinto il titolo del Cinque Nazioni anche nel 2013, ma senza lo Slam e senza Triple Crown, a causa della sconfitta patita all’esordio del torneo con l’Irlanda a Cardiff, che ha così vendicato la bruciante sconfitta dell’anno precedente. Per il resto è stata una marcia trionfale, con Adam Jones che ha disputato tutte le gare, ogni volta restando sul terreno di gioco per più di 70 minuti.

A giugno, agli ordini sempre di Warren Gatland, Jones è partito alla volta dell’Australia per il suo secondo tour con i British & Irish Lions.
Il pilone è stato schierato nel XV titolare in tutti e tre i test match, sfociati in due vittorie per i britannici contro una dei padroni di casa. Dopo due sfide iniziali giocate alla pari e terminate con risultati dallo scarto minimo (23 a 21 per i Leoni a Brisbane e 16 a 15 a favore dei Wallabies a Melbourne) i ragazzi capitanati da Sam Warburton hanno dominato il terzo, decisivo test di Sydney, largamente vinto 41 a 16. Era dal 1997 in Sudafrica che i rossi non trionfavano in un tour e bisogna tornare al 1989 per trovare un altro successo nella terra dei canguri.

Alla fine della stagione 2013-14 Jones si è rifiutato di firmare un nuovo contratto con gli Ospreys fino a quando una controversia tra le regioni del Galles e la WRU fosse stata risolta. Così, il 19 agosto 2014, il pilone ha lasciato la franchigia della regione di West Glamorgan ed è stato presentato come nuovo giocatore dei Cardiff Blues.

Il 2014 ha visto Adam Jones disputare il suo ultimo torneo delle Sei Nazioni. Ancora una volta l’irsuto ragazzone ha disputato ogni partita da titolare, tranne l’ultima, con la Scozia, quando si è alzato dalla panchina per prendere il posto di Rodhri Jones.

L’ultima sfida di Adam con la maglia della nazionale è stata giocata il 14 giugno a Durban, dove il Galles ha perso con gli Springboks 16 a 38. Il pilone è stato chiamato fuori dal campo da Gatland dopo appena 31 minuti e sostituito con Samson Lee.

Il 24 gennaio 2015 Jones ha annunciato il suo ritiro dal rugby internazionale in un’intervista pubblicata sul Sunday Times. La decisione è nata quando il prima linea dei Cardiff Blues è stato escluso dalla squadra gallese per il Sei Nazioni del 2015, dopo che era già stato omesso dai test di novembre. L’annuncio significa che Jones ha abbandonato ogni speranza di guadagnare una convocazione da parte di Gatland per la Coppa del Mondo in Inghilterra.
Nonostante la delusione per essere stato lasciato fuori dalla nazionale, il 33enne ha detto di rispettare la decisione del suo allenatore.

Il 26 marzo 2015, è stato annunciato che Jones si sarebbe unito alla squadra di Guinness Premiership degli Harlequins a partire dalla stagione 2015-16.
Così, il 16 maggio 2015, il ragazzo ha disputato la sua ultima partita per una squadra gallese; la sua breve carriera ai Cardiff Blues, infatti, si è conclusa dopo una sola stagione. Al pilone è stata riservata una standing ovation dai tifosi dei Blues quando è stato sostituito dopo un’ora di gioco durante la vittoria per 29 a 5 sulle Zebre. Dopo la partita Adam ha ricevuto un regalo d’addio dalla leggenda del Cardiff Gareth Edwards, quindi ha firmato autografi e parlato con i fan.
Jones, che ha giocato più di 250 partite tra Neath, Ospreys e Blues, a quel punto ha lasciato il Galles e ha preso la direzione dell’Inghilterra.

Il 28 Maggio 2015 Adam ha disputato una sfida per i Barbarians al Thomond Park di Limerick contro l’Irlanda. La partita è terminata 22 a 21 a favore dl club ad inviti.

 

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